In Breve
- Il Mongol Rally è un rally non competitivo a scopo benefico: nessuna classifica, nessun percorso fisso, nessuna assistenza. Nell’edizione 2026 si parte da Praga e si arriva in Kazakistan orientale attraversando circa 16.000 km di Europa e Asia Centrale.
- Le date 2026 sono fissate: partenza il 12 luglio, cerimonia di chiusura il 22 agosto. Le squadre hanno 42 giorni, ma il tempo effettivo dipende dal percorso scelto (da 3 a 6 settimane).
- Le regole sono tre: veicolo con motore fino a 1.300cc (idealmente 1.000cc), zero supporto esterno, e raccolta fondi minima di £500 per l’ente benefico Cool Earth.
- Partecipare costa tra €3.000 e €6.000 a persona, esclusa l’auto: alla quota di iscrizione (£895 per veicolo) si aggiungono visti, spedizioni, carburante e assicurazioni.
- L’edizione 2026 è sold out, ma è aperta la waiting list sul sito ufficiale di The Adventurists. Per le prossime edizioni, l’iscrizione si apre mesi prima e i posti si esauriscono rapidamente.
C’è un evento nel calendario dell’avventura mondiale che non assomiglia a nessun altro. Non è una gara, non è un tour organizzato, non è nemmeno un viaggio nel senso tradizionale del termine. È il Mongol Rally: migliaia di chilometri attraverso l’Europa orientale e l’Asia Centrale, a bordo di un’auto scalcinata a basso costo, senza assistenza, senza percorso obbligatorio, senza rete di sicurezza. Solo tu, il tuo bolide sull’orlo del collasso e il mondo intero da attraversare.
Mongol Rally: cos’è e cosa lo rende unico
Il Mongol Rally è un rally non competitivo a lungo raggio organizzato dal collettivo britannico The Adventurists fin dal 2004. La prima edizione contava appena 6 squadre; oggi ne partono oltre 400. La filosofia è rimasta identica: dare a chiunque un punto di partenza e un punto di arrivo, poi togliersi di mezzo e lasciare che succeda il caos.
Non esiste classifica, non esiste premio per chi arriva primo. Vince solo chi arriva. E il modo in cui ci arrivi è interamente affar tuo.
Quello che rende il Mongol Rally radicalmente diverso da qualsiasi altra avventura on the road è il concetto di “un-route”: nessun consigliato, niente soste obbligatorie, niente guide. Gli organizzatori ti danno una partenza e un traguardo. Il resto è improvvisazione pura: perdersi nel Pamir, campeggiare alla Porta dell’Inferno in Turkmenistan, attraversare le steppe del Kazakistan su strade che sulle mappe non esistono. L’avventura accade esattamente quando smetti di avere tutto sotto controllo.
Il percorso del Mongol Rally 2026

Il percorso del Mongol Rally non esiste in senso stretto, ma esistono due poli fissi:
- Partenza: Repubblica Ceca, nelle vicinanze di Praga.
- Arrivo 2026: Kazakistan orientale, nella regione di Öskemen, tra il fiume Irtysh e il Lago Zaysan.
In mezzo ci sono circa 16.000 km (quasi 10.000 miglia) di continente eurasiatico da attraversare come meglio si crede.
Come si raggiunge il traguardo oggi
Fino a qualche anno fa, la rotta classica puntava dritto verso la Mongolia attraverso la Russia. La situazione geopolitica attuale ha reso quella strada impraticabile per la maggior parte dei partecipanti in quanto molti governi sconsigliano viaggi in Russia. Il percorso si è quindi spostato verso i Paesi dell’Asia Centrale, aprendo scenari forse ancora più spettacolari.
La logistica attuale funziona così: si attraversa l’Europa orientale fino alla Georgia, dove si imbarca l’auto su un traghetto o si organizza la spedizione verso l’Azerbaigian (al momento non è possibile attraversare il confine via terra). Da Baku si attraversa il Mar Caspio in traghetto fino al Kazakistan, e da lì si entra nel cuore dell’Asia Centrale.
Le rotte più percorse includono strade leggendarie come la Pamir Highway tra Tagikistan e Kirghizistan, i passi di montagna del Kirghizistan, le città dell’Uzbekistan lungo la Via della Seta (Samarcanda, Bukhara, Khiva) e le infinite pianure kazake verso il traguardo finale.
Nord o Sud: la scelta che definisce il viaggio
Storicamente i partecipanti si dividono tra chi sceglie una rotta più settentrionale (più rapida, paesaggi siberiani) e chi opta per la rotta meridionale attraverso Turchia, Caucaso e gli Stati dell’Asia centrale e meridionale. Quest’ultima è più lunga, più complessa dal punto di vista burocratico, ma offre una densità di culture, paesaggi e storie senza pari. Ogni rotta è valida. Nessuna è sbagliata.
Le date del Mongol Rally 2026
Le date del Mongol Rally 2026 sono:
- 11 luglio 2026: Launch Party (la festa di lancio)
- 12 luglio 2026: Launch Day (partenza ufficiale dalla Repubblica Ceca)
- 15 agosto 2026: First Finish Line Party (primo traguardo)
- 22 agosto 2026: Finish Line Party & Closing Ceremony (cerimonia di chiusura)
Le squadre hanno quindi circa sei settimane tra partenza e cerimonia finale, anche se molti team arrivano prima o dopo in base al percorso scelto.
Nota importante: l’edizione 2026 è già sold out. È possibile iscriversi alla waiting list sul sito ufficiale di The Adventurists per essere i primi a sapere se si liberano posti.
Di quanti chilometri consta il percorso?
La risposta breve: circa 16.000 km (10.000 miglia). Ma questa cifra va contestualizzata.
I 16.000 km sono la distanza minima teorica tra la partenza ceca e il traguardo kazako percorrendo le strade principali. Nella pratica, il percorso reale di ogni squadra può essere sensibilmente diverso: chi sceglie la rotta meridionale attraverso Iran o Tagikistan percorre distanze maggiori, chi si perde (e tutti si perdono) aggiunge centinaia di km non previsti.
A questi si somma il fatto che molte strade nell’Asia Centrale non sono strade nel senso europeo del termine: sono piste sterrate, guadi nei fiumi, valichi di montagna a 4.000 metri. La distanza in km diventa un parametro quasi secondario rispetto al tempo necessario per percorrerla su un’utilitaria da 1.000cc.
I km del Mongol Rally sono dunque un numero indicativo. L’unica certezza è che saranno molti di più di quanti te ne aspetti.
Quanto dura il Mongol Rally?

Il Mongol Rally dura mediamente 3-6 settimane, a seconda della rotta scelta e degli imprevisti che inevitabilmente accadono (guasti meccanici, frontiere chiuse, tempeste di sabbia, ospitalità nomade che non si rifiuta mai).
La rotta più veloce, quella settentrionale passando per Russia, richiede un minimo di 3 settimane. La rotta meridionale attraverso i Paesi -stan ne richiede generalmente 5-7. Molte squadre finiscono per andare oltre per scelta, perché il Mongol Rally non è una corsa contro il tempo, è una corsa contro la propria zona di comfort.
Tenendo conto delle date ufficiali 2026 (12 luglio – 22 agosto), le squadre hanno a disposizione 42 giorni tra la partenza e la cerimonia di chiusura.
Le regole del Mongol Rally: poche, chiare, radicali
Le regole del Mongol Rally sono volutamente minime. Non esistono per proteggerti: esistono per garantire che l’avventura rimanga tale.
Regola 1: il veicolo deve essere piccolo e scassato
L’unico requisito tecnico riguarda il mezzo: motore da 1.000cc o meno. Gli organizzatori concedono un’eccezione fino a 1.300cc per chi, come dicono loro, “non regge un litro intero di coraggio”. Per le moto il limite è 125cc, preferibilmente scooter o monkey bike.
La logica è semplice: un’auto adatta non è divertente. Un’auto inadatta costringe a fermarsi, a chiedere aiuto, a interagire con i locali, a improvvisare. Più la macchina è un catorcio, più grande è l’avventura. Gli organizzatori arrivano a suggerire di versare dello zucchero nel serbatoio se la macchina dovesse andare troppo bene.
Attenzione: l’auto non può essere abbandonata al traguardo. Tutti i veicoli devono tornare al paese d’origine, guidati o spediti via treno fino all’Europa Orientale attraverso il servizio di spedizione del rally.
Regola 2: nessun supporto, nessuna assistenza
Il Mongol Rally è non assistito. Nessun team di supporto, nessun numero da chiamare in caso di panne, nessun soccorso stradale organizzato. Se l’auto si ferma nel mezzo della steppa kazaka, il problema è tuo, e solo tuo.
È questa la regola che spaventa di più e al tempo stesso quella che rende l’esperienza trasformativa. Ogni problema risolto, ogni confine attraversato, ogni guasto riparato con il nastro adesivo e la creatività diventa una storia che racconterai per il resto della vita.
Regola 3: raccogliere fondi per la beneficenza
Ogni squadra è tenuta a raccogliere un minimo di £500 per Cool Earth, l’organizzazione ufficiale del rally che tutela le foreste pluviali attraverso comunità indigene. Qualsiasi somma superiore ai £500 può essere destinata a qualsiasi ente benefico a scelta dei partecipanti.
Quanto costa partecipare al Mongol Rally?
La quota di iscrizione per l’edizione 2026 è:
- £895 per auto (massimo 4 persone per veicolo)
- £425 per moto (quota per singolo rider)
A questa cifra vanno aggiunti tutti i costi “reali” del viaggio, che variano enormemente in base alle scelte fatte:
- L’auto: l’ideale è spendere il meno possibile. Una vecchia Panda o una Lada del ’75 acquistata per poche centinaia di euro è la scelta giusta.
- Spedizione del veicolo in Azerbaijan: circa £900–£1.300 a seconda delle dimensioni.
- Ritorno del veicolo dall’Asia Centrale: circa £2.000 tramite il servizio di spedizione ufficiale.
- Carburante: £500+ per percorso standard (il carburante in Kazakistan costa pochissimo; in Turchia molto di più).
- Visti: tra £100 e £900+ a seconda delle nazionalità e dei Paesi attraversati.
- Assicurazione di viaggio: almeno £100, non skippabile.
- Pezzi di ricambio, riparazioni, alloggio: variabile.
In totale, un budget realistico per partecipante si aggira tra i €3.000 e i €6.000, esclusa l’auto. Chi è bravo a trovare sponsor può ridurre significativamente questa cifra: è possibile farlo interamente gratis con il giusto approccio.
Come partecipare al Mongol Rally
Iscriversi al Mongol Rally è semplice in linea teorica: si va sul sito di The Adventurists, si sceglie se partecipare in auto o in moto, si paga la quota d’iscrizione e si inizia a organizzare il caos. In pratica, però, conviene seguire un ordine preciso.
- Formare il team. Un’auto può contenere fino a 4 persone. Non è necessario avere già un gruppo: chi non ha compagni di avventura può cercarli nei gruppi Facebook ufficiali del rally: c’è sempre qualcuno nella stessa situazione. In alternativa, si può partire da soli e fare squadra con altri team lungo il percorso.
- Scegliere e acquistare l’auto. Prima dell’iscrizione o subito dopo, bisogna trovare il veicolo. L’ideale è un’auto da pochi centinaia di euro con meno di 1.000cc di cilindrata, preferibilmente con una storia meccanica già tormentata. I modelli più amati dalla community del rally sono Fiat Panda, Seat Marbella, Lada, Rover Metro e qualsiasi altra utilitaria con ambizioni superiori alle sue reali capacità.
- Iscriversi sul sito ufficiale. Un membro del team si registra come capogruppo, paga la quota d’iscrizione (£895 per auto, £425 per moto) e invita gli altri componenti a unirsi. È possibile pagare in un’unica soluzione o a rate mensili.
- Accedere all’Adventure Handbook. Dopo l’iscrizione si riceve accesso al manuale ufficiale del rally, con tutte le informazioni pratiche su visti, percorsi, frontiere, spedizione del veicolo e molto altro. È il documento di riferimento per tutta la preparazione.
- Iniziare le pratiche burocratiche. Visti, assicurazioni, documenti del veicolo: questa fase va avviata almeno 3-4 mesi prima della partenza. Non sottovalutarla: in alcuni casi i consolati trattengono il passaporto per settimane.
- Raccogliere fondi per la beneficenza. Ogni team deve raccogliere almeno £500 per Cool Earth prima della fine del rally. Aprire una pagina di raccolta fondi all’inizio dell’avventura dà il tempo di coinvolgere amici, familiari e colleghi.
Documenti, visti e preparazione

Questa è la parte che molti sottovalutano: la burocrazia del Mongol Rally è tanta quanto l’avventura stessa.
Servono visti per quasi tutti i Paesi attraversati. Alcuni richiedono lettere di invito, prenotazioni d’albergo o settimane di attesa. Per i Paesi più complessi (Azerbaigian, Uzbekistan, Tagikistan, Kazakistan) è bene iniziare il processo almeno 3-4 mesi prima della partenza, dato che il passaporto resta in mano ai consolati per tutta la durata delle pratiche.
Altri documenti essenziali: Permesso di guida internazionale (IDP), assicurazione auto valida per l’Europa (le coperture per l’Asia Centrale si acquistano ai valichi di frontiera, circa $20-50 per Paese), documento di registrazione del veicolo intestato al conducente, e per alcuni Paesi il Carnet de Passage (un documento doganale per il veicolo).
Mongol Rally: è per tutti?
Chiunque abbia più di 18 anni può partecipare. Non esistono requisiti di esperienza meccanica o di guida (anche se qualche nozione base sul funzionamento di un motore non fa mai male). Non è necessario avere un team già formato: molti partecipanti trovano compagni di squadra attraverso i gruppi Facebook ufficiali, o si aggregano ad altri team lungo il percorso.
Le avventuriste donne partecipano regolarmente e i feedback sono positivi, con la raccomandazione di documentarsi in anticipo sulle specificità culturali dei Paesi attraversati. Il Mongol Rally non è adatto a chi cerca comfort, certezze o itinerari preorganizzati. È fatto per chi vuole una storia da raccontare, senza sapere ancora quanto grande sarà.
Se ti è venuta voglia di avventura ma cerchi un punto di partenza più organizzato per esplorare l’Asia Centrale, scopri i viaggi di gruppo WeRoad in Kirghizistan e Uzbekistan, due delle destinazioni più selvagge e affascinanti del pianeta.
FAQ
- Il Mongol Rally è una gara?
-
No. Non c’è classifica, non c’è premio per chi arriva primo. L’obiettivo è arrivare al traguardo nel modo più avventuroso possibile
- Posso farlo da solo?
-
Sì. Molti partecipanti affrontano il rally in solitaria, in auto o in moto. La community del rally è molto unita e i team si aiutano a vicenda lungo il percorso.
- Cosa succede se l'auto si rompe?
-
Devi risolvere da solo. Non c’è assistenza. Puoi chiedere aiuto ai locali, trovare un meccanico improvvisato, o semplicemente spingere. È esattamente questo a rendere il rally quello che è.
- Posso lasciare l'auto al traguardo?
-
No, assolutamente. Lasciare il veicolo in Asia Centrale equivale a evasione fiscale/frode doganale. L’auto va riportata in Europa: guidandola o usando il servizio di spedizione ufficiale.
- Il Mongol Rally 2026 ha ancora posti?
-
L’edizione 2026 è sold out. È possibile iscriversi alla waiting list sul sito di The Adventurists.