In Breve
- Il 66% degli europei ritiene che oggi sia più difficile fare nuove conoscenze rispetto al passato, mentre oltre la metà non è soddisfatta delle proprie relazioni sociali,
- La solitudine emerge come un fenomeno trasversale a età, città e Paesi: secondo l’OMS, una persona su sei nel mondo soffre di isolamento sociale,
- Le persone cercano sempre più occasioni per incontrarsi offline: il 72% vorrebbe vivere più esperienze nel mondo reale e il 63% sente il bisogno di appartenere a una community basata su interessi condivisi,
- Il viaggio si conferma il contesto più efficace per creare nuove connessioni: il 45% lo considera il luogo ideale per conoscere persone e l’83% si sente più aperto verso gli altri quando è in viaggio,
- Le relazioni più significative nascono da esperienze condivise, tempo trascorso insieme e uscita dalla routine, elementi che favoriscono legami percepiti come più autentici rispetto a quelli costruiti online.
L’anno scorso abbiamo pubblicato la prima edizione dell’Osservatorio WeRoad, partendo da una domanda semplice: come stanno cambiando i viaggi?
Per scoprirlo abbiamo intervistato quasi 6.000 persone in Europa, parlando di digital detox, crescita personale, sostenibilità, nuove abitudini. Ma leggendo le risposte ci siamo accorti che stava emergendo un altro tema, uno che con il viaggio c’entrava solo in parte.
La solitudine compariva continuamente. Il 55% delle persone diceva di sentirsi solo nella vita quotidiana. Il 58% raccontava che conoscere qualcuno di nuovo era diventato più difficile. Eppure non avevamo mai chiesto direttamente della solitudine.
Quest’anno siamo ripartiti da lì.
Per la seconda edizione dell’Osservatorio WeRoad abbiamo cambiato prospettiva: non più come si viaggia, ma come stanno cambiando le relazioni. Abbiamo coinvolto oltre 5.000 persone tra Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, dentro e fuori la community WeRoad. i Ai dati quantitativi abbiamo affiancato interviste, conversazioni qualitative e un focus group organizzato durante il SXSW 2026 ad Austin, negli Stati Uniti incrociando poi i risultati con fonti internazionali come OECD¹, OMS², World Happiness Report³, Skyscanner⁴, GetYourGuide⁵ ed Eventbrite⁶.
Quello che emerge è abbastanza chiaro: le persone hanno ancora voglia di conoscersi, ma nella vita quotidiana sembra diventato sempre più difficile creare occasioni in cui questo avvenga davvero.
Conoscere qualcuno di nuovo è diventato più difficile
Il 66% delle persone intervistate dice che oggi fare nuove conoscenze è più complicato rispetto al passato: dodici mesi fa era il 58%. Le ragioni sono molto concrete. Quasi la metà (Il 47%) parla di poche occasioni nella vita di tutti i giorni, un terzo i(33%) cita la mancanza di tempo; il 25% dice di non sapere nemmeno da dove iniziare e uno su cinque indica l’ansia sociale come ostacolo principale.
E c’è un altro dato interessante: il 52% non è soddisfatto delle proprie relazioni sociali.
Anche il World Happiness Report 2025³ segnala un cambiamento importante: il 19% dei giovani adulti nel mondo dice di non avere nessuno su cui contare davvero. Nel 2006 era il 14%.
Il nostro Osservatorio lo conferma da un’altra angolazione. Alla domanda “tra le dieci persone più importanti della tua vita, quante le conosci da sempre?”, il 41% ha risposto “solo da una a tre”. Le amicizie storiche continuano a contare moltissimo, ma per molti adulti non bastano più, da sole, a reggere l’intera vita sociale.
La solitudine non dipende dalla città in cui vivi
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il luogo in cui si vive. Il campione era distribuito quasi uniformemente tra metropoli (23%), grandi città (16%), centri medi (19%), piccoli comuni (20%) e paesi (21%); eppure le risposte erano sorprendentemente simili. Chi vive in una grande città e chi abita in un paese di poche migliaia di abitanti racconta spesso la stessa difficoltà: mancano le occasioni spontanee per conoscere persone nuove.
È un problema che supera i confini nazionali. Nel giugno 2025 l’OMS² ha pubblicato il report From Loneliness to Social Connection: Charting a Path to Healthier Societies, definendo la solitudine una priorità globale di salute pubblica: una persona su sei nel mondo soffre di isolamento sociale, e ogni anno 871.000 decessi sono associati all’isolamento.
Negli ultimi anni molti sociologi hanno collegato questo cambiamento alla progressiva scomparsa dei cosiddetti “third places”: i luoghi che non sono né casa né lavoro (bar, circoli, spazi comuni, centri culturali) dove le persone si incontravano senza dover pianificare tutto. Scott Galloway, professore alla NYU, ne ha parlato nella sua newsletter No Mercy / No Malice⁷, citando dati secondo cui negli Stati Uniti chi ha meno di tre amici stretti è raddoppiato dagli anni Novanta a oggi (dal 16% al 32%), mentre chi non ne ha nessuno è passato dal 3% al 12%.
Spazi in cui sentirsi parte di qualcosa
In questo scenario emerge però anche un altro elemento: le persone continuano a cercare spazi in cui sentirsi parte di qualcosa.
Il 63% degli intervistati dice di sentire il bisogno di appartenere a un gruppo legato a passioni e interessi comuni. È un bisogno che non riguarda solo il viaggio, ma il modo stesso in cui le persone cercano spazi dove incontrarsi in maniera più naturale e meno costruita. Una convinzione condivisa anche da Kindred, piattaforma di home-sharing fondata sulla fiducia reciproca:
“Le relazioni più importanti raramente nascono online. Nascono davanti a un piatto condiviso, in una conversazione spontanea, quando un amico ti presenta qualcuno al bar, in palestra o a una mostra. Quando sei fisicamente presente con le persone, le difese si abbassano e la fiducia si costruisce in modo naturale e più veloce. Siamo fatti per accogliere e per sentirci parte di qualcosa, ma la vita moderna ci ha allontanato da questo istinto, ottimizzando tutto per l’efficienza e la comodità. Quello che le persone cercano oggi non sono più contenuti. È qualcuno con cui stare. In Kindred lo vediamo ogni giorno attraverso le storie dei nostri membri: dai alle persone il contesto giusto e la community non ha bisogno di essere costruita. Succede da sola.” — Justine Palefsky, CEO e Co-founder, Kindred

Le persone vogliono tornare offline
Abbiamo chiesto dove oggi si conoscano meglio le persone.
Al primo posto c’è il viaggio, indicato dal 45% degli intervistati (+15 vs 2025). Seguono lavoro e università al 33%, amici di amici al 31%, sport e passioni al 29%, eventi al 28%. App e social sono ultimi, al 9% (+5 vs 2025). Il dato forse più interessante è il confronto con l’anno scorso. Nel 2025 il viaggio era stato indicato dal 30% delle persone. Oggi è al 45%.
Le app crescono leggermente, passando dal 4% al 9%, ma restano comunque in fondo alla classifica. Non sembra un rifiuto del digitale. Piuttosto, emerge una certa stanchezza verso interazioni che spesso rimangono superficiali o frammentate.
L’84% delle persone intervistate dice che oggi costruire relazioni che contano è più difficile. Parallelamente, molte persone raccontano di sentire il bisogno di tornare a esperienze più concrete e condivise.
Il 72% degli intervistati vorrebbe vivere più esperienze sociali offline (+0,32 vs 2025). Il 34% viaggia per uscire dalla comfort zone. Il 13% cerca esperienze lontane dalla dimensione digitale.
Eventbrite⁶ nel report Fourth Spaces ha descritto proprio questo fenomeno: il 95% dei giovani adulti vuole portare nella vita reale gli interessi che coltiva online. L’84% ha trovato amici veri attraverso eventi dal vivo.
Perché in viaggio le relazioni sembrano diverse
L’83% delle persone intervistate dice di sentirsi più aperto verso gli altri quando viaggia, il 66% racconta di aver costruito un legame importante con qualcuno conosciuto durante un viaggio e il 52% considera le relazioni nate viaggiando più vere rispetto a quelle della vita quotidiana.
Anche Skyscanner⁴, nel report Travel Trends 2026, osserva qualcosa di simile: il 39% dei viaggiatori ha viaggiato o valuterebbe di farlo all’estero per incontrare nuove persone, e tra la Gen Z il dato sale al 55%.
Quando abbiamo chiesto cosa renda diverse le relazioni nate in viaggio, le risposte tornavano sempre sugli stessi elementi: il 60% parla delle esperienze vissute insieme, il 43% del tempo condiviso per giornate intere, il 30% della lontananza dalla routine; più staccati, il 19% cita l’assenza di aspettative reciproche e il 16% il non sentirsi intrappolati nei ruoli abituali.
Facendo cosa, non solo dove e con chi
Anche il tipo di esperienza sembra fare la differenza. GetYourGuide⁵, nel report Hidden Trends List 2026, registra un aumento del 59% nelle prenotazioni di workshop ed esperienze pratiche, e il 76% dei viaggiatori dice che imparare qualcosa di nuovo in vacanza è diventato più interessante rispetto al passato. Un trend confermato anche da chi queste esperienze le organizza. Johannes Reck, co-founder e CEO di GetYourGuide, lo racconta così:
“Oggi viaggiare significa creare relazioni vere, non semplicemente spuntare luoghi da una lista. E lo vediamo soprattutto nei momenti in cui le persone fanno qualcosa insieme: impastare il pane, imparare un mestiere, condividere una tavola, scambiarsi storie con una guida locale. È anche per questo che i workshop sono una delle categorie che stanno crescendo più velocemente su GetYourGuide: le prenotazioni sono aumentate del 59% anno su anno. Le esperienze non servono solo a mostrarti un posto. Ti danno un motivo per parlare, ridere, metterti in gioco e sentirti parte di qualcosa, anche solo per un pomeriggio.“

Cosa abbiamo scoperto negli Stati Uniti
Durante il SXSW 2026 abbiamo organizzato ad Austin un focus group con americani tra i 20 e i 30 anni, per capire se le dinamiche emerse in Europa valessero anche negli Stati Uniti. In molti casi valevano, a volte persino in modo più evidente.
Alla domanda “hai mai rinunciato a partire perché non trovavi qualcuno con cui farlo?”, sette partecipanti su dieci hanno alzato la mano: c’è chi aveva cancellato il viaggio e chi aveva deciso di partire da solo. Uno ha raccontato di essere stato ghostato dagli amici proprio mentre organizzava la partenza.
Dalla conversazione è emersa anche una distinzione interessante, quella tra conoscere persone e costruire relazioni destinate a durare. Molti si dicevano aperti a incontrare gente nuova, ma più selettivi quando si trattava di creare legami veri: le passioni condivise, gli interessi comuni e il contesto giusto venivano percepiti come elementi decisivi.
Voci dagli US
Qualche testimonianza:
“È facile collezionare amici lungo la strada, ma crescendo preferisci incontrare persone con cui condividi passioni e interessi.“
“C’è una differenza tra conoscere qualcuno e costruirci un rapporto vero. Spesso le cose restano in superficie.“
Quando abbiamo chiesto se partirebbero con un gruppo di sconosciuti, quasi tutti hanno risposto che dipende da come è organizzata l’esperienza: attività condivise, un programma chiaro e qualche momento pensato per rompere il ghiaccio bastavano a farli sentire più a proprio agio.
“Le persone sono molto più aperte a mettersi in gioco di quanto pensiamo. La differenza la fa il contesto: il momento in cui passi da ‘chi sono queste persone?’ a ‘ok, qui posso stare bene’.”
Più che il viaggio con sconosciuti, a spaventare sembra essere l’idea di entrare in una situazione priva di contesto.
Un elemento interessante riguarda il luogo in cui si vive: una partecipante di New York ha descritto la sua città come un posto dove è facile conoscere gente tramite amici di amici, mentre un partecipante del Wisconsin ha raccontato l’opposto.
Negli Stati Uniti, a differenza di quanto emerge dal sondaggio europeo, il luogo in cui si vive sembra incidere molto di più.
Cosa ci portiamo a casa da questa ricerca
Se c’è una cosa che emerge con chiarezza da questa ricerca è che non ci manca la voglia di stare insieme.
Il 63% delle persone cerca un senso di appartenenza. Il 72% vorrebbe più esperienze offline. Il 58% considera importante incontrare nuove persone quando viaggia.
Il punto è che molti dei contesti in cui questo avveniva spontaneamente sembrano essersi indeboliti. Come conferma l’OECD¹, non c’è correlazione tra il numero di persone che frequenti e la qualità delle relazioni che hai. Si può socializzare spesso e sentirsi comunque soli.
La prospettiva dell’Osservatorio WeRoad 2026
Quello che continua a funzionare, invece, ha caratteristiche abbastanza precise:
- Il 66% dice che conoscere nuove persone è più difficile rispetto al passato [+8 vs 2025]
- Il viaggio è il contesto numero uno in cui le persone sentono di conoscere meglio gli altri: 45% [+15 vs 2025]
- App e social restano ultimi: solo il 9% li considera efficaci [+5 vs 2025]
- Il 72% vorrebbe vivere più esperienze sociali offline [+0,32 vs 2025]
- Il 63% sente il bisogno di appartenere a un gruppo costruito intorno a passioni e interessi comuni
- Il 52% non è soddisfatto delle proprie relazioni sociali
- L’83% dice di sentirsi più aperto verso gli altri quando viaggia
- Due persone su tre hanno costruito un legame importante con qualcuno conosciuto durante un viaggio
- Per il 60% ciò che crea legame sono le esperienze vissute insieme, non semplicemente il tempo passato nello stesso posto
La voglia di incontrarsi non è mai sparita. Quello che mancano sempre di più sono i contesti giusti perché succeda. E il viaggio, per molte persone, sta iniziando a fare la differenza.
Hai voglia di approfondire? Trovi i risultati completi dell’Osservatorio sulla pagina dedicata.
Per approfondimenti, dati o interviste: press@weroad.it
BIBLIOGRAFIA
¹ OECD (2025), “Social Connections and Loneliness in OECD Countries”, OECD Publishing, Paris. https://www.oecd.org/en/publications/social-connections-and-loneliness-in-oecd-countries_6df2d6a0-en.html
² WHO (2025), “From Loneliness to Social Connection: Charting a Path to Healthier Societies”, World Health Organization, Geneva. https://www.who.int/publications/i/item/978240112360
³ Wellbeing Research Centre, University of Oxford / Gallup / UN Sustainable Development Solutions Network (2025), “World Happiness Report 2025”. https://www.worldhappiness.report/ed/2025/
⁴ Skyscanner (2026), “Travel Trends 2026: Catching Flights and Feelings”. https://www.skyscanner.net/travel-trends/connections
⁵ GetYourGuide (2025), “Hidden Trends List 2026”. https://www.getyourguide.press/blog/getyourguide-unveils-2026-hidden-trends-list
⁶ Eventbrite (2025), “Fourth Spaces: Bridging Digital and Physical Worlds”. https://www.eventbrite.com/blog/press/newsroom/fourth-spaces-bridge-digital-and-physical-worlds/
⁷ Scott Galloway (2023), “Friends”, No Mercy / No Malice. https://www.profgalloway.com/friends/