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Itinerario

Ci sono nove isole alle Azzorre, e tre di loro stanno una di fianco all'altra in mezzo all'Atlantico, a metà strada tra Lisbona e New York. Faial, Pico e São Jorge: il triangolo centrale dell'arcipelago, il pezzo più vulcanico, più isolato, più vero.

Si parte da Horta, porto-rifugio dei velieri che attraversano l'oceano da cinque secoli — qui ogni equipaggio dipinge il proprio nome sul molo, e chi non lo fa, dice la leggenda, naufraga al ritorno. Si cammina dentro la caldera di un vulcano, si visita il faro sepolto dalla cenere dell'eruzione del 1957, si prende il largo per cercare capodogli e balenottere in oceano aperto.

Poi si attraversa il canale verso Pico, l'isola dominata dalla montagna più alta del Portogallo, con i suoi 2.351 metri. Tra una salita e l'altra si beve il vino dei currais, vigne minuscole protette da muretti di lava nera, patrimonio UNESCO.

Si chiude su São Jorge, lama di pietra alta seicento metri sull'oceano: si scende a piedi nelle fajãs isolate, si assaggia il queijo DOP stagionato in grotta, si nuota nelle piscine naturali scavate dalla lava.

Otto giorni dentro l'Atlantico vero.

Una mappa stilizzata in bianco e nero che mostra un itinerario di viaggio che inizia e finisce a Horta, con un percorso indicato da linee e frecce.
Un porto con barche a vela ormeggiate al tramonto, con un grande vulcano circondato da nuvole stagliato sull'acqua.

Aperitivo di benvenuto al porto

Atterriamo a Horta, capitale di Faial, da sempre crocevia dei velieri che attraversano l'Atlantico tra Europa e Americhe. Check-in in hotel e prima passeggiata sul lungomare del porto, dove ogni piastrella e ogni muretto raccontano una traversata: nomi di equipaggi, date, rotte, dipinti a mano da chi è passato di qui negli ultimi cinquant'anni. Aperitivo di benvenuto tutti insieme con vista sull'imponente sagoma del Pico che si staglia oltre il canale — il vulcano-montagna più alto del Portogallo, 2.351 metri che escono dritti dal mare. È la nostra cartolina d'apertura, e ci ricapiterà davanti agli occhi parecchie volte nei prossimi giorni: lo vedremo da Faial, lo saliremo da Pico, lo ritroveremo riflesso nell'acqua da São Jorge. Briefing del viaggio per conoscere il gruppo e capire cosa ci aspetta.

Una vista aerea di un grande cratere vulcanico verde con un lago sul fondo e una strada che si snoda lungo il suo bordo.

Trekking alla Caldeira do Faial

Si parte forte: salita alla bocca del vulcano che ha dato forma all'isola. Camminiamo lungo il bordo del cratere, sette chilometri di percorso circolare con il fondo della caldera 400 metri sotto di noi e l'oceano sull'orizzonte da tutte le parti. È una di quelle camminate dove ti devi fermare ogni cinque minuti — non per stanchezza, ma perché il panorama cambia a ogni curva: ortensie selvatiche, pareti di roccia, nuvole che entrano ed escono dal cratere.

Capelinhos, il vulcano del 1957

Pomeriggio in uno dei luoghi più surreali delle Azzorre. Nel 1957 un'eruzione sottomarina durata tredici mesi creò una nuova lingua di terra, seppellendo a metà il vecchio faro di Capelinhos. Lo si visita ancora così come la cenere lo ha lasciato: il faro affiora dal grigio, le case dei guardiani sono sepolte fino al tetto, il paesaggio è lunare, di pietra nera, senza un filo d'erba. Tramonto al Varadouro, cena libera a Horta. (circa 85 parole)

Un viaggio di gruppo WeRoad in barca, ammirando due orche nuotare nell'oceano con montagne boscose sullo sfondo.

Avvistamento cetacei in oceano aperto

Salpiamo dal porto di Horta in cerca dei giganti dell'Atlantico. Agosto qui significa capodogli, e con un po' di fortuna anche balenottere e delfini comuni. A bordo c'è un idrofono: sentire un capodoglio ecolocalizzare a 200 metri di profondità è uno di quei suoni che non si scordano — un battito secco, ritmico, che arriva dal nulla blu sotto la barca. Le Azzorre sono uno dei migliori spot al mondo per il whale watching, e si capisce perché.

Traghetto a Pico e prima sera tra le viti

Mezz'ora di traghetto e arriviamo a Madalena, sull'isola del vulcano. Ci sistemiamo e usciamo per una degustazione di vini Pico: qui le viti crescono dentro piccoli recinti di pietra lavica, costruiti a mano per proteggerle dal vento atlantico, in una delle pochissime aree vinicole UNESCO al mondo. I bianchi sono minerali, leggermente salini, completamente diversi da qualsiasi vino italiano — il sapore di un'isola che fa agricoltura sulla roccia.

Mucche pascolano su una rigogliosa collina verde affacciata sull'oceano e un'isola vulcanica in lontananza.

Tra i currais di Criação Velha

Mattina dentro il paesaggio vinicolo UNESCO: camminiamo tra migliaia di muretti a secco neri come pece, i currais, costruiti a mano dai contadini di Pico per proteggere le viti dal vento atlantico. Ogni recinto contiene poche piante, a volte una sola, e il risultato visto dall'alto è una griglia geometrica che copre chilometri di costa. Visita al Museo del Vino, dove si capisce cosa significa fare agricoltura su un'isola dove il suolo è quasi tutto roccia.

Piscine naturali e cena in vinicola

Pomeriggio alle piscine di Cachorro, dove l'oceano si infila tra le colate di lava creando vasche naturali di acqua cristallina. Si nuota, si prende il sole sulla pietra nera levigata dalle onde, ci si sente piccolissimi davanti all'Atlantico aperto. Cena di gruppo in un'azienda vinicola locale con vista sui vigneti e sul mare, accompagnata dai bianchi minerali del territorio — il modo giusto per chiudere una giornata passata a capire cosa rende Pico diversa da tutto.

Una casetta panoramica rosa con una passerella rossa si affaccia su un vigneto costiero con viti verdi che crescono nella roccia vulcanica nera.

Conquista della vetta più alta del Portogallo

Partenza nel cuore della notte per salire i 2.351 metri del Pico, la montagna più alta del Portogallo, accompagnati da guida obbligatoria. È un'avventura tosta — sei-otto ore tra andata e ritorno, dislivello importante, terreno vulcanico — ma vedere l'alba dal cratere mentre le altre isole emergono dalle nuvole sotto i tuoi piedi è una di quelle cose che ricordi con precisione tra vent'anni. Da lassù si vedono Faial, São Jorge, a volte Graciosa.

Tour est dell'isola

In alternativa alla salita — se il meteo non lo permette o se il gruppo preferisce così — c'è una giornata altrettanto bella a quota mare: la Lagoa do Capitão con il Pico riflesso nell'acqua, le grotte laviche di São Roque scavate da antiche colate, le piscine di Furna de Santo Antonio dove l'oceano entra tra la roccia nera. Un giro lento dell'isola, con soste fotografiche e tempo per respirare.

Rocce vulcaniche scure e frastagliate formano una piccola insenatura con acque limpide e turchesi in una giornata di sole lungo la costa.

Traghetto per Sao Jorge

Mattina ci imbarchiamo per la terza isola del triangolo. Un'ora e mezza di mare aperto e arriviamo a Velas, porto di São Jorge. È l'isola più stretta e lunga delle Azzorre, una specie di lama di pietra alta 600 metri sull'oceano: cinquantacinque chilometri di lunghezza, meno di sette di larghezza nei punti più stretti. Dal traghetto si vede tutto il profilo dell'isola che emerge dall'acqua, con le scogliere che cadono dritte in mare.

Discesa alla Fajã da Caldeira de Santo Cristo

Pomeriggio scendiamo a piedi verso una delle fajãs più isolate dell'arcipelago — un piccolo pianoro ai piedi della scogliera, raggiungibile solo a piedi o in 4x4. Qui c'è una laguna con vongole endemiche che esistono solo in questo punto del pianeta, qualche casa di pescatori, e un silenzio che le altre isole non hanno: niente strade, niente auto, solo onde e vento.

Una vista mozzafiato da una scogliera ricoperta di fiori di campo, che si affaccia su una lussureggiante costa verde che incontra l'oceano sotto un cielo nuvoloso.

Visita al caseificio del queijo São Jorge

Mattina dedicata al protagonista assoluto dell'isola: il queijo São Jorge DOP, prodotto qui da quasi cinque secoli, stagionato in grotte di pietra dove la temperatura e l'umidità restano costanti tutto l'anno. Visita guidata al caseificio per capire il processo dall'inizio alla fine — latte crudo di mucche al pascolo libero sulle scogliere, lavorazione a mano, mesi di stagionatura — e degustazione finale con i diversi affinamenti, dal più giovane al più stagionato.

Costa nord e ritorno a Horta

Giro nella costa nord-ovest dell'isola: la Fajã do Ouvidor con la Poça Simão Dias, una piscina naturale incastonata nella roccia che è probabilmente il bagno più bello che farai in vita tua — acqua trasparente, pareti di lava nera, oceano aperto a due metri. Pomeriggio traghetto di rientro a Horta. Cena finale al porto, ed è ora di scrivere il nostro nome sul muro: chi non lo fa, dice la leggenda dei marinai, naufraga al ritorno.

Un viaggio di gruppo WeRoad percorre uno stretto sentiero su una penisola rocciosa e costiera, sotto un cielo suggestivo con il sole che filtra tra le nuvole.

Check-out e saluti

Ultime ore per girare la città con calma e salutare l'isola dei marinai. Un caffè al Peter Café Sport, il bar dei navigatori più famoso dell'Atlantico — qui passano da decenni gli equipaggi delle traversate oceaniche, e le pareti sono tappezzate di bandiere, fotografie e cimeli lasciati da chi ha attraversato il mare. Un ultimo sguardo al Pico dall'altra parte del canale, magari dal molo dove ieri abbiamo lasciato il nostro nome. Trasferimento in aeroporto e voli di rientro, con la testa già piena di vulcani, vino e oceano.

Cosa è incluso

Cosa non è incluso

Volo A/R dall'Italia
  • Pasti e bevande dove non indicato
  • Tutti gli extra che vorrai acquistare e riuscirai ad infilare nello zaino
  • Tutto ciò che non è menzionato nella sezione "Cosa è incluso"

Cassa comune

L’importo da versare al coordinatore sarà di circa 200 euro. La cassa comune viene utilizzata per coprire le attività extra a cui tutto il gruppo vorrà partecipare, oltre ai servizi qui indicati; per questo l’importo potrà variare e potrebbe essere necessario implementarla ulteriormente, in ogni caso verrà restituita la differenza non utilizzata.
  • Benzina
  • Trekking con guida sul monte Pico
  • Ingressi non menzionati in "La quota di viaggio comprende"
  • Cassa comune del coordinatore
  • Le attività ed extra che tutti i partecipanti avranno concordato di fare e la relativa quota parte del coordinatore

Cose da sapere

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