Dove si può viaggiare

Questa mappa mostra le informazioni relative alle restrizioni di viaggio per ciascun paese.

Cerca paese
40
Paesi

Nessuna restrizione globale

Il paese al momento non ha restrizioni formali all'ingresso, ma sta ancora monitorando la situazione. Per maggiori informazioni più specifiche leggere attentamente la descrizione in dettaglio di ogni singolo paese.
5
Paesi

Allentamento delle restrizioni programmato

Il paese ha annunciato una data specifica per la riapertura, ma alcuni requisiti di ingresso potrebbero ancora essere applicati.
90
Paesi

Con specifiche restrizioni in ingresso

L'ingresso nel Paese può dipendere dalla cittadinanza del viaggiatore, dal punto di origine o da altre normative specifiche. Per maggiori informazioni più specifiche leggere attentamente la descrizione in dettaglio di ogni singolo paese.
51
Paesi

Completamente chiusi

Solo cittadini, residenti che tornano a casa o persone in altre circostanze speciali possono entrare nel Paese.
In questo momento i cittadini europei non possono uscire fuori dall'area comunitaria per turismo. Lo status dei confini presenti nella mappa si riferisce alle restrizioni imposte dal Paese di destinazione ma non dà conto di eventuali situazioni regionali all'interno del Paese stesso. Potete consultare le specifiche disposizioni per i cittadini italiani cliccando su "Più info" in corrispondenza di ciascun Paese riportato nella lista.
Avvisi specifici
Qui vi mostreremo dei messaggi specifici per quelle destinazioni che possono avere avvisi di viaggio in corso emessi dalle autorità, in modo da essere sempre aggiornati.

Le seguenti informazioni relative alle restrizioni di viaggio per ogni paese sono aggiornate rispetto alle nostre conoscenze al momento della pubblicazione e disponibili sul sito ufficiale viaggiaresicuri.it
Europa
43 Countries
Bosnia-Erzegovina
Nessuna restrizione globale
Più info
Le autorità della Bosnia ed Erzegovina hanno dichiarato lo stato di disastro in risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19 e hanno disposto una serie di misure preventive e di contenimento progressivamente allentate. Dal mese di giugno si è registrato in Bosnia un incremento significativo dei contagi, pertanto potrebbero essere adottate nuove misure di contenimento, con breve preavviso, in funzione della situazione epidemiologica.
Gli aeroporti hanno riaperto al traffico passeggeri, anche se alcune compagnie aeree non hanno riattivato, o hanno nuovamente sospeso a seguito del nuovo aumento di contagi, le rotte da e per la Bosnia Erzegovina.
A partire dal 12 settembre 2020, l'ingresso dei cittadini stranieri in Bosnia Erzegovina è condizionato alla presentazione alle Autorità di frontiera dei risultati di un test PCR per il virus COVID-19, non più vecchio di 48 ore, che attesti la negatività dell'individuo.
Sono esentati dall'obbligo di presentazione del certificato i cittadini di Serbia, Croazia e Montenegro, i diplomatici ed i funzionari di Ambasciate ed Organizzazioni Internazionali accreditati nel Paese, lo staff EUFOR/NATO ed il personale militare dei Paesi NATO, i trasportatori merci e gli equipaggi. Il transito è in ogni caso consentito per il ritorno al proprio Paese di abituale residenza. L'attraversamento della striscia di Neum è in ogni caso consentito a patto di non sostare nel territorio della Bosnia Erzegovina e di raggiungere la frontiera nel più breve tempo possibile.
Tutti i cittadini stranieri, inclusi gli autisti per trasporto merci, possono entrare nel territorio della Bosnia Erzegovina unicamente con un passaporto in corso di validità (non sono più accettati altri documenti di riconoscimento).
Si raccomanda a tutti i connazionali che entrano nel Paese di adeguarsi e rispettare le norme di sicurezza. In tutte le aree e gli spazi pubblici è necessario indossare una mascherina protettiva.
Per ulteriori informazioni si rimanda al sito dell'Ambasciata d'Italia a Sarajevo.
Serbia
Nessuna restrizione globale
Più info
Le Autorità serbe non pongono limitazioni all’ingresso per chi proviene direttamente dall’Italia. Per fare ingresso sul territorio della Repubblica di Serbia da Bulgaria, Croazia, Macedonia del Nord e Romania per cittadini stranieri non residenti è necessario un test PCR risalente a massimo 48 ore prima dell’ingresso. Tuttavia quest’ultima disposizione non si applica ai transiti in provenienza dai Paesi succitati purché avvengano nell’arco delle 12 ore.
Tutti coloro che rientrano in Serbia da Bosnia Erzegovina, Croazia e Montenegro sono obbligati ad auto segnalarsi presso le Autorità sanitarie locali attraverso il seguente sito: www.e-zdravlje.gov.rs (si veda anche http://www.mfa.gov.rs/en/themes/covid173202019).
MEZZI: Non sono ancora stati ripristinati i voli diretti Italia-Serbia Serbia-Italia; tuttavia sono disponibili voli con scalo ed è possibile il transito via terra.   
A seguito del peggioramento della situazione epidemica da Covid-19, dal 23 novembre sono in vigore alcune misure restrittive a livello locale, per le quali si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.
Albania
Nessuna restrizione globale
Più info
A partire dal 1 giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento. Il Ministero dell’Infrastruttura e dell’Energia della Repubblica d’Albania ha autorizzato, da lunedì 22 giugno 2020, la ripresa dei collegamenti aerei da/per l’aeroporto di Tirana Rinas con tutte le destinazioni italiane e ha autorizzato anche la ripresa dei trasporti marittimi da/per i porti di Durazzo e Valona con i porti di Bari Brindisi e Ancona. Sarà responsabilità delle compagnie di trasporto adottare le misure necessarie per consentire la prenotazione solo a quelle categorie di soggetti esentate dal divieto di spostamento dall’Albania all’Italia, nel pieno rispetto delle ultime disposizioni legislative previste dalle competenti Autorità italiane. Le stesse compagnie saranno inoltre responsabili del rispetto dei requisiti in materia di sicurezza sanitaria.
Si ricorda al riguardo che, sono ancora vietati gli spostamenti da/per Paesi extra UE ed extra Schengen, con alcune limitate eccezioni,  salvo motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute, studio  o per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (sono inclusi in queste categorie i titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità). Chi dovesse recarsi in Albania dall’Italia, per motivi consentiti dalla normativa, è tenuto ad effettuare l’isolamento fiduciario e ad attivare la sorveglianza sanitaria al rientro in Italia. Per maggiori informazioni, cliccare qui. Le informazioni sul traffico aereo e marittimo possono variare rapidamente. Si raccomanda di verificare direttamente con la compagnia aerea o di navigazione lo stato del proprio volo/traghetto. Per maggiori informazioni sulle compagnie di trasporto operanti tra Italia e Albania, visitare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Tirana, cliccando qui.
Si segnala che, a causa dell’aumento dei contagi nel Paese sono state adottate una serie di misure restrittive per l’elenco delle quali si rimanda alla Sezione Situazione sanitaria di questa scheda.  
Macedonia del Nord
Nessuna restrizione globale
Più info
Il Governo della Repubblica di Macedonia del Nord ha riaperto tutte le proprie frontiere a partire dal 26 giugno 2020, per cui tutti coloro che faranno ingresso nel territorio della Repubblica di Macedonia del Nord (sia cittadini macedoni sia cittadini stranieri) non saranno più soggetti ai passati requisiti e restrizioni (come l'obbligo del test PCR COVID-19 e l'autoisolamento obbligatorio).
Le frontiere sono aperte senza più restrizioni anche per i viaggiatori in solo transito attraverso il territorio macedone.
Il Governo ha riaperto, a partire dall'1 luglio 2020, gli aeroporti internazionali di Skopje e Ohrid, anche se, in virtù del divieto di ingresso in Italia dalla Macedonia del Nord attualmente vigente, al momento sono sospesi i voli diretti e indiretti tra gli aeroporti internazionali di Skopje e Ohrid e gli scali italiani.
Si segnala infine a chi intende recarsi in Macedonia del Nord che, in caso di febbre alta o tosse o altri sintomi riconducibili al Covid-19 verificatesi successivamente all’ingresso nel Paese, è necessario contattare il numero di pronto intervento: 0800 002 03. Ulteriori contatti delle autorità sanitarie in loco disponibili al seguente link:
https://koronavirus.gov.mk/en/seek-help-or-report-irregularities/seek-medical-help  
Gibilterra
Nessuna restrizione globale
Più info
Per i rientri/ingressi da Gibilterra, si rimanda all'approfondimento di questo sito.
 
Belgio
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Per i rientri/ingressi dal Belgio, si rimanda all'approfondimento di questo sito.
Con l’evolversi del quadro epidemiologico, sono state progressivamente reintrodotte alcune misure restrittive a livello federale. A seguito del decreto ministeriale entrato in vigore il 2 novembre, In particolare, fino al 13 dicembre è stata disposta la chiusura di bar e ristoranti su tutto il territorio e di tutti i negozi e le attività non essenziali, insieme al divieto di circolazione tra le ore 24 e le ore 5 del mattino; ulteriori misure riguardano principalmente la riduzione del numero di persone con le quali è possibile avere contatti ravvicinati o comunque frequentare nell’ambito privato. Nelle regioni di Bruxelles- Capitale e della Vallonia, il divieto di circolazione notturna è esteso dalle ore 22.00 alle ore 6.00, accompagnato dall’obbligo di indossare sempre la mascherina.
Per maggiori informazioni, si rimanda alla Situazione Sanitaria di questa Scheda e al sito web dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles.
I viaggi per turismo da/verso il Belgio sono nuovamente autorizzati a partire dallo scorso 15 giugno per viaggiatori in provenienza dai Paesi UE, dell’area Schengen e del Regno Unito, sono tuttavia fortemente sconsigliati i viaggi verso le “zone rosse” dell’area “UE+” (v. oltre nel testo).
A partire dal 1 agosto, chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto 48 ore prima dell’arrivo a riempire un formulario on line, tranne nel caso di entrate per via terrestre per soggiorni in Belgio (o a seguito di soggiorni all’estero) di durata inferiore alle 48 ore.
Il Governo belga ha adottato una cartina dell’Europa a colori in costante aggiornamento, nella quale le regioni dei diversi Paesi vengono categorizzate a seconda del rischio epidemiologico e sono indicate le eventuali restrizioni all’accesso in provenienza dal Belgio verso quegli stessi Paesi e le eventuali misure di precauzione da adottare al rientro in Belgio.
A partire dal 23 ottobre e fino a nuovo avviso, i viaggiatori in arrivo in Belgio che abbiano soggiornato nei Paesi extra-UE/Schengen e nelle zone indicate dal Belgio come “rosse” all’interno dell’Europa, saranno tenuti ad effettuare un test solo in caso di sintomi; potrà al contrario essere obbligatorio osservare un periodo di 10 giorni di quarantena se dal test di auto-valutazione incluso nel formulario on line emergerà la tenuta di un comportamento ad alto rischio, nel qual caso l’obbligo sarà notificato da un sms.
Per quanto riguarda l’Italia, a partire dal 4 novembre sono state inserite nella lista delle zone “rosse” tutte le regioni.
Per quanto riguarda i collegamenti aerei, Alitalia opera al momento un volo giornaliero da/per Roma-Fiumicino e da/per Milano-Linate. Brussels Airlines ha ripreso i voli verso Roma e Milano-Malpensa dallo scorso 15 giugno, con una offerta ridotta rispetto a prima della crisi; anche Ryanair ha ripreso il servizio per Roma-Fiumicino con voli da Zaventem e le diverse città italiane con partenza da Charleroi.  Il traffico aereo da/per l’Italia potrebbe subire ulteriori variazioni. Per informazioni puntuali si rimanda ai siti internet di dette compagnie aeree e si raccomanda di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento.
Dal 25 giugno, negli aeroporti del Paese è effettuato il controllo della temperatura a tutti i viaggiatori, con divieto di ingresso/partenza in presenza di una temperatura di 38 gradi. E’ inoltre obbligatorio l’uso della mascherina.
Si consiglia di monitorare la pagina di informazione ufficiale sul Coronavirus in Belgio: https://www.info-coronavirus.be/fr/.
Croazia
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Con misure in vigore dal 1 dicembre al 15 dicembre, le Autorità croate hanno disposto le seguenti limitazioni relative all’ingresso in Croazia:
 1) Le persone provenienti direttamente dai Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell'area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, che sono elencati nellalista verde” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie possono liberamente entrare in Croazia. Al valico di frontiera queste persone    devono dimostrare di non aver soggiornato nelle aree di transito. Sono previste alcune eccezioni per chi non proviene direttamente dai Paesi e/o Regioni che sono elencati    nella “lista verde” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie.  Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.
2) Le persone provenienti direttamente da tutti gli altri Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell’area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, non compresi nel punto 1, possono entrare in Croazia presentando l’esito negativo al tampone per  COVID-19 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all'arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo.
 
3) I cittadini dei Paesi dell'Unione europea, Paesi dell’area Schengen e Paesi associati all’area Schengen e i membri delle loro famiglie, nonché i cittadini dei Paesi terzi ivi residenti a lungo termine, se provengono dai Paesi terzi, possono entrare in Croazia presentando l’esito negativo al tampone per COVID-19 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all'arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo. Anche qui sono previste alcune eccezioni per alcune categorie (vedere sezione sanitaria di questa scheda):
 
4) Le persone provenienti direttamente dai Paesi elencati nell'Allegato I della Raccomandazione (UE) 2020/912 del Consiglio (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020H1551&from=EN) relativa alla restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’UE, possono entrare in Croazia se non manifestano segni di malattia e se non hanno avuto un contatto stretto con una persona ammalata. Al valico di frontiera queste persone devono dimostrare di non aver soggiornato nelle aree di transito.
5) I cittadini dei Paesi terzi che non sono menzionati nei punti precedenti possono entrare in Croazia soltanto se appartengono categorie elencate nella sezione sanitaria di questa scheda.
Tramite il sito web https://mup.gov.hr/uzg-covid/286210  oppure direttamente al valico di frontiera è possibile verificare se si soddisfano i criteri per le eccezioni previste.
Viene, peraltro, raccomandato a tutte le persone che possono entrare in Croazia di anticipare il loro ingresso utilizzando l'applicazione Enter Croatia (https://entercroatia.mup.hr/).
 
Austria
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Ai fini del contenimento della diffusione della pandemia di Covid 19, valgono dal 31 ottobre le seguenti regole, poste dalle autorità austriche, per gli ingressi nel Paese dall'estero.
1) In provenienza da Australia, Belgio (ad eccezione delle regioni di Bruxelles Capitale/ Bruxelles Hoofdstedelijk Gewest e Vallonia), Bulgaria (tranne le regioni di Blagoevgrad, Burgas, Dobrich, Gabrovo, Jambol, Kardzhali, Montana, Plovdiv, Rasgrad, Shumen, Sliven, Smoljan, Sofia, Stara Zagora, Targovishte e Varna),  Canada, Cipro, Repubblica di Corea, Croazia (solo regioni di Brod-Posavina, Istria, Koprivnica-Krizevci, Osijek-Baranja,SibenikKnin, Varazdin e Zadar),  Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia (ad eccezione delle regioni Ile de France e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), Germania, Giappone, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, ITALIA, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Principato di Monaco, Paesi Bassi, Norvegia, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo (ad eccezione delle regioni di Lisbona e del Norte),  San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna (solo Isole Canarie),  Svezia, Svizzera, Regno Unito (escluse le regioni di East Midlands, North East, Yorkshire e Humber), Uruguay e Città del Vaticano è  consentito l’ingresso in Austria senza la necessità di produrre un certificato medico attestante la negatività al Covid 19 o di sottoporsi ad obblighi di quarantena. Ciò a condizione che non si sia stati nei 10 giorni precedenti in nessun Paese o area diverso da quelli sopra elencati, o dall’Austria stessa.
Quanto sopra riguarda dunque anche coloro che provengono dall’Italia, a condizione che non siano stati in nessun Paese o area diversi dall’Italia, da uno dei Paesi o delle aree sopra elencati o dall’Austria negli ultimi 10 giorni.
 
2) In provenienza da Albania, Andorra, Argentina, Bahrein, Bangladesh, Belgio (solo le regioni di Bruxelles Capitale/ Bruxelles Hoofdstedelijk Gewest e Vallonia), Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Brasile, Bulgaria (solo le regioni di Blagoevgrad, Burgas, Dobrich, Gabrovo, Jambol, Kardzhali, Montana, Plovdiv, Rasgrad, Shumen, Sliven, Smoljan, Sofia, Stara Zagora, Targovishte e Varna), Cile, Cina (solo Provincia dell'Hubei), Costa Rica, Croazia (ad eccezione delle regioni di Brod-Posavina, Istria, Koprivnica-Krizevci, Osijek-Baranja, SibenikKnin, Varazdin e Zadar), Ecuador, Egitto, Francia (solo le regioni di Ile-de-France e Costa Azzurra), Filippine, India, Indonesia, Iran, Israele, Kossovo, Kuwait, Maldive, Messico, Moldavia, Montenegro, Nigeria, Nord Macedonia, Pakistan, Perù, Portogallo (solo le regioni di Lisbona e del Norte), Repubblica Ceca, Regno Unito (solo le regioni East Midlands, North East, Yorkshire e Humber) Romania, Federazione Russa, Senegal, Serbia, Spagna (tranne Isole Canarie), Sud Africa, Turchia, Ucraina e USA:
-  salvo particolari motivazioni e categorie, è consentito l’ingresso in Austria solo a coloro che vivono stabilmente nei Paesi UE/SEE oppure Andorra, Monaco, San Marino, Vaticano, Svizzera e Regno Unito, se in possesso di un certificato medico di non più di 72 ore attestante la negatività al Covid. Se non in possesso di tale certificato, potranno avviare la quarantena domiciliare di 10 giorni, ma dovranno comunque effettuare il test entro 48 ore dal loro ingresso in Austria. Se il test dà esito negativo, la quarantena potrà essere interrotta.
 
3) In provenienza da qualsiasi Paese non elencato ai punti 1) e 2), come dal resto della Cina:
- salvo particolari motivazioni e categorie, è consentito l’ingresso in Austria solo ai  cittadini UE-SEE, svizzeri, britannici e loro familiari e a coloro che vivono stabilmente in uno Stato Ue/SEE oppure in Andorra, Monaco, San Marino, Vaticano, Svizzera o Regno Unito, se in possesso di un certificato medico di non più di 72 ore attestante la negatività al Covid o, in alternativa, sottoponendosi a quarantena domiciliare di 10 giorni. 
In generale, il transito attraverso il Paese assicurando l'immediata ripartenza è garantito. 
Le liste di Paesi a rischio o con situazione COVID-19 “stabile” sono oggetto di periodici aggiornamenti da parte delle autorità locali, pertanto si raccomanda vivamente di verificare sempre anche il sito ufficiale del Ministero della Salute austriaco: le FAQ in inglese contenenti indicazioni in materia di ingresso in Austria sono scaricabili cliccando qui o qui. Le stesse informazioni sono disponibili in tedesco cliccando qui.
La durata dell’isolamento fiduciario, dove prevista, è ridotta da 14 a 10 giorni. Non è più richiesta la presentazione di un certificato medico per bambini fino ai 10 anni di età in provenienza dall’estero. Le attuali misure si applicano provvisoriamente fino 31 dicembre 2020 (incluso).
A fronte di un progressivo, nuovo peggioramento della situazione epidemiologica in Austria, le Autorità hanno deciso un inasprimento delle misure interne di contenimento, che rimarranno in vigore dal 17 novembre al 6 dicembre. Per i dettagli vedere la sezione sanitaria di questa scheda
Per maggiori informazioni, si veda anche il sito dell’Ambasciata d’Italia a Vienna.
Si segnala una sensibile riduzione del traffico aereo e ferroviario fra Italia ed Austria, anche a seguito della contrazione della domanda dovuta alla pandemia in atto. Pertanto si raccomanda di consultare sempre il sito della compagnia aerea di riferimento per l’operatività del volo e il sito delle ferrovie austriache, https://www.oebb.at/ (disponibile anche in italiano https://www.obb-italia.com/it/) per gli spostamenti in treno. 
Estonia
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Il governo estone aggiorna periodicamente la lista dei paesi extra-comunitari soggetti alla sospensione delle restrizioni di cui alla Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 30 giugno 2020.
L'ingresso in Estonia resta comunque condizionato dal tasso dei nuovi contagiati nel Paese di residenza. A seguito delle più recenti modifiche introdotte dal Governo estone con efficacia a partire dal 30 ottobre scorso, sono considerati paesi ad alto rischio quelli il cui tasso di contagio è superiore a 50 su 100.000 abitanti (in precedenza era di 16 su 100.000). A tutti coloro che provengono da questi paesi è richiesto l’obbligo dell’autoisolamento di 10 giorni (in precedenza era di 14 giorni). Tale limitazione è applicata anche ai cittadini europei. Dal 31 agosto, l’obbligo di auto-isolamento si applica anche a chi proviene dall’Italia.
Le informazioni sui paesi dai quali è consentito l’ingresso e l'elenco dei paesi dai quali si è sottoposti a isolamento è aggiornato settimanalmente (ogni venerdì) dal Ministero degli Affari Esteri estone.
ISOLAMENTO: A partire dal 1 settembre 2020  ai viaggiatori stranieri in arrivo nel Paese è consentito di scegliere il test per il coronavirus come alternativa all'autoisolamento di 10  giorni.
Coloro che arrivano da Stati membri dell’Unione Europea, dall’area Schengen e dal Regno Unito, in cui si sia riscontrato un rischio di diffusione del virus superiore al suddetto tasso di contagio, potranno effettuare il test per il coronavirus all'arrivo in Estonia.
A tal fine sono stati attivati dei “punti di esecuzione primo test” presso l’area arrivi dell’Aeroporto di Tallinn e, per coloro che arrivano in nave, presso le aree pedonali dei terminal A e D  del porto di Tallinn.
L’accesso alle postazioni test avviene secondo l'ordine di arrivo. Il costo del test per i cittadini stranieri è di 67 euro. Il pagamento potrà essere effettuato direttamente in loco tramite carta di credito. Le postazioni sono aperte fino all'arrivo dell’ultimo aereo/ultima nave del giorno.
Per coloro che arrivano in Estonia via terra e, in alternativa, per tutti coloro che decidessero di non sottoporsi al test presso i suddetti due scali, è possibile (al momento non è obbligatorio) rivolgersi a centri autorizzati di riferimento territoriale presenti nelle città di Tallinn Tartu, Pärnu, Narva, Kohtla-Järve, Viljandi, Paide, Rakvere, Kuressaare e Kärdla. Il costo presso questi centri autorizzati è di 78 euro. L’attività è garantita dalla Synlab. Poiché i tempi di attesa potrebbero richiedere giorni è consigliabile prenotare il test in anticipo, anche prima dell'arrivo in Estonia, contattando il numero +372 6780000  oppure inviando una email all’indirizzo  [email protected]
Maggiori informazioni sono presenti sul sito https://minu.synlab.ee/en/different-corona-testing-options-in-synlab .
In caso di esito negativo, per i primi sette giorni i viaggiatori saranno soggetti a una restrizione parziale della libertà di movimento, vale a dire che, dovranno evitare i contatti non essenziali. Un secondo test deve essere effettuato 7 giorni dopo il primo e, se anche questo risulta negativo, non saranno più soggetti ad alcuna restrizione di movimento. Ciò significa che dopo due test negativi a distanza di 7 giorni uno dall’altro decade l’obbligo di quarantena di 10 giorni.
COLLEGAMENTI AEREI: Per quanto riguarda i collegamenti aerei, l’Estonia ha adottato la decisione di sospendere i voli diretti verso e da paesi con un tasso di contagio superiore a 25 su 100.000.
A seguito del superamento del suddetto tasso di contagio in Italia, a partire dal 7 settembre 2020, le Autorità estoni hanno sospeso, a titolo precauzionale tutti i voli aerei diretti fra Tallinn e l'Italia (Orio al Serio e Malpensa).
Francia
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Per i rientri/ingressi dalla Francia, si rimanda all'approfondimento questo sito.
A partire dal 28/11/2020, in tutto il territorio francese sono entrate in vigore misure di allentamento del lockdown. Si può uscire di casa solo per motivi di lavoro, scuola, motivi di salute, per fare la spesa in prossimità della propria abitazione, oppure per una passeggiata per un massimo di tre ore al giorno ed entro un raggio di 20 km dalla propria abitazione.  
Per quanto riguarda le frontiere, resteranno aperte quelle all'interno dello spazio europeo, mentre sono chiuse le frontiere esterne, salvo per il rimpatrio dei cittadini francesi.
A partire dal 15 giugno, sono state soppresse tutte le limitazioni per l'entrata in Francia in provenienza dallo spazio europeo. Non vi è obbligo di tampone per chi rientra in Francia dall'Italia. Le uniche limitazioni sono quelle imposte per gli spostamenti all'interno del territorio francese, per i quali occorre un valido motivo e l'autocertificazione.
Per maggiori dettagli consultare siti web del Governo francese: https://www.gouvernement.fr/info-coronavirus e dell’Ambasciata d’Italia a Parigi
In caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie, si raccomanda di contattare il centro SAMU (Tel. 15 numero gratuito) e di non recarsi direttamente dal medico o al pronto soccorso.
Pressoché tutte le compagnie aeree offrono collegamenti aerei Italia/Francia. E' sempre comunque consigliato arrivare con discreto anticipo in aeroporto. SNCF e Trenitalia hanno ripristinato alcuni collegamenti quotidiani Parigi-Torino-Milano con TGV. Alcune compagnie chiedono la compilazione di una dichiarazione che attesti l'assenza di sintomi, altre richiedono un modulo con i propri dati per essere rintracciati. I moduli sono generalmente presenti in aeroporto o distribuiti dalla compagnia aerea. In tutti i casi, prima di partire, è sempre bene informarsi presso la compagnia.
Queste indicazioni potrebbero variare con scarso o nessun preavviso, si raccomanda pertanto di contattare direttamente le compagnie aeree o le società di trasporti ferroviari per informazioni aggiornate sulle possibilità di raggiungere l’Italia.
Sono possibili cancellazioni di voli da/per l’Italia. Si raccomanda di verificare con la compagnia aerea lo stato del proprio volo.
Per ulteriori informazioni sulle misure adottate, consultare la sezione sanitaria di questa scheda.
Grecia
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Il lockdown, introdotto su tutto il territorio nazionale dal 7 novembre, è stato prorogato fino al 7 dicembre con possibilità di ulteriore proroga.
I negozi (eccetto i generi di prima necessità), i ristoranti, bar, caffè, musei, cinema e teatri etc. rimarranno chiusi. In tutto il Paese è obbligatorio l'uso della mascherina in tutti gli spazi all’aperto e al chiuso. Viene inoltre reintrodotto un sistema che richiede l’invio di un SMS al numero gratuito 13033 (a cui deve seguire la necessaria autorizzazione) per comunicare l'uscita da casa.
Sono stese fino al 14 dicembre le restrizioni relative agli ingressi nel Paese via terra, mare ed aerea.
Tutti i viaggiatori provenienti dall'estero (quale che sia il Paese di provenienza o la cittadinanza) sono tenuti a presentare un test molecolare negativo per il Covid-19 effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo in Grecia. Per poter accedere nel Paese rimane inoltre condizione indispensabile la compilazione – al più tardi il giorno prima dell’arrivo in Grecia - di un modulo online su questo sito (non accessibile con internet explorer), il Passenger Locator Form (PLF), con il quale i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull'indirizzo del proprio soggiorno in Grecia.
Si precisa che la pagina travel.gov.gr è gestita dalle Autorità greche e non dall’Ambasciata d’Italia ad Atene. Per quesiti legati al funzionamento del sito e/o dubbi sull’ingresso nel Paese connessi alla compilazione del PLF è possibile contattare il numero di assistenza indicato dalle Autorità greche: 00302155605151.

Per l’intera durata del lockdown viene limitata la possibilità di effettuare spostamenti all’interno del Paese. È possibile spostarsi tra diverse unità regionali solo in caso di emergenza (rientro presso il luogo di residenza principale, ricongiungimento familiare, motivi professionali e motivi di salute), da comprovare con documenti giustificativi ufficiali. Risultano attualmente sospesi i voli da e per l'aeroporto "Macedonia" di Salonicco.
Si ricorda che in caso di positività accertata dalle Autorità greche è previsto un periodo di quarantena obbligatorio di 14 giorni. È previsto un periodo di quarantena obbligatoria anche per i “contatti prossimi” di soggetti positivi. E’ necessario seguire scrupolosamente le indicazioni delle Autorità locali, che forniranno indicazioni sulla procedura da seguire.
In caso di comparsa di sintomi riconducibili al Covid-19, è necessario fare immediatamente riferimento a un medico o all’Ente Nazionale Ellenico della Salute (EODY)
Per quesiti sull’evoluzione della situazione coronavirus in Grecia, sul settore turistico o comunque riguardanti la possibilità di recarsi in Grecia è possibile leggere il comunicato sulle misure adottate dalle Autorita’ greche per il lockdown, la pagina Coronavirus  e la pagina Domande frequenti dell Ambasciata d’Italia ad Atene.
Polonia
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
A partire dal 13 giugno è nuovamente consentito l’ingresso in Polonia ai viaggiatori provenienti dai Paesi UE, per i quali viene meno l’obbligo di quarantena. Per i viaggiatori stranieri provenienti da altri Paesi permane il divieto di ingresso, salvo alcune eccezioni: tra di esse, i cittadini UE, i quali, anche se provenienti da Paesi terzi, hanno diritto di accedere in Polonia. Per maggiori informazioni sulle modalità di ingresso e transito nel Paese, nonché sulle specifiche misure adottate dalle Autorità polacche al fine di arginare i contagi,  si rimanda al  sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia (https://ambvarsavia.esteri.it/Ambasciata_Varsavia/it/ambasciata/sala-stampa/avvisi-e-informazioni/coronavirus-covid-19-informazioni.html).
Si segnala in particolare che, a partire dal  28 agosto, i passeggeri (anche cittadini UE) in arrivo in Polonia con voli diretti dalla Russia sono sottoposti all'obbligo di quarantena, in analogia a quanto già previsto per passeggeri di voli diretti provenienti da Bielorussia e Ucraina .
Dal 16 giugno è stata rimossa la sospensione generalizzata del traffico aereo internazionale e dal 17 giugno sono potuti riprendere progressivamente alcuni voli internazionali da e verso la Polonia, ivi inclusi quelli da/per l’Italia.  Le misure in vigore sono oggetto di continui aggiornamenti, per i quali si consiglia di consultare  il sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia (https://ambvarsavia.esteri.it/ambasciata_varsavia/it/) e i siti ufficiali del Governo polacco (https://www.gov.pl/web/koronawirus), del Comando della Guardia di Frontiera (www.strazgraniczna.pl) e dell’Ispettorato sanitario (https://gis.gov.pl), tutti in lingua polacca.
A partire dal 10 ottobre, sono state adottate nuove e più rigorose misure precauzionali restrittive sul territorio nazionale, ora diviso in zone gialle e rosse. Per i dettagli cliccare qui.
Per necessità di assistenza sul territorio polacco, le Autorità sanitarie polacche (NFZ) hanno attivato un'infolinea dedicata alla situazione sanitaria, raggiungibile al numero 800 190 590.  Per maggiori informazioni e consigli pratici sul nuovo coronavirus si rimanda al Focus “Coronavirus Covid-19” sulla homepage di questo sito.
Slovenia
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
La Slovenia considera tre liste di Paesi a seconda del rischio epidemiologico (lista verde, arancione e rossa) e il livello di controllo e le limitazioni all’accesso dipendono dalla lista in cui il Paese di provenienza si trova. Dal 12 ottobre è in vigore una modifica alle liste rosse e verdi di Paesi considerati epidemiologicamente a rischio o sicuri. Maggiori dettagli a questo link: https://www.gov.si/it/argomenti/sars-cov-2/attraversamento-dei-confini/.
L’Italia è inserita in lista rossa. 
Chi proviene da una regione in Lista Rossa deve fare una quarantena di 10 giorni all'ingresso in Slovenia oppure presentare un test negativo, effettuato in uno dei laboratori riconosciuti dal Governo Sloveno (tutti quelli in Italia sono riconosciuti), non più vecchio di 48 ore.
Per chi proviene da una regione inserita nella lista arancione (come dagli altri Paesi/Regioni UE– Schengen inseriti in lista arancione) non sono previste particolari restrizioni: non sussiste alcun obbligo di quarantena né di esibizione di un test negativo al Covid-19 all’ingresso in Slovenia.
Tra le eccezioni all’obbligo di isolamento è previsto anche il transito entro 12 ore, a condizione di poter accedere senza problemi al successivo Paese di transito o destinazione. Dettagli sono reperibili sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Lubiana a questo link (in particolare n. 3 e 4 delle FAQ).
Dal 16 novembre, per alcune categorie di viaggiatori, il tempo di permanenza consentito è stato ridotto: lavoratori transfrontalieri 14 ore; questioni personali o di lavoro urgenti e non derogabili 12 ore. Altre eccezioni sono state eliminate (visita a case o barche in Croazia, lavori agricoli).
 Dal 12 maggio l’aeroporto di Lubiana è stato riaperto ai voli commerciali internazionali e i trasporti pubblici nazionali sono stati ripristinati. Dal 13 giugno anche i collegamenti con l’Italia in treno e autobus sono di nuovo attivi. Dal 23 ottobre i trasporti pubblici funzionano in modo ridotto (secondo l'orario dei giorni festivi). Per quanto riguarda le condizioni di ingresso via terra nella Repubblica di Slovenia dalla Repubblica Italiana attraverso i valichi di frontiera, si rimanda alla sezione “Mobilità” di questa scheda. Restano vigenti i controlli ai confini.
Dal 16 novembre sono soppressi i trasporti pubblici (treni e autobus) e vietati tutti gli assembramenti, anche al di sotto delle sei persone, salvo gruppi familiari o persone che vivono nello stesso edificio. È inoltre in vigore il divieto di circolazione delle persone dalle ore 21.00 alle 06.00.
Rimangono vietati gli spostamenti tra i Comuni della Slovenia, con alcune eccezioni tra le quali trasportatori e persone in transito verso altri Paesi e verso l’aeroporto di Lubiana, o in rientro presso il proprio domicilio in Slovenia. Le eccezioni sono elencate nel sito web dell’Ambasciata nelle FAQ (n. 5 e 6, auto-dichiarazione slovena) https://amblubiana.esteri.it/ambasciata_lubiana/it/in_linea_con_utente/avvisi%20e%20comunicazioni/emergenza-covid-19-coronavirus.html .
Spagna
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Per i rientri/ingressi dalla Spagna, si rimanda all'approfondimento di questo sito.
È consentito l’ingresso in Spagna da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza obbligo di quarantena. Dal 23 novembre 2020, chi arriva dall'Italia, dagli altri Paesi UE (ad eccezione della Finlandia) e da una ventina di Paesi extra UE, deve presentare un certificato che attesti di essersi sottoposto a un tampone, risultato negativo, effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese. Prima dell'arrivo in Spagna per via aerea o marittima è necessario anche compilare un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet spth.gob.es o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. Per i passeggeri che utilizzano la via marittima, attualmente il formulario può essere presentato solo in formato cartaceo, disponibile a questa pagina del Ministero della Salute: https://www.mscbs.gob.es/profesionales/saludPublica/sanidadExterior/ControlHS.htm
I viaggi non imprescindibili da Paesi extra UE sono limitati fino al 31 dicembre.  In particolare, chi proviene al di fuori dell'Europa può accedere in Spagna solo se trattasi di: a) residenti abituale nell’UE, Stati associati Schengen, Andorra, Monaco, Vaticano o San Marino, e si dirigano verso il proprio Paese di residenza; b) titolari di un visto per soggiorni di larga durata rilasciato da uno Stato membro UE o Stato associato Schengen e si dirigano verso tale Paese; c) personale sanitario e professionisti dell’assistenza che si dirigano verso il proprio posto di lavoro; d) personale di di equipaggio; e) personale diplomatico; f) studenti che realizzino i propri studi negli Stati membri UE; g) lavoratori altamente qualificati, i cui compiti non possano essere posposti o realizzati a distanza, inclusi i partecipanti ad eventi sportivi di alto livello che abbiano luogo in Spagna; h) persone che viaggiano per motivi familiari inderogabili opportunamente accreditati; i) persone che accreditino ragioni di forza maggiore o situazioni di necessità; j) residenti in Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Corea del Sud, Thailandia, Uruguay, Cina purché provengano direttamente da questi Paesi, siano transitati esclusivamente in altri Paesi inclusi in suddetta lista o abbiano realizzato unicamente transiti internazionali in aeroporti situati in Paesi terzi differenti. 
Dal 25 ottobre 2020 è in vigore in Spagna un nuovo “stato d’allarme”, in virtù del quale  le Comunità Autonome (Regioni) possono adottare misure restrittive della mobilità in entrata e uscita dalle Regioni e da specifici Comuni o quartieri. Alla luce di ciò,  sono in vigore molteplici lockdown localizzati e restrizioni della mobilità nelle ore notturne. Per ulteriori informazioni, anche sulle misure restrittive interne, si vedano il sito dell'Ambasciata italiana a Madrid e del Consolato Generale d'Italia a Barcellona
Norvegia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Modalità di ingresso nella Norvegia continentale e nelle Isole Svalbard
Paesi SEE/UE: attualmente tutti i paesi europei (ad eccezione di alcune aree della Finlandia) sono considerati paesi ad alto rischio ("rossi") dalle autorità norvegesi e i viaggiatori in arrivo devono osservare l'obbligo di quarantena. La descrizione dei criteri e la mappa dei paesi/aree "rossi" sono disponibili qui.
A partire dal 9 novembre, i viaggiatori provenienti dai paesi rossi devono presentare, all’arrivo in Norvegia, un certificato di test Covid-19 negativo effettuato meno di 72 ore prima dell'ingresso. Coloro che non sono in possesso del certificato, possono essere respinti. Sono esenti dall’obbligo persone che risiedono in Norvegia o persone in transito oltre che alcune altre categorie. La presentazione del certificato negativo non esenta comunque dall’obbligo di quarantena di 10 giorni. https://www.regjeringen.no/en/aktuelt/stay-at-home-have-as-little-social-contact-as-possible/id2783763/
Paesi terzi: non sono consentiti gli spostamenti da e per paesi esterni all'area Schengen/UE. A partire dal 15 luglio, il governo norvegese può, tuttavia, consentire l'ingresso di cittadini stranieri provenienti da paesi esterni all'area Schengen/UE che hanno relazioni famigliari o affetti stabili in Norvegia. Per questi cittadini restano in vigore l'obbligo della quarantena e le disposizioni ordinarie della legge sull'immigrazione. https://www.udi.no/en/about-the-corona-situation/currently-not-in-norway-questions-and-answers-for-nationals-outside-eueea/#link-18184
Quarantena (isolamento fiduciario):
ai viaggiatori stranieri in arrivo da paesi per i quali vigono restrizioni per l'ingresso in Norvegia viene chiesto di rientrare al paese di origine. In alternativa devono osservare una quarantena di 10 giorni https://www.helsenorge.no/en/coronavirus/foreign-travellers-to-norway/.
Coloro che desiderano entrare in Norvegia devono avere una stabile dimora di residenza o disporre di una dimora adeguata, la cui disponibilità sia garantita dal datore di lavoro o dal cliente norvegese, dove effettuare la quarantena di 10 giorni. I viaggiatori, inclusi turisti e visitatori, che non hanno una dimora stabile o garantita da un datore di lavoro o cliente in Norvegia, devono soggiornare in albergo e sottoporsi a tampone durante il periodo di quarantena. Ciò vale anche per coloro che desiderano visitare familiari in Norvegia. Le autorità sanitarie stanno elaborando le modalità di attuazione della disposizione. https://www.regjeringen.no/en/aktuelt/stay-at-home-have-as-little-social-contact-as-possible/id2783763/
I viaggiatori che sono in quarantena ma non mostrano segni di contagio al virus possono lasciare il paese a condizione che siano attuate adeguate misure di controllo nel trasferimento dal posto di quarantena al posto di partenza.  La quarantena si applica sempre al viaggiatore in arrivo che abbia soggiornato o effettuato un transito, anche aeroportuale, in un Paese/area considerati ad alto rischio.
Maggiori informazioni sono disponibili nel sito dell'Ambasciata d'Italia ad Oslo.
Cipro
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Per l’ingresso a Cipro vigono regole diverse a seconda dello Stato di provenienza. I Paesi sono stati suddivisi in diverse categorie (Categoria A, B e C) in base alla situazione epidemiologica.
A partire dal 9 novembre, l’Italia è inclusa nella Categoria C: l’ingresso a Cipro per chi proveniente dall’Italia è consentito solo ad alcune limitate tipologie di viaggiatori: cittadini ciprioti con residenza permanente nella Repubblica di Cipro e familiari (inclusi consorti e figli minori), personale diplomatico accreditato ai sensi della Convenzione di Vienna, persone titolari di un permesso speciale rilasciato dalla Repubblica di Cipro.
Per l’ingresso a Cipro tali persone dovranno:
- effettuare il test COVID-19 all’arrivo a Cipro a cura delle autorità cipriote, oppure presentare un certificato negativo di test effettuato entro 72 ore prima della partenza dall’Italia;
- osservare un periodo di auto-isolamento di 14 giorni presso il proprio domicilio a Cipro, quale che sia il risultato del test COVID-19 e ripetere il test 48 ore prima del termine dell’isolamento.
Tutti i viaggiatori in ingresso a Cipro devono sottoscrivere una dichiarazione giurata attestante il paese di provenienza e altre informazioni personali (“Cyprus Flight Pass”) da compilare online non prima di 24 ore prima del viaggio registrandosi sul portale https://cyprusflightpass.gov.cy/ . Una volta ricevuta l’autorizzazione per email, il “Cyprus Flight Pass” dovrà essere stampato ed esibito in aeroporto al momento della partenza per Cipro.
Per quanto riguarda l’ingresso nella parte nord dell'isola, cosiddetta TRNC, a partire dal 1 dicembre 2020, i passeggeri in arrivo direttamente dall'estero, indipendentemente dal paese di provenienza, devono presentare un certificato Covid-19 negativo effettuato non più di 72 prima e rimanere in quarantena per 7 giorni. Per periodi di permanenza inferiori a 3 giorni, è richiesto un certificato di test Covid-19 negativo effettuato non più di 72 ore prima, senza l'obbligo di quarantena.
L’ingresso nella parte nord dell’isola attraverso i varchi della Green Line resta soggetto a limitazioni. I transiti sono attualmente consentiti solo ai ciprioti di entrambe le comunità e ai residenti permanenti a Cipro. Ai turisti stranieri non è consentito l’attraversamento. Si raccomanda pertanto di evitare il transito verso la parte nord dell’isola.
Per quanto riguarda i collegamenti aerei con Cipro, a seguito della temporanea sospensione dei voli diretti con l’Italia, gli spostamenti da e per Cipro comportano al momento scali in paesi di transito (principalmente Grecia, Germania ed Austria) che possono richiedere per i viaggiatori il rispetto di specifici adempimenti anti-Covid. Si raccomanda di verificare la situazione con la propria compagnia di viaggio prima della partenza.
Per ulteriori informazioni sulle misure adottate, consultare la sezione sanitaria di questa scheda.
Ungheria
Con specifiche restrizioni in ingresso
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L'Ungheria mantiene la chiusura delle frontiere agli stranieri. I collegamenti aerei con l'Italia, già da tempo ridottissimi, verranno sospesi a breve sia dalla Ryan Air che da Wizz Air, lasciando prevedibilmente limitatissime opzioni attraverso scali della Lufthansa in Germania e di KLM ad Amsterdam. Si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento per informazioni sullo stato del proprio volo.
I cittadini ungheresi che tornano in patria saranno soggetti ad auto-isolamento obbligatorio, salva la possibilità di effettuare 2 test PCR con risultato negativo
Tra le eccezioni previste per l’ingresso degli stranieri:
- viaggi d’affari di chi abbia società registrate in Ungheria;
- cittadini stranieri residenti nelle zone di confine per motivi di lavoro;
- mero transito lungo i corridoi umanitari autostradali (http://www.police.hu/en/content/humanitarian-corridor).
Alla luce del divieto di ingresso per i cittadini stranieri, a meno che non si rientri nelle eccezioni previste, si raccomanda di evitare tentativi di ingresso in Ungheria e di rispettare le indicazioni delle Autorità locali.
Si segnala che, a partire dal 10 novembre, è stato dichiarato lo stato di emergenza per 90 giorni, con l’adozione da parte del Parlamento ungherese di nuove misure restrittive, tra le quali un coprifuoco dalle 20.00 alle 5.00. Per ulteriori informazioni consultare la sezione sanitaria di questa scheda.
Turchia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Nell'ambito delle misure di allentamento per l’emergenza COVID-19 adottate dalle Autorità turche (cd. Fase 2), è stata disposta la graduale ripresa dei collegamenti aerei interni ed internazionali a partire dal 1° giugno, dei collegamenti di autobus all’interno del Paese a partire dal 4 giugno, mentre le ferrovie turche hanno ripristinato i servizi passeggeri sulle tratte ferroviarie ad alta velocità tra Ankara, Istanbul e Konya.
Sono ripresi i collegamenti aerei diretti tra Turchia e Italia, solo per alcune tratte e con frequenze ridotte. In generale, poiché tali voli sono ancora soggetti a cancellazioni e rimodulazioni, si raccomanda di informarsi preventivamente e di verificare con la propria compagnia aerea lo stato del volo. E' inoltre opportuno consultare attentamente tutte le regole di imbarco stabilite dal vettore aereo come gli orari minimi di arrivo al check-in, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (mascherine) etc.
A partire dal 13 giugno sono state abrogate le limitazioni dovute al Covid-19 relative all’attraversamento delle frontiere della Turchia per via aerea, terrestre (con esclusione del confine terrestre con l’Iran) e marittima, da parte di cittadini stranieri, salvo specifiche misure che possono essere adottate dalle autorità di frontiera. La misura della quarantena obbligatoria è stata sostituita con uno screening sanitario all’arrivo nonché, per coloro che mostrino sintomi durante il controllo sanitario, e in tutti i casi in cui se ne rilevi la necessità, un test PCR (Polymerase chain reaction test) gratuito, in esito al quale le Autorità turche potrebbero disporre un ricovero in apposite strutture ospedaliere.
Si consiglia di controllare la propria temperatura prima della partenza e di non mettersi in viaggio nei casi in cui la temperature rilevata fosse superiore ai 37.5 gradi.
I connazionali che attualmente si trovano temporaneamente in territorio turco privi di un permesso di residenza permanente e che abbiano superato il termine di validità del visto o del permesso di soggiorno durante il periodo di forza maggiore (ossia nel periodo temporale intercorrente tra la data di sospensione dei collegamenti aerei, 9 marzo 2020, e fino alla data di ripristino del normale traffico) dovranno lasciare il Paese entro un mese dalla data in cui sarà possibile usufruire di un volo per l’Italia. Per maggiori dettagli, consultare i siti web dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara www.ambankara.esteri.it, del Consolato Generale ad Istanbul www.consistanbul.esteri.it e del Consolato ad Izmir www.consizmir.esteri.it.
Si segnala che, a partire dal 20 novembre, sono in vigore nuove misure restrittive interne. Per i dettagli consultare la sezione sanitaria di questa scheda.
Bulgaria
Con specifiche restrizioni in ingresso
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La situazione epidemica straordinaria è estesa fino al 30 gennaio 2021.
I viaggiatori provenienti dai Paesi UE (compresa l’Italia)/Schengen (inclusi la Repubblica di San Marino, il Principato di Andorra, il Principato di Monaco e lo Stato della Città del Vaticano), Regno Unito e Irlanda del Nord, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay, Emirati Arabi Uniti, Ucraina, Repubblica della Macedonia del Nord, Serbia, Albania, Kosovo, Bosnia ed Erzegovina,  Montenegro, Moldova, Israele, Kuwait, Bielorussia e Turchia possono fare il loro ingresso in Bulgaria senza alcuna restrizione e senza la necessità di esibire il risultato negativo del test.
Nei confronti di tutti gli altri Paesi extra UE/Schengen, oltre alla necessità di disporre dell'esito del test negativo effettuato nelle ultime 72 ore, la possibilità di ingresso è subordinata alla sussistenza di una serie di condizioni, tra cui in particolare: residenza in Bulgaria, motivi umanitari, diplomatici stranieri accreditati, motivi di lavoro, lavoratori stagionali.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito Ambasciata d’Italia a Sofia.
Nel Paese vige l’obbligo di rispettare il distanziamento di 1,5 metri e di indossare la mascherina nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico al chiuso e all’aperto. All’aperto, l’obbligo di mascherina sussiste solo nel caso in cui non sia possibile rispettare il distanziamento di 1,5 metri.  
A partire da venerdi 27 novembre 2020 e fino al 21 dicembre 2020 nel Paese vengono introdotte misure restrittive all’apertura e all’operatività delle attività economiche tra cui negozi, bar e ristoranti. Per maggiori informazioni e dettagli sulle misure in vigore si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Sofia
In caso di febbre alta o tosse, verificatesi successivamente all’ingresso nel Paese, è necessario contattare il numero di emergenza 112 o un medico di base. Le Autorità locali raccomandano di non recarsi direttamente in ospedale senza aver prima preso contatto con il medico.
Malta
Con specifiche restrizioni in ingresso
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L'aeroporto internazionale di Malta e’ aperto ai voli commerciali. E' stato elaborato un elenco di destinazioni che verra' aggiornato settimanalmente e che individua tre fasce di rischio: Green, Amber e Red. Ai passeggeri provenienti da Paesi in Green List non sono richiesti particolari adempimenti, se non la compilazione di un'autodichiarazione e il controllo della temperatura. I passeggeri provenienti da Paesi in Amber List dovranno presentare un’attestazione di test COVID (tampone) con esito negativo nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta. A partire dal 13 novembre 2020, tutti i viaggiatori provenienti da Roma (tutti gli aeroporti), Milano (tutti gli aeroporti), Bologna, Napoli, Perugia, Pescara, Pisa, Trieste, Torino e Venezia dovranno attenersi alle regole della Amber List e presentare un’attestazione di test COVID con esito negativo nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta. Tutti gli aggiornamenti e le liste di Paesi sono consultabili al sito https://www.visitmalta.com/en/reopening-airport. All’arrivo a Malta, i viaggiatori saranno soggetti a screening termici. I viaggiatori in arrivo saranno inoltre invitati a compilare un documento con il quale dichiareranno i loro spostamenti nei 30 giorni precedenti. Coloro che arrivano da destinazioni della Red List devono poter dimostrare di essere stati per un periodo di 14 giorni in una delle destinazioni della Green o Amber List ed è raccomandato che effettuino un test COVID (tampone), con esito negativo, nelle 72 precedenti l'arrivo a Malta. In mancanza di questi requisiti, le autorità locali possono imporre l'effettuazione di un periodo di quarantena di due settimane a spese del viaggiatore, all’arrivo a Malta.
Si segnala il seguente sito con le informazioni fornite dalle Autorità maltesi circa le misure attuate: https://covid19malta.info/. Per ulteriori informazioni, visitare il sito web dell’Ambasciata d’Italia a La Valletta, nella sezione Notizie e Comunicati Stampa: https://amblavalletta.esteri.it/ambasciata_lavalletta/it,  nonché la sezione sanitaria della scheda presente su questo sito.
Lettonia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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A causa dell'aumento dei casi di contagio nel Paese, il Governo lettone ha deciso di  prorogare ulteriormente lo stato di emergenza dal previsto 6 dicembre sino all'11 gennaio 2021, introducendo, a decorrere dal 4 dicembre nuove misure restrittive, per le quali si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.
E’ confermata la richiesta una quarantena di 10 giorni per i viaggiatori provenienti dai Paesi, contrassegnati in rosso e giallo nell’elenco  pubblicato dal Centro per la prevenzione ed il controllo delle malattie, consultabile qui
L’Italia è stata inserita tra i Paesi contrassegnati in rosso, pertanto i viaggiatori che entrano in Lettonia provenendo dall’Italia dovranno osservare un isolamento fiduciario di 10 giorni.
Dal 12 ottobre è obbligatorio per tutti i viaggiatori che entrano o escono dalla Lettonia (per via aerea, in nave, treno, auto) compilare preventivamente un questionario elettronico denominato IECIS (Information System for the Monitoring of Traveller Registration) tramite apposito sito web https://covidpass.lv. Il questionario deve essere compilato non prima delle 48 ore precedenti l'attraversamento della frontiera lettone. Dopo aver compilato e inviato il modulo, il viaggiatore riceverà per via elettronica un codice QR tramite il quale le autorità sanitarie di frontiera e di polizia potranno contattare la persona e verificare eventualmente il rispetto della normativa sull'isolamento fiduciario. Tale registrazione è obbligatoria anche per i viaggiatori in transito. Per informazioni più dettagliate sull'uso del covidpass consultare il sito : https://covid19.gov.lv/en/support-society/careful-travel/covidpasslv-arrival-confirmation-form.
Sono operativi da e per l’Italia voli di Air Baltic, Ryanair e Wizzair. Si raccomanda di verificare direttamente con le compagnie aeree l’effettiva operatività dei voli, in quanto la programmazione potrebbe subire delle variazioni.
Lituania
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Il 4 novembre il Governo lituano ha deciso di introdurre la quarantena su tutto il territorio nazionale fino al 17 dicembre.
Dal 23 novembre i viaggiatori provenienti dall’Italia non sono tenuti ad effettuare il tampone molecolare e non devono autoisolarsi.
Anche se l’isolamento non viene applicato, nei 10 giorni successivi al ritorno o all'arrivo in Lituania, le persone dovrebbero limitare i contatti, evitare assembramenti e non visitare luoghi di ritrovo come eventi, negozi, musei, luoghi di ristorazione, ecc., inoltre seguire il regime della casa-lavoro. Durante il contatto con altre persone, si consiglia di indossare sempre i dispositivi di protezione che coprano il naso e la bocca, mantenere una distanza di sicurezza e altre misure preventive.
Tutte le informazioni in merito alle azioni di prevenzione da parte delle autorità lituane sono reperibili sul sito http://koronastop.lrv.lt/en/. Nella sezione “News” di tale sito (http://koronastop.lrv.lt/en/news) viene pubblicata in inglese la lista dei Paesi maggiormente colpiiti dal Covid-19. Tale lista ogni venerdì viene pubblicata dal Ministero della Salute lituano ed entra in vigore il lunedì successivo.
Si attira l’attenzione sul fatto che la prossima lista dei paesi colpiti sarà pubblicata il 4 dicembre ed entrerà in vigore il 7 dicembre e che la situazione deve essere monitorata in quanto soggetta a variazioni in base all’indice del Covid-19.
Dal 15 settembre ogni viaggiatore che torna o arriva in Lituania via aerea, via mare o via terra con voli regolari, speciali o charter dovrà fornire i propri dati al Centro Nazionale per la salute in via elettronica  https://keleiviams.nvsc.lt/en/form . Ciò significa che, prima di imbarcarsi su un aereo, un traghetto, un autobus o un treno, la persona dovrà compilare il modulo sul sito del Centro nazionale per la salute e presentare la conferma – il cosiddetto codice QR – al momento dell’imbarco. Nel caso in cui la persona non possiede un dispositivo mobile o un accesso all’internet, i vettori dovranno assicurare che le persone possano compilare il modulo usando i mezzi a disposizione del vettore. Il modulo in forma cartacea può essere presentato solo in casi eccezionali, se effettivamente per motivi oggettivi, come, ad es., problemi di connessione all’internet, non si potrà farlo in modalità elettronica. Il modulo stampato per la compilazione deve essere fornito alla persona dal vettore il quale dovrà sottoporlo al Centro nazionale per la salute entro un giorno. Nel caso in cui una persona ha viaggiato in modo autonomo via terra, dovrà entro 12 ore dall’arrivo o dal ritorno in Lituania registrarsi in modalità elettronica presso il Centro Nazionale per la salute.
Guida per una persona che ha avuto un contatto: https://nvsc.lrv.lt/en/procedures-to-be-followed-upon-return-arrival-from-abroad-trebovaniia-pri-pribytii-iz-za-rubezha/requirements-trebovaniia/requirements-en. In caso di contatto con la persona positiva Covid-19 occorre riempire il seguente modulo (disponibile solo in lingua lituana) - https://nvsc.lrv.lt/salyti-turejusiu .

Per quanto riguarda le frontiere terrestri, alcuni punti di frontiera sono chiusi (con la Bielorussia e la regione di Kaliningrad). Per ulteriori informazioni sulla viabilità si rimanda alla sezione Mobilità della presente scheda. 
Per quanto riguarda i collegamenti aerei diretti con l’Italia la compagnia Wizzair ha sospeso tutti i voli diretti per l’Italia fino a febbraio, mentre Ryanair dal 18 dicembre prevede di effettuare due voli settimanali da Vilnius per Bergamo-Orio al Serio. Tutti gli altri voli diretti tra Lituania e Italia sono al momento sospesi.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Vilnius
 
Lussemburgo
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Alla luce del  peggioramento del quadro epidemiologico locale, il Governo lussemburghese ha stabilito una serie di misure più restrittive alla circolazione delle persone, in vigore a partire dal 30 ottobre, tra le quali il coprifuoco nazionale dalle ore 23.00 alle ore 06.00, prorogato fino al 15 dicembre 2020 (ad eccezione degli spostamenti per motivi di lavoro, salute o in caso di rientro dall'estero). Per contenere la diffusione del virus, le Autorità locali hanno stabilito che, dal 26 novembre al 13 dicembre 2020, chiudono ristoranti, bar, piscine, cinema, teatri e palestre, mentre i negozi rimangono aperti mantenendo l'obbligo della mascherina. Per ulteriori dettagli sulle nuove misure adottate, si rimanda alla Situazione Sanitaria di questa Scheda.
Dopo la riapertura dell'Aeroporto Findel lo scorso 31 maggio, sono state comunque rafforzate le misure di prevenzione per gli ingressi dall'estero per via aerea, misurando la temperatura a tutti i passeggeri in arrivo e offrendo loro la possibilita' di sottoporsi al test veloce direttamente nel terminal. Le compagnie aeree Alitalia dal 14 giugno e Luxair dal 13 giugno hanno ripreso ad operare anche se con possibili cancellazioni. Per informazioni sull’operatività dei voli si raccomanda di consultare i siti web delle rispettive Compagnie (www.alitalia.com e www.luxair.lu ). Le frontiere terrestri sono aperte. L’autoisolamento non è obbligatorio, ma consigliato nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine.  Il Ministero della Salute lussemburghese aggiorna in tempo reale la lista delle zone di esposizione al rischio, consultabile dal seguente link: http://sante.public.lu/fr/prevention/coronavirus-00/index.html. In presenza di sintomi da COVID-19 (febbre, tosse, difficoltà respiratorie), è utile contattare la "Hotline Salute" per informazioni al numero 247-65533, mentre nei casi urgenti è necessario chiamare immediatamente il 112,oppure rivolgersi al proprio medico curante. 
Moldavia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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A partire dal 1 settembre viene applicato un regime diverso per l'ingresso nella Repubblica di Moldova per i cittadini stranieri e per gli apolidi a seconda che provengano da Paesi a limitato (zona verde) o elevato (zona rossa) rischio epidemiologico.
L’elenco dei Paesi della zona rossa per i quali è previsto il regime di autoisolamento consultabile  a questo link, è valido dal 26 ottobre fino a nuovo avviso ed include anche l’Italia.
A) Coloro che provengono direttamente da Paesi della zona verde potranno entrare nella Repubblica di Moldova senza compilare alcuna dichiarazione epidemiologica e senza sottoporsi ai 14 giorni di auto-isolamento, sempre a condizione che non abbiamo transitato in Paesi nella zona rossa. 
B) Ai cittadini stranieri e agli apolidi che provengano invece da Paesi nella zona rossa non sarà permesso l'ingresso nella Repubblica di Moldova, con alcune eccezioni, per le quali si rimanda alla sezione sanitaria della presente scheda.
Pur mantenendo le normative vigenti in materia di ingresso nel paese, le Autorità moldave hanno disposto la riapertura del traffico aereo a partire dal 15 giugno. È ripreso, a partire dal 26 maggio, il trasporto ferroviario e terrestre a destinazione internazionale, con l’osservazione rigorosa di misure di prevenzione e contenimento della diffusione del Covid-19. I collegamenti aerei sono peraltro limitati viste le attuali restrizioni all’ingresso in Italia per chi proviene dalla Repubblica di Moldova.
Viene disposta, altresì, la ripresa graduale, delle attività dei valichi di frontiera, tenendo conto: della graduale riapertura del trasporto internazionale di persone e merci; delle restrizioni relative all’accesso di cittadini stranieri sul territorio moldavo; delle restrizioni per i cittadini moldavi di far ingresso negli Stati corrispondenti.
In Transnistria (vds. Sezione Sicurezza – Aree di particolare cautela) le misure di restrizione all'ingresso sono state prorogate fino  al 1 febbraio 2021.
Si rimanda alla scheda Paese, sezione Situazione sanitaria, per maggiori informazioni circa le principali misure restrittive vigenti nel Paese, modificate a partire dal 30 novembre.
Per ulteriori informazioni si rimanda inoltre alla Linea Verde attivata dall’Agenzia Nazionale per la Sanità Pubblica della Repubblica di Moldova, contattabile al 080012300, ed al Focus Coronavirus presente sulla home page di questo sito.
Montenegro
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Tenuto conto dell’attuale situazione epidemiologica, su tutto il territorio nazionale è stato dichiarato lo stato di epidemia.
Su tutto il territorio nazionale, sono in vigore, fino all’8 dicembre, salvo proroghe, nuove misure di contenimento, tra le quali si segnala un coprifuoco dalle 19.00 alle 5:00, con alcune eccezioni (motivi di lavoro, esigenze sanitarie, ragioni umanitarie). Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.

A partire dal 1 luglio, il Montenegro ha disposto la riapertura delle frontiere con tutti i Paesi dell'Unione Europea.
Per l’ingresso rimane in vigore un sistema basato su liste di Paesi, raggruppati alla luce delle rispettive situazioni epidemiologiche nazionali.
La “lista verde” comprende i Paesi da cui si può entrare in Montenegro senza particolari restrizioni, tra cui tutti i Paesi UE, inclusa l’Italia, purché' i viaggiatori provenienti da questi Paesi siano in essi residenti o vi abbiano soggiornato per almeno 15 giorni prima dell'ingresso; nei 15 giorni prima dell'ingresso in Montenegro non abbiano soggiornato in uno dei Paesi al di fuori della "lista verde"; non abbiano viaggiato ne' soggiornato in Paesi non in "lista verde" se non per il mero transito.
La “lista gialla” comprende i Paesi i cui residenti possono entrare in Montenegro presentando un test PCR (il cosiddetto "tampone") negativo effettuato da non più di 72 ore o, in alternativa, un test sierologico ELISA con IgG positive, o un test sierologico ELISA con IgM negative, anche in questi casi effettuati da un massimo di 72 ore.
L’obbligo di presentare il test non riguarda i bambini fino a 5 anni di età.
Sono inseriti nella “lista gialla” i seguenti Stati: Albania, Australia, Bosnia Erzegovina, Israele, Kosovo, Libano, Macedonia del Nord, Serbia, Seychelles, Singapore e Stati Uniti d’America.
Se un Cittadino montenegrino o uno straniero residente in Montenegro ha soggiornato in uno dei Paesi della “lista gialla” per un massimo di 48 ore, può rientrare in Montenegro senza l’obbligo di presentare un test, venendo tuttavia sottoposto ad un periodo di sorveglianza sanitaria (con libertà di movimento ma monitoraggio quotidiano dei sintomi).
Per coloro che risiedono in Paesi non inseriti nella “lista verde” o nella “lista gialla” non è consentito l’ingresso in Montenegro, a meno che non dimostrino (le autorità di frontiera controllano i timbri sul passaporto) di aver trascorso i 15 giorni che precedono l’ingresso in uno dei Paesi della “lista verde”. In questo caso, la persona può entrare in Montenegro senza particolari procedure. Se dai timbri sul passaporto si evince che la persona ha trascorso gli ultimi 15 giorni in uno dei Paesi della lista gialla, può entrare alle stesse condizioni dei residenti nei Paesi della “lista gialla” (si veda il punto 2).
Un cittadino montenegrino o uno straniero residente in Montenegro, qualora entrino da uno dei Paesi al di fuori delle liste verde e gialla, vengono posti in quarantena o in autoisolamento per un periodo di 14 giorni.
Per maggiori dettagli sulla composizione delle liste, aggiornate regolarmente dalle autorità montenegrine, e sulle altre misure si rimanda al sito del Governo del Montenegro al seguente indirizzo http://www.gov.me/en/homepage/measures_and_recommendations/.
COLLEGAMENTI: Per quanto riguarda i collegamenti marittimi, è sospeso il traghetto Bar-Bari. Risultano sospesi anche i collegamenti aerei.
Portogallo
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Controllo di Frontiere
È autorizzato il traffico aereo da e per il Portogallo di tutti i voli da e per:
Paesi UE; Paesi associati allo Spazio Schengen (Liechtenstein, Norvegia, Islanda e Svizzera); Australia; Canada; Cina; Corea del Sud; Giappone; Georgia; Marocco; Nuova Zelanda; Regno Unito; Ruanda; Tailandia; Tunisia; Uruguay.
È inoltre autorizzato il traffico aereo, esclusivamente per viaggi essenziali, per e dal Portogallo di tutti i voli provenienti e con destinazione verso i Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea o che non siano Paesi associati allo spazio Schengen. Il turismo non rientra tra le finalità autorizzate.
Sono considerati viaggi essenziali quelli destinati a consentire il transito, l'ingresso e l'uscita dal Portogallo di:
Cittadini dell'Unione Europea, di stati associati allo Spazio Schengen e membri delle rispettive famiglie e cittadini di paesi terzi con residenza legale in uno Stato-Membro dell'Unione Europea;Cittadini di paesi terzi che viaggino per motivi di lavoro, di studio, di ricongiungimento familiare, per ragioni di salute o umanitarie;Sono inoltre autorizzati i voli che promuovono il rientro di cittadini portoghesi o titolari di permesso di soggiorno in Portogallo; i voli umanitari; i voli destinati a garantire il rientro di cittadini stranieri che si trovino in Portogallo.I passeggeri di voli da e per il Portogallo e voli da e per Paesi non appartenenti all’Unione Europea o non associati allo Spazio Schengen dovranno presentare, al momento della partenza, prova della realizzazione del test per controllo SARS-Co-2 (con risultato negativo) realizzato nelle 72 ore precedenti l’imbarco, senza il quale non potranno imbarcarsi sull’aereo e non saranno autorizzati a sbarcare in Portogallo.
Qualora il risultato del test non venga presentato da cittadini portoghesi o cittadini stranieri con residenza legale in Portogallo o membri del corpo diplomatico, tali cittadini potranno sbarcare in Portogallo, e saranno immediatamente indirizzati, dalle autorità di sicurezza, a realizzare il test per il Covid-19, i cui costi saranno a carico dei suddetti cittadini.
Coloro che si rifiuteranno di sottoporsi al test incorreranno nel reato di disobbedienza e propagazione di malattia contagiosa e riceveranno immediatamente una notifica recante l’obbligo di realizzare il test entro 48 ore, a proprie spese.
I passeggeri che eseguiranno il test soltanto all’arrivo in Portogallo dovranno rimanere nella propria residenza o nell’alloggio da essi indicato finché non otterranno notifica di risultato negativo al test.
La presentazione del test non è obbligatoria per i passeggeri in transito che non debbano lasciare l’aeroporto.
Attualmente l'Italia non rientra nella lista dei Paesi considerati ad alto rischio epidemiologico, pertanto i cittadini italiani provenienti dall'Italia non necessitano di un test Covid-19 prima di intraprendere il viaggio e non sono soggetti all'obbligo di quarantena per il solo fatto di entrare nel Paese.
Si invita a consultare la sezione Situazione sanitaria di questa scheda per le misure adottate a livello locale, tra le quali si segnalano, in particolare, il divieto di spostamenti tra comuni e le nuove misure speciali di contenimento nei comuni a partire dal 4 novembre.
Disposizioni per passeggeri diretti a Madeira e alla Azzorre
Vigono invece disposizioni diverse per i passeggeri che, anche se provenienti da Paesi UE, Schengen e paesi terzi approvati (dalle Istituzioni UE e dalle autorità locali), sono diretti a Madeira o alle Azzorre.
I passeggeri che volano verso l'arcipelago di Madeira devono presentare un test negativo al COVID-19 effettuato entro 72 ore prima della partenza o possono eseguirlo all'arrivo.
Informazioni specifiche per le isole di Madeira sono reperibili in inglese al seguente link: www.visitmadeira.pt
I passeggeri che volano verso l'arcipelago delle Azzorre saranno soggetti a una delle seguenti opzioni:
1. Presentare la prova del test al COVID-19 fino a 72 ore prima della partenza del volo;
2. Eseguire il test all'arrivo e rimanere in isolamento preventivo fino a ottenere il risultato;
3. Eseguire la quarantena volontaria per un periodo di 14 giorni in un hotel indicato per lo scopo;
4. Ritorno alla destinazione di origine o viaggio verso qualsiasi destinazione al di fuori della Regione, adempiendo, fino al momento del volo, l'isolamento preventivo in un hotel indicato a tal fine.
Ulteriori informazioni per le Azzorre sono disponibili all'indirizzo covid19.azores.gov.pt.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Lisbona.
Repubblica Ceca
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Per i rientri/ingressi dalla Repubblica Ceca, si rimanda all'approfondimento di questo sito.  Per informazioni più dettagliate consultare la sezione sanitaria di questa scheda.
Lo stato di emergenza, in vigore dal 5 ottobre, è prorogato fino al 12 dicembre. Tuttavia, le misure restrittive sono state allentate a partire dal 23 novembre.
L’ingresso in Repubblica Ceca è regolato da specifiche condizioni, in base al Paese di provenienza.
I Paesi sono divisi in tre categorie: verde (basso rischio), arancio (medio rischio), rosso (alto rischio), (mappa consultabile qui)
Paesi basso rischio (verde): i passeggeri provenienti da questi paesi NON hanno l’obbligo di compilare il modulo all’arrivo o sottoporsi ad un test PCR/quarantena
Paesi medio rischio (arancio): Gli stranieri che entrano nel paese per motivi di lavoro o studio devono presentare un test PCR negativo sul luogo di lavoro o di studio.
Paesi alto rischio (rosso), tra i quali è ricompresa anche l’Italia: Tutti i cittadini che nei 14 giorni precedenti all'ingresso in Repubblica Ceca abbiano passato più di 12 ore in uno dei Paesi ad alto rischio sono tenuti a rispettare una specifica procedura per i dettagli della quale si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.
Per quanto riguarda i collegamenti aerei, si segnala una forte riduzione dell'offerta di voli fra Repubblica Ceca e Italia
Romania
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Con l’aggiornamento del 2 novembre l’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno, ha inserito l’Italia nella lista dei Paesi con tasso di infezione da Covid 19 superiore a quello registrato in Romania. Di conseguenza, i viaggiatori in provenienza dal nostro Paese, o che abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni in uno dei Paesi in “lista gialla”, saranno richiesti di osservare un periodo di isolamento di 14 giorni a partire dall’ingresso in Romania.
L’isolamento può essere ridotto a 10 giorni se il viaggiatore non presenta sintomi e l’ottavo giorno dall’ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo. Per soggiorni di durata inferiore a 72 ore, il viaggiatore può essere esonerato dall’isolamento se presenta un test negativo per Sars-CoV-2, effettuato al massimo 48 ore prima dell'arrivo in Romania.
Il transito in Romania verso altre destinazioni è consentito, purché avvenga nell’arco di 24 ore.
Rimangono valide le esenzioni previste dalla normativa precedente in materia, per le quali si rimanda alla sezione Situazione Sanitaria di questa Scheda.
Dal 14 novembre 2020  è stato prorogato di 30 giorni lo stato di allerta in tutto il Paese.
Le persone in isolamento domiciliare che sviluppano sintomi da contagio devono contattare il numero unico di emergenza 112; il personale medico farà una valutazione clinica e raccoglierà prove biologiche per l’effettuazione del test.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest https://ambbucarest.esteri.it/ambasciata_bucarest/it/archivio-news/coronavirus.html
Russia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Le frontiere del Paese sono ancora chiuse agli stranieri salvo che per coloro i quali rientrino nelle categorie di eccezioni previste dal Governo russo, ad esempio lavoratori “altamente specializzati” segnalati dal loro datore di lavoro con sede in Russia (con procedura da avviare in Russia almeno due settimane prima del programmato ingresso), agenti diplomatici, autotrasportatori, familiari di cittadini russi, cure mediche, assistenza sanitaria, residenti in Russia con permesso di soggiorno ("vid na zhitelstvo"). Per l’elenco completo e modalità di attestazione e presentazione della documentazione, consultare la sezione “Informazioni Generali – Documentazione necessaria per l’ingresso nel Paese” di questa scheda.
SOLTANTO alle predette categorie di persone verrà consentito l’accesso nel Paese.
Se non si rientra nelle eccezioni al divieto di ingresso, è ancora previsto il respingimento in frontiera russa o il mancato imbarco dalle aerolinee negli scali di partenza o intermedi di connazionali muniti del solo visto. Prima di mettersi in viaggio, si consiglia ai connazionali rientranti nelle categorie a cui è consentito l’accesso nella Federazione di verificare attentamente il possesso della documentazione richiesta.
Gli stessi dovranno inoltre organizzare il proprio trasferimento dall’aeroporto al luogo di soggiorno con un mezzo proprio o autista privato essendo precluso l’utilizzo di taxi o mezzi pubblici.
QUARANTENA. E’ stato abolito l’obbligo di quarantena per gli stranieri in ingresso nella Federazione con l’eccezione dei lavoratori per i quali essa è, in base alla normativa russa vigente, ancora obbligatoria anche in presenza di tampone COVID negativo.
Con Decreto Presidenziale n. 580 del 23 settembre scorso, che ha ulteriormente emendato il precedente Decreto n. 274 del 18 aprile 2020, è stata prorogata fino al 15 dicembre la validità dei titoli di permanenza dei soggetti legalmente presenti nella Federazione Russa alla data del 15 marzo u.s.. Gli stranieri i cui documenti fossero in scadenza hanno quindi la possibilità di permanere in Russia senza necessità di rinnovare visti, permessi di residenza e altri documenti che assicurano una permanenza legale nel Paese. La durata di tali documenti è pertanto “congelata” fino al 15 dicembre. 
Si raccomanda di consultare attentamente le disposizioni vigenti sul rientro in Italia, nell’approfondimento di questo sito web. Per eventuali emergenze è possibile contattare il Consolato Generale a Mosca al numero +79060382441 o il Consolato Generale a San Pietroburgo al numero +79219365191. L’Ambasciata d’Italia a Mosca è contattabile al numero sempre attivo +79150902671.
Slovacchia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Le Autorità slovacche hanno disposto a partire dal 1 ottobre l’operatività dello stato di emergenza generale, fino alla fine di dicembre.
Per quanto riguarda gli ingressi dall’estero, dal 1 ottobre, sussiste l’obbligo di mettersi in isolamento domiciliare per chi entra in Slovacchia da un Paese c.d. “rosso” (vedi link al sito del Ministero degli Esteri slovacco: https://www.mzv.sk/web/en/covid-19 ), o vi è stato nei 14 giorni precedenti. L’isolamento domiciliare termina dopo un esito negativo del test RT-PCR, effettuato non prima del 5° giorno dopo il rientro, oppure dopo il 10° giorno di quarantena.
L’obbligo di isolamento non sussiste invece per chi viene da un Paese c.d. “rosso” ed è già in possesso di un test RT-PCR negativo al coronavirus effettuato non oltre le 72 ore precedenti l’ingresso in Slovacchia.
Per informazioni sulle misure interne consultare la sezione Situazione sanitaria di questa scheda.
 
Paesi Bassi
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Per i rientri/ingressi dai Paesi Bassi, si rimanda all'approfondimento di questo sito.
I Paesi Bassi hanno riaperto i propri confini per viaggi da/verso alcuni Paesi. Dopo la rimozione del bando nei confronti dei voli provenienti dall'Italia, la compagnia di bandiera KLM ha gradualmente ripristinato i voli diretti. L'uso della mascherina protettiva è obbligatorio dall’1 dicembre, in tutti i luoghi chiusi, in quelli aperti al pubblico, su tutti i voli dal momento dell'imbarco e su tutti i mezzi pubblici olandesi (treni, autobus, tram). In ragione della diminuzione dei casi nelle ultime due settimane, sono state allentate le misure restrittive stabilite lo scorso 4 novembre. Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.
Gli arrivi da Paesi non UE e non Schengen sono tuttora soggetti a controlli all’ingresso. Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenute ad auto-isolarsi per 10 giorni. L’elenco delle aree a rischio, aggiornato periodicamente, è disponibile cliccando qui. Ulteriori informazioni in merito agli ingressi nel Paese sono disponibili sul sito del Governo dei Paesi Bassi.
A chi viaggia in aereo è richiesta obbligatoriamente la compilazione di un form che deve essere esibito ogni volta che sia richiesto, in partenza, sull’aeromobile o all’arrivo.
Qualora una persona accusasse i sintomi da COVID-19, deve rimanere a casa e contattare il servizio sanitario locale (GGD) per farsi testare.
E' consigliato consultare il proprio medico di base in relazione alla gravità della propria condizione.
Si invita inoltre a consultare il sito dell'Istituto di sanità olandese RIVM (www.rivm.nl) per informazioni aggiornate sull'evoluzione e le misure di contrasto alla pandemia nei Paesi Bassi nonché per reperire ogni recapito utile. Si raccomanda di visitare il sito web dell'Ambasciata d’Italia a l'Aja e la sezione sanitaria di questa Scheda per maggiori dettagli.
 
Islanda
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Ingresso: è consentito l'ingresso ai viaggiatori provenienti dai paesi UE, SEE e dal Regno Unito, nonché Andorra, Monaco, San Marino e Stato del Vaticano. Inoltre, in linea con le decisioni comunitarie, è permesso l'ingresso ad altri 12 paesi terzi (esterni all'area UE/Schengen).  Per i viaggiatori provenienti da altri paesi è permesso l’ingresso solo per viaggi di carattere essenziale. Per maggiori info cliccare qui
Misure all'arrivo: a partire dal 19 agosto 2020 tutti i passeggeri in arrivo in Islanda, turisti e residenti, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, possono scegliere o di osservare una quarantena di 14 giorni oppure di effettuare una procedura di doppio screening che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell'intervallo tra i due campioni. Il primo tampone è a carico del viaggiatore e costa 9.000 ISK (se effettuato alla registrazione del viaggio) o 11.000 ISK (se effettuato all'arrivo in Islanda), circa 60-80 euro. E’ possibile effettuare il pagamento del primo tampone al momento della registrazione del viaggio. Il secondo tampone è gratis. Per maggiori informazioni cliccare qui.
Coloro che risultano negativi al secondo tampone non sono più tenuti a prendere precauzioni particolari; coloro che risultano positivi devono auto-isolarsi.  I minori nati nel e dopo il 2005 sono esentati dalla procedura di doppio screening.
Prima della partenza per l'Islanda, i viaggiatori dovranno compilare un'autocertificazione disponibile al link: https://visit.covid.is/.  Ai turisti viene inoltre raccomandato di scaricare l'app. di tracciamento islandese Rakning C-19.
Voli
: non ci sono voli operativi diretti tra Italia ed Islanda. Vi sono connessioni con scali (Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Stoccolma). Si raccomanda di verificare sempre con le compagnie aeree l'operatività effettiva dei voli.
Situazione sanitaria: informazioni sulla situazione sanitaria in Islanda sono disponibili nel sito dell'Ambasciata d'Italia ad Oslo, in particolare nella pagina "Misure adottate in Norvegia ed Islanda e situazione epidemiologica" (cliccare qui) e alla pagina "Ingressi e rientri, quarantene, domande frequenti" (cliccare qui).
Danimarca
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
A partire dal 27 giugno la le Autorità danesi hanno disposto la parziale riapertura delle frontiere, con differenti modalità di ingresso a seconda del Paese di provenienza.  Per più dettagliate informazioni si rimanda a questo sito dove vengono aggiornate settimanalmente le liste dei Paesi nei confronti dei quali vigono o meno restrizioni all’ingresso.
A partire dal 17 ottobre non è ammesso l’ingresso di viaggiatori provenienti dall’Italia per motivi turistici. Si potrà entrare nel Paese solo se in possesso di un “valido motivo” come specificato nel sito (in inglese) Coronasmitte.dk.  Alcuni dei motivi validi previsti sono: lavoro, studio (iscrizione a corsi o test d’ingresso per corsi), partecipazione a procedimenti giudiziari, visite mediche, trasporti di merci, funzioni di diplomatico, proprietà di una casa o barca in Danimarca, etc..
Inoltre, a partire dal 26 ottobre, i viaggiatori provenienti dall’Italia o da altro “Paese arancione”' all'interno dell'UE e dell'area Schengen, nonché da un paese terzo classificato come ”Paese a rischio”', oltre ad un valido motivo, dovranno anche presentare la prova di un test COVID-19 negativo sostenuto non prima delle 72 ore antecedenti all’ingresso in DanimarcaQUI IL FORM. In caso di mancata presentazione di suddetta documentazione, la persona interessata deve normalmente aspettarsi di non poter fare ingresso in Danimarca e di ritornare verso il luogo di origine nel minor tempo possibile, senza uscire dall’aeroporto.
A partire dal 1 dicembre i residenti in Danimarca (cittadini danesi e stranieri) che viaggiano all'estero, al loro rientro dal viaggio, devono osservare un isolamento personale ridotto a 10 giorni, che potrà essere ulteriormente ridotto effettuando un test COVID-19 non prima di 4 giorni dopo l’ingresso nel Paese.
Per aggiornamenti sull’accesso al Paese e la documentazione da presentare consultare il sito in inglese  https://coronasmitte.dk/en/entry-into-denmark e/o telefonare all’hotline delle Autorità danese di frontiera al +45 70206044 disponibile nei giorni feriali dalle 8:00 alle 16:00 ricordando che sono solamente le Autorità danesi di frontiera che risponderanno a decidere se una motivazione è ritenuta valida per garantire l’ingresso nei confini del proprio Paese. 
Il transito attraverso la Danimarca è consentito se è una parte inevitabile dell'itinerario effettuato per “un motivo valido” o per il raggiungimento di una meta turistica fuori dalla Danimarca. Il transito deve avvenire nel minor tempo possibile. Ciò vale indipendentemente dalla residenza abituale e dal mezzo utilizzato.
In nessun caso verrà consentito l’accesso in Danimarca a stranieri con chiari sintomi da Covid-19, come tosse secca e febbre, per cui è fortemente raccomandato prestare particolare attenzione a tali sintomi.
All’arrivo in Danimarca, è doveroso rispettare le linee guida generali per un comportamento responsabile, finalizzato a contenere il contagio, che prevede, tra l’altro , l’obbligo di indossare la mascherina, il distanziamento sociale e l’utilizzo di gel/spray igienizzanti. 
In 7 municipalità dello Jylland (Jutland) del Nord sono state riaperte le attività (istruzione, cultura e tempo libero, caffè, bar e ristoranti) la cui chiusura era inizialmente prevista fino al 3 dicembre 2020. Rimane però valido l’invito a non recarsi nei Comuni colpiti per le persone non residenti in Danimarca. Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.
Le risposte del Ministero degli Affari Esteri della Danimarca e della Polizia nazionale danese alle domande frequenti riguardanti i viaggi verso la Danimarca si trovano a questo link (in inglese) https://coronasmitte.dk/en/entry-into-denmark
Per ulteriori informazioni si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda ed al sito dell’ Ambasciata d'Italia a Copenaghen.
Finlandia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Dal 19 settembre 2020 la Finlandia ha reintrodotto misure restrittive anche nei confronti dell’Italia. Dall’Italia sono consentiti solo ingressi per lavoro, per “motivi essenziali” e il ritorno dei residenti in Finlandia, con obbligo di autoisolamento fiduciario di 10 giorni, che potrà essere abbreviato in caso di doppio test negativo (tampone o test antigenico rapido) a distanza di almeno 72 ore. Saranno dispensati dall’obbligo di quarantena e/o di secondo tampone i viaggiatori per lavoro o motivi essenziali con permanenza nel Paese inferiore alle 72 ore. Non sono consentiti ingressi per turismo.
Si ricorda che le Autorità finlandesi considerano viaggiatori provenienti dai Paesi “a rischio” anche coloro che vi transitano per mero scalo aeroportuale, oltre che sulla base di nazionalità e luogo di residenza del passeggero (https://valtioneuvosto.fi/en/-/1410869/restrictions-on-entry-into-the-country-to-be-amended-due-to-covid-19).Tale decisione è prevista rimanere in vigore fino al 13 dicembre, con aggiornamenti della lista dei Paesi “a rischio” a cadenza settimanale.
Per informazioni sulle modalità di ingresso per i viaggiatori stranieri in Finlandia, sia provenienti da Paesi considerati “a rischio” che da paesi considerati “sicuri”, con particolare riguardo alle possibili modalità di riduzione del periodo di isolamento fiduciario, si rimanda a questo sito, al sito dell’Ambasciata d’Italia ad Helsinki nonché alla sezione sanitaria di questa scheda.
Eventuali dubbi possono essere preventivamente chiariti consultando la Polizia di Frontiera al numero +358 (0)50 597 2255, operativo dalle 8.00 alle 18.00.
Gli attraversamenti lungo il confine orientale con la Federazione Russa sono chiusi.
La compagnia aerea nazionale Finnair ha dato vita ad una generale riprogrammazione del proprio operativo. Per informazioni al riguardo, si raccomanda di visitare il sito della compagnia https://www.finnair.com/it-it/informazioni-sul-volo/aggiornamenti-di-viaggio.
A partire dal mese di agosto Finnair ha ripristinato i voli diretti da Helsinki per Roma (FCO) e Milano (MXP. L’Italia è peraltro raggiungibile anche con varie soluzioni di voli con scalo, ad esempio via Germania, Francia, Belgio, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Lettonia. Si raccomanda di verificare direttamente con la compagnia aerea l’operatività del proprio volo e la disponibilità di rotte alternative per raggiungere l’Italia, in quanto le informazioni sul traffico aereo possono essere soggette a cambiamenti rapidi, anche senza preavviso. Per maggiori dettagli si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia ad Helsinki .
Germania
Con specifiche restrizioni in ingresso
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In ragione dell’aumento dei contagi da Covid 19 nel Paese, la Germania ha stabilito, a partire dal 2 novembre, l’adozione di ulteriori misure restrittive a livello nazionale, per le quali si rimanda alla sezione Situazione Sanitaria di questa Scheda. Sempre a partire dal 2 novembre e fino almeno al 20 dicembre, sono inoltre vietati i pernottamenti per turismo in Germania. Le autorità locali raccomandano anche di rinunciare agli spostamenti non necessari (incluse eventuali visite ai parenti). Il Ministero della Salute tedesco ha disposto l'introduzione di controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che abbiano soggiornato nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio” dal Robert Koch Institut. Tutta l’Italia e diversi altri Paesi europei sono considerati aree a rischio
La lista delle aree “a rischio” può essere consultata qui (il sito è in lingua tedesca, ma con possibilità di scaricare le liste attuali in lingua inglese. Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l'ingresso in Germania si siano recati in aree considerate "a rischio" devono segnalare il proprio ingresso registrandosi online sul portale https://www.einreiseanmeldung.de. Le uniche eccezioni all'obbligo di registrazione riguardano i casi di transito (in area a rischio o in Germania), i casi di ingresso dall'area di frontiera per meno di 24 ore o quelli di ingresso per trasporto di merci o persone. Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania si siano recati in aree a rischio devono inoltre rispettare (datti salvi i casi di esenzione) un periodo di quarantena di 10 giorni. Tale periodo di isolamento potrà essere interrotto in caso di risultato negativo ad un tampone, che potrà tuttavia essere effettuato soltanto a partire dal quinto giorno dopo l'ingresso nel Paese. Nelle ordinanze dei Länder sono previsti una serie di casi di esenzione da tale obbligo: l’esenzione può essere totale (ad esempio, è completamente esentato dalla quarantena chi fa ingresso per far visita a parenti di primo grado o al proprio compagno per meno di 72 ore) oppure parziale (nei casi di esenzione parziale, è necessario presentare un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso oppure sottoporsi a tampone all’arrivo e restare in quarantena fino all’esito negativo). Per tutte le informazioni sulle modalità di ingresso in Germania e sui casi di esenzione dall’obbligo di quarantena si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Berlino
Ucraina
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Dal 30 ottobre 2020 l’Italia e’ inserita nella "zona rossa", il che implica che chi fa ingresso in Ucraina dall’Italia deve:
- esibire un PCR test con esito negativo ricevuto non oltre le 48 ore dall’arrivo nel Paese;
oppure
- sottoporsi a PCR test all’arrivo nel Paese. In tal caso sara’ necessario scaricare l’applicazione per smartphone "Diy Vdoma (Agisci a casa)” e porsi in isolamento fiduciario sino alla ricezione della notifica dell’esito negativo del PCR test effettuato. Per scaricare ed utilizzare l’applicazione è necessario disporre di una SIM ucraina. Indicazioni su come scaricare ed utilizzare l’applicazione saranno fornite dalle Autorità di frontiera all’ingresso nel Paese. L’applicazione e’ dotata di un dispositivo di geolocalizzazione ed invia notifiche e richieste in ucraino;
oppure
- sottoporsi ad isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni da completare attraverso l’applicazione per smartphone "Diy Vdoma (Agisci a casa)";
oppure
- se non si intende scaricare l’applicazione "Diy Vdoma (Agisci a casa)" o non si rispettano i termini dell’isolamento fiduciario, si e’ tenuti a completare i 14 giorni di quarantena in una delle strutture all’uopo preposte dal Governo. 
I visitatori provenienti da Paesi "rossi" che possono dimostrare di aver trascorso i 14 giorni precedenti all'arrivo in Ucraina in Paesi "verdi" non saranno tenuti a seguire una delle procedure sopra descritte (non essendo previsto l’obbligo di isolamento fiduciario o di osservazione per chi arriva dai Paesi “verdi”). 
Sono esenti dall’obbligo di isolamento fiduciario o osservazione anche alcune categorie di viaggiatori in arrivo da una “zona rossa”, a meno che non vi sia motivo di credere che siano stati in contatto con persone positive al COVID-19. Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria della presente scheda.
Tutti i cittadini stranieri che entrano in Ucraina (ad eccezione dei titolari di permesso di soggiorno nel Paese), indipendentemente dalla provenienza da “zona verde” o “zona rossa”, devono comunque essere provvisti di una polizza assicurativa sanitaria che preveda esplicitamente la copertura Covid-19. Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria della presente Scheda (Avvertenze). 
La distinzione dei Paesi in “zona verde” e “zona rossa” e’ operata dalle Autorità ucraine, sistematicamente aggiornata in base all'evoluzione del quadro epidemiologico e consultabile al seguente link (solo in ucraino).
Si raccomanda pertanto di mantenere attentamente monitorato il link di cui sopra per verificare, soprattutto a ridosso del proprio viaggio in Ucraina, il collocamento dell’Italia nella lista dei Paesi della “zona verde” e della “zona rossa” prodotta da queste Autorità. Per ulteriori informazioni sul regime di ingressi, assicurazione e situazione sanitaria nel Paese si consiglia di consultare il portale del Gabinetto dei Ministri dedicato all'emergenza sanitaria  (in inglese); il sito del Ministero della Salute ucraino  (solo in ucraino) ed anche il sito Visit Ukraine (https://visitukraine.today/, in inglese). 
I collegamenti aerei diretti con l’Italia sono assai ridotti (diverse compagnie li hanno momentaneamente sospesi). Si raccomanda comunque a chiunque abbia già acquistato un biglietto aereo con qualsiasi provenienza e con destinazione o semplice transito in Ucraina, di verificare preventivamente con la compagnia aerea, quanto più possibile a ridosso della data prevista per l'imbarco, che il volo sia effettivamente confermato, in quanto i voli sono tuttora soggetti a cancellazioni. 
I collegamenti internazionali via terra sono ripresi gradualmente a partire dal 22 maggio 2020, restano comunque soggetti all’evoluzione della situazione epidemiologica e vanno presi in considerazione salvo verifica delle condizioni di ingresso/transito nei Paesi confinanti. Qui di seguito il link ad una mappa interattiva inerente alla situazione dei trasporti.
Svezia
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Attualmente non sussistono limitazioni all’ingresso in Svezia per tutti i cittadini di Paesi UE e Schengen o con permessi di soggiorno in corso di validità emessi da tali Paesi, mentre permangono limitazioni, fino al 22 dicembre, per viaggiatori provenienti da Paesi extra-UE.
Sono nuovamente chiuse, con poche eccezioni, le frontiere tra la Svezia e i vicini Paesi scandinavi. I lavoratori transfrontalieri svedesi che si recano in Norvegia dovranno ora sottoporsi ogni settimana ad un tampone per attestare la loro negatività al virus.
La situazione relativa ai collegamenti aerei con l’Italia sta lentamente tornado alla normalità, pur essendo ad oggi rari i collegamenti aerei diretti dalla Svezia con le compagnie SAS e Ryanair che volano sugli aeroporti di Milano Linate e Bergamo. Chi volesse partire può ancora utilizzare alcune rotte aeree con scalo negli aeroporti di Francoforte, Monaco, Parigi, Zurigo, Amsterdam e Vienna grazie a compagnie quali Lufthansa, AirFrance, SwissAir, KLM e Austrian Airlines che offrono collegamenti giornalieri da e verso la Svezia.
Per maggiori informazioni consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Stoccolma .
Le autorità locali invitano la popolazione ad adottare misure adeguate di prevenzione contro la diffusione del COVID-19. Le raccomandazioni prevedono il distanziamento sociale, l’evitare assembramenti e di utilizzare mezzi alternativi ai mezzi pubblici nelle orari di maggiore affollamento, ove possibile.
Con decorrenza dal 1 novembre sono diventati più rigorosi i controlli di polizia e autorità sanitarie sul rispetto dei limiti sopra citati e del distanziamento sociale.
Per maggiori informazioni, si raccomanda di visitare il sito web dell’Agenzia per la Salute Pubblica svedese, al link https://www.folkhalsomyndigheten.se/the-public-health-agency-of-sweden/ e la sezione sanitaria di questa scheda.
Nel caso in cui si sviluppino sintomi compatibili con COVID-19, le autorità locali raccomandano di contattare il numero utile nazionale +46 771 1177. Per informazioni sull’andamento del contagio da COVID-19 in Svezia, è disponibile il numero utile nazionale +46 77 33 113 13.
Per maggiori informazioni sui viaggi da e verso la Svezia, il Ministero degli Esteri locale ha messo a disposizione il seguente numero utile +46(0)8-4059200.
Svizzera
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Attualmente non vi sono restrizioni all’ingresso in Svizzera, né in caso di ingresso dall’Italia né dai Paesi UE e AELS (Islanda, Norvegia e Liechtenstein). È tuttavia in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che nei dieci giorni prima dell’ingresso in Svizzera abbiano soggiornato in uno Stato o in una regione considerata ad alto rischio di contagio. Si consiglia, prima di mettersi in viaggio, di consultare l’elenco delle aree ad alto rischio, disponibile sul sito ufficiale dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica.
Per tutte le persone che provengono da queste aree ad alto rischio o che vi hanno soggiornato nei precedenti 10 giorni, vige l'obbligo di quarantena all'ingresso in Svizzera. La procedura prevede che le persone sottoposte all'obbligo di quarantena si rechino direttamente al proprio domicilio o altra dimora (es. hotel) una volta arrivati in Svizzera, notificando l'ingresso all'autorità cantonale territorialmente competente e rimanendo ininterrottamente al domicilio scelto per 10 giorni. Resta comunque escluso dalla quarantena chiunque viaggi per motivi professionali. Viene abrogata anche la limitazione a cinque giorni per tali viaggi.
I collegamenti aerei e ferroviari tra Italia e Svizzera sono stati ripristinati. Si segnala tuttavia che alcune compagnie aeree stanno disponendo una riduzione dei voli. Easyjet ha disposto una riduzione dei voli nel mese di novembre, mantenendo le sole tratte Basilea-Catania (tre voli settimanali) e Basilea- Brindisi (due voli settimanali) con ripresa dei voli verso Napoli e Roma Fiumicino per il solo periodo natalizio. Alitalia annullera' una tratta a settimana dal 23 al 29 novembre (lasciando operativi quattro voli settimanali da Zurigo a Roma) mentre dal 30 novembre al 3 dicembre saranno soppresse due tratte (con tre voli a settimana operativi su Fiumicino).  
Anche le Ferrovie Federali Svizzere (FFS-SBB), d'intesa con Ferrovie dello Stato, hanno disposto la riduzione delle tratte internazionali tra Italia e Svizzera, per il periodo dal 9 novembre al 12 dicembre. Si rimanda, ad ogni utile fine, ai siti delle compagnie aeree e delle società di trasporti ferroviari per puntuali verifiche sull’operatività delle singole tratte.
In relazione alle misure interne adottate, si segnala in particolare l'obbligo di mascherina sui mezzi pubblici e su tutti i voli in ingresso e in partenza dalla Svizzera e, per il Cantone di Basilea Città, anche nei punti vendita, nei centri commerciali. 
Per dettagliate informazioni sulle misure adottate dal Paese a livello nazionale al fine di contenere la diffusione del contagio, si raccomanda di consultare la sezione Situazione Sanitaria di questa scheda, e il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Berna.
Italia
Con specifiche restrizioni in ingresso
Liechtenstein
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Il DPCM 3 novembre 2020 disciplina gli spostamenti da/per l’estero fino al 3 dicembre 2020, riprendendo e in parte modificando quanto previsto dalla normativa precedente. Anche questo Decreto individua alcuni elenchi di Paesi, per i quali sono previste differenti limitazioni:
A - San Marino e Città del Vaticano
B - PAESI UE (tranne i Paesi negli elenchi C e D), SCHENGEN, Andorra, Principato di Monaco
C - Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito
D- Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay:
E - Resto del mondo
F - Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Colombia
Per maggiori informazioni sulle limitazioni previste per ciascun elenco, consultare l’Approfondimento disponibile su ViaggiareSicuri. E’ disponibile anche un questionario, basato sulla normativa vigente in Italia. Il questionario ha carattere informativo, non ha valore legale e il risultato ottenuto non garantisce l’ingresso in Italia o nel Paese di destinazione: cliccare qui per visualizzarlo. 
Per i Paesi da/per i quali l’Italia non pone limitazioni, si raccomanda di consultare sempre la Scheda Paese su ViaggiareSicuri: le autorità locali potrebbero ancora mantenere restrizioni all’ingresso per i viaggiatori (anche provenienti dall’Italia)
Il DPCM 3 novembre 2020 pone limitazioni alla circolazione da/per alcune Regioni, individuate con Ordinanza del Ministro della Salute. Inoltre, singole Regioni potrebbero adottare ulteriori misure nei confronti di chi proviene da determinati Stati e territori esteri. Si raccomanda di verificare direttamente con le Regioni di destinazione.
 
Bielorussia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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In risposta all'emergenza sanitaria causata da COVID-19, le Autorità bielorusse hanno introdotto per i passeggeri in arrivo dall’Italia l’obbligo di isolamento fiduciario per 10 giorni.
I collegamenti aerei diretti con Roma e Milano sono regolarmente assicurati dalla compagnia di bandiera Belavia. Per maggiori informazioni su date e orari: https://en.belavia.by/. Sono invece state temporaneamente chiuse, in entrata in Bielorussia, le frontiere terrestri con Polonia, Lituania, Lettonia e Ucraina, eccetto che per gli auto-trasportatori.
Si rammenta che la normativa italiana in vigore prevede il rientro in Italia solo a determinate condizioni. Si raccomanda di prendere visione della normativa sul sito web www.governo.it e www.esteri.it.
Regno Unito
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Per i rientri/ingressi dal Regno Unito, si rimanda all'approfondimento di questo sito .
I viaggiatori in arrivo da Paesi considerati ad alto rischio di contagio COVID-19, tra cui l’Italia, devono osservare un isolamento fiduciario di 14 giorni per (https://www.gov.uk/uk-border-control). È inoltre richiesta la compilazione di un formulario online (https://www.gov.uk/provide-journey-contact-details-before-travel-uk) prima dell’ingresso nel Regno Unito, indicando 1) un indirizzo specifico dove sarà svolta la quarantena e 2) un numero telefonico al quale i viaggiatori siano contattabili. Solo i viaggiatori in transito nell’area sterile (airside) dell’aeroporto e altre limitate categorie sono esentati. Sarà possibile il pick-up presso l’aeroporto, stazione o porto di arrivo da parte di familiari o amici. I trasporti pubblici dovrebbero essere utilizzati solo in mancanza di alternative, indossando qualcosa che copra naso e bocca e stando ad almeno 2 metri di distanza dagli altri.
E’ possibile tuttavia rimanere in UK per un periodo inferiore ai 14 giorni, ma per tutta la durata del soggiorno, è necessario conformarsi alla procedura dell'auto-isolamento. Per maggiori informazioni si rimanda a questo sito, dove sono altresì indicate le categorie esenti dall’autoisolamento.
Dal 15/12/20: la durata dell’isolamento precauzionale per i viaggiatori in arrivo da Paesi esteri a rischio potrà essere ridotto da 14 a 5 giorni qualora si soddisfino le seguenti condizioni (https://www.gov.uk/government/news/test-to-release-england-introduces-testing-strategy-for-international-arrivals): 1) indicazione della volontà di sottoporsi ad un test diagnostico sul formulario “travel locator form” o al momento dell’arrivo nel Regno Unito o successivamente, attraverso la compilazione di un formulario retrodatato; 2) completamento di cinque giorni di auto-isolamento; 3) svolgimento di un test presso il proprio domicilio o presso un centro medico privato (utilizzando una lista di fornitori a pagamento accreditati e NON il servizio sanitario britannico); 4) risultato negativo del test.
Per viaggi con destinazione finale nel Regno Unito ma al di fuori dell’Inghilterra, si prega di fare riferimento alle indicazioni diramate dalle regioni autonome del Galles, dell’Irlanda del Nord e della Scozia o dalle autorità delle Isole del Canale (Guernsey e Jersey) e dell’Isola di Man, che possono variare anche significativamente dalle norme inglesi.
Le regioni autonome limitano gli ingressi dal resto del Regno Unito per finalità specifiche, elencate sui rispettivi siti web, ma la libera circolazione sull’intero territorio britannico sarà ripristinata dal 23 al 27 dicembre https://www.gov.uk/government/news/uk-wide-christmas-arrangements-agreed-by-the-uk-government-and-the-devolved-administrations in occasione del Natale.
Per quanto riguarda le misure restrittive volte a contenere la diffusione del virus, si rimanda alla sezione Situazione sanitaria di questa scheda.
Irlanda
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Il Governo ha disposto il passaggio di tutta l’Irlanda al livello 5 del Piano COVID-19 a partire da giovedì 22 ottobre, per un periodo di sei settimane. Ciò comporta la chiusura di attività e servizi commerciali ad eccezione di quelli essenziali, incisive limitazioni delle attività sociali, culturali e ricreative e l’invito a rimanere presso la propria abitazione, con il divieto degli spostamenti oltre i 5 km dalla propria abitazione, ad esclusione di quelli per motivi di lavoro, istruzione e altri motivi essenziali. Le scuole restano aperte.
L’elenco completo delle restrizioni è disponibile alla seguente pagina: https://www.gov.ie/en/publication/2dc71-level-5/
L’elenco delle attività commerciali essenziali è disponibile alla seguente pagina: https://www.gov.ie/en/publication/60ecc-essential-retail-outlets-for-level-4/
L’elenco dei servizi essenziali è disponibile alla seguente pagina: https://www.gov.ie/en/publication/c9158-essential-services/
Tutti i viaggiatori in arrivo in Irlanda sono obbligati a mettersi in auto-isolamento per 14 giorni in luogo chiuso, evitando i contatti con altre persone. All’ingresso in Irlanda, è prevista la compilazione di un modulo che il servizio sanitario HSE potrà utilizzare per eventuali controlli. Sono esentati dall’obbligo di autoisolamento i viaggiatori provenienti dai paesi compresi in un apposito elenco, che viene rivisto settimanalmente. A partire dal 12 ottobre e fino a nuovo aggiornamento, nessun Paese è incluso nella lista verde. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti relativi alla lista verde, si prega di visitare la seguente pagina: https://www.dfa.ie/travel/
Sono esentati dall’autoisolamento anche i viaggiatori in transito, quelli provenienti dall’Irlanda del Nord, e gli addetti ai servizi essenziali di trasporto internazionale (piloti, autotrasportatori, lavoratori marittimi).
Poiché queste misure sono suscettibili di cambiamenti con scarso preavviso, si raccomanda di consultare direttamente l’approfondimento del Governo irlandese sulla situazione Coronavirus e sulle misure adottate nei confronti dei viaggiatori, al link: https://www.gov.ie/en/campaigns/c36c85-covid-19-coronavirus/.
I collegamenti aerei diretti con l’Italia (Ryanair e Aer Lingus) sono stati parzialmente ripristinati. Si raccomanda in ogni caso di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento e, nel caso di rientro in Italia dall’estero, di prendere visione della normativa vigente, tramite il sito www.governo.it o www.esteri.it, nonché di consultare l’approfondimento di questo sito web.
Asia
34 Countries
Myanmar
Allentamento delle restrizioni programmato
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In considerazione dell’emergenza sanitaria globale causata da COVID-19, si sconsigliano tutti i viaggi in Myanmar. Le Autorità birmane hanno sospeso il rilascio dei visti ai cittadini stranieri. È vietato l’atterraggio di qualsiasi volo commerciale, sono consentiti solo voli umanitari e di soccorso. È altresì in vigore il divieto di ingresso attraverso i valichi di frontiera terrestri per tutti i cittadini stranieri. Tali provvedimenti sono in vigore fino al 31 dicembre 2020 ed è possibile che vengano prorogati.
Le Autorità birmane hanno disposto che, al momento dell’imbarco su un volo speciale diretto in Myanmar, sarà necessario esibire un certificato medico, rilasciato non oltre 72 ore prima della partenza, che dimostri di non essere affetti da Covid-19. All’arrivo si verrà sottoposti a misure di quarantena per 21 giorni presso strutture sanitarie birmane, cui farà seguito un ulteriore periodo di 7 giorni da trascorrere presso la propria dimora. Per ulteriori dettagli, si consiglia di contattare l’Ambasciata del Myanmar competente per Paese di residenza.
Il governo ha inoltre disposto l’obbligo, per chiunque voglia recarsi nella capitale del Myanmar, Nay Pyi Taw, di osservare due settimane di quarantena preventiva presso la propria abitazione e di sottoporsi al test per il Covid-19. Tale test sarà a carico del viaggiatore se l’interessato si reca per propri motivi nella capitale; se invece viene invitato dal governo birmano, il pagamento del test Covid-19 è a carico delle autorità birmane.
In casi eccezionali (quali missioni ufficiali urgenti o per ragioni stringenti, anche di lavoro o affari), le Autorità birmane potranno applicare deroghe alle disposizioni sopra descritte riducendo i tempi dell’isolamento fiduciario (una settimana presso la propria abitazione nel Paese di provenienza e due settimane in Myanmar così ripartite: una in una struttura sanitaria birmana e un’altra presso la propria dimora). Sarà comunque necessario esibire prima della partenza il certificato medico che dimostri di non essere affetti da Covid-19 e, una volta in Myanmar, al termine del periodo di quarantena si sarà sottoposti nuovamente al test per il Coronavirus. Al fine di ottenere tale deroga, occorre prendere contatto con l’Ambasciata del Myanmar competente per Paese di residenza.
Il Ministero della Salute e dello Sport del Myanmar ha introdotto un numero di emergenza dedicato al Covid-19: 0095673420802.
Per informazioni sulle misure introdotte a livello locale consultare la sezione sanitaria di questa scheda.
Per informazioni su Covid-19, consultare il Focus Coronavirus sulla homepage di questo sito web.
 
Mongolia
Allentamento delle restrizioni programmato
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A partire dall’11 novembre sono stati rilevati, in Mongolia, casi di COVID nelle province ai confini con la Russia e nella capitale. Sono attualmente in atto, fino al 10 dicembre, misure di particolare cautela: i voli interni e internazionali programmati fino a tale data sono sospesi. Non verranno pertanto rilasciati visti dalle Ambasciate Mongole all’estero per tale periodo. Rimane interdetto il traffico internazionale ferroviario e viario di passeggeri verso la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese, unici confinanti del Paese.
E’ sospesa l’organizzazione di manifestazioni commerciali, fieristiche, sportive e culturali. Gli Istituti di Istruzione di qualsiasi grado sono chiusi.
E’ ripristinata la quarantena di tre settimane di isolamento in strutture protette, seguite da due settimane di confinamento domiciliare.
Nelle città, i movimenti non essenziali – a piedi o in macchina - sono sconsigliati, fuorché nelle fasce orarie dalle 7 alle 10 del mattino e dalle 17 alle 20 del pomeriggio.
In base alle ultime decisioni delle autorità governative, il traffico merci è ritornato ad essere regolare. Sono aperti i negozi e i supermercati, i distributori di benzina e di gas, ospedali, farmacie, le corti giudiziarie, i notai, le manifatture e i servizi essenziali.
Sono per contro soggette a particolari misure restrittive le province in cui sono stati registrati i primi casi di COVID: Selenge, Arkangai, Darkhan-Uul, Orkhon, Dornogobi e Gobisumber.
Coloro che si trovino nel Paese ed abbiano necessità di prolungare il visto possono contattare l'Agenzia per l'Immigrazione della Mongolia (Tel. +976 1800 1882 o +976 9314 1009).
Nepal
Allentamento delle restrizioni programmato
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Continuano a registrarsi casi di COVID-19 anche in Nepal, in particolare nella valle di Kathmandu. Anche se sono stati riattivati alcuni voli internazionali, l’accesso al Paese e’ limitato ad alcune specifiche categorie di individui, ed i visti turistici e per affari non sono al momento rilasciati.
Si raccomanda di seguire le indicazioni delle Autorità locali e di segnalare la propria presenza in Nepal all’indirizzo [email protected]
 
 
India
Allentamento delle restrizioni programmato
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La situazione epidemiologica del COVID-19 è in deterioramento nel Paese. Si invita a rispettare la distanza di sicurezza tra le persone, evitare assembramenti, osservare le misure igienico-sanitarie di prevenzione del contagio e attenersi alle disposizioni delle autorità locali, tra le quali spicca l’obbligo di indossare la mascherina protettiva in tutti i luoghi pubblici, sia all’aperto che al chiuso.
In caso di positività al COVID-19, si invita a prendere immediato contatto con l'Ambasciata a New Delhi o i Consolati Generale di Calcutta e Mumbai, a seconda della zona del Paese in cui ci si trova.
In ogni caso si invitano i connazionali temporaneamente presenti in India a segnalare con urgenza la propria presenza all’Ambasciata d’Italia a New Delhi o ai Consolati Generali a Mumbai e a Calcutta, a secondo della zona del Paese in cui ci si trova.
Misure che restringono le attività commerciali e sociali (“Lockdown”)
Il Governo indiano sta attenuando i provvedimenti restrittivi inizialmente decretati con il “Lockdown” del 25 marzo scorso, riaprendo in modo graduale, e a esclusione delle Zone di contenimento della pandemia individuate dal Governo indiano, la maggior parte delle attività economiche precedentemente interrotte. 
La circolazione delle persone all’interno degli Stati indiani e tra Stati indiani è comunque sempre consentita e non sono richiesti permessi.
Voli internazionali
La sospensione dei voli internazionali da e per l’India è estesa fino al 31 dicembre 2020: la mobilità aerea internazionale è assicurata solo da voli speciali. Di conseguenza, i regolari voli commerciali dall’India per l’Italia non sono attualmente operativi e per raggiungere l’Italia dall’India è tendenzialmente necessario servirsi di voli con scalo. Nelle more della riapertura almeno parziale del traffico aereo internazionale di linea, sono recentemente stati autorizzati dei “corridoi” che consentono a Lufthansa e AirFrance/KLM di operare tra l’India e l’Europa. Le linee aree in questione gestiscono alcuni voli a settimana in partenza da Delhi, Mumbai e Bangalore. Si invitano pertanto i connazionali interessati a viaggiare anche durante la sospensione del traffico aereo internazionale di linea a prendere direttamente contatto con le predette linee aeree.
Voli nazionali
I voli interni sono stati ripristinati selettivamente a partire dal 25 maggio 2020. Non è necessario ottenere alcuna autorizzazione o permesso per spostarsi in aereo all’interno del Paese. L’accesso all’aerostazione è consentito mostrando il biglietto aereo per la destinazione finale e il passaporto. Ai fini dell’accesso in aeroporto le Autorità indiane raccomandano che i passeggeri attivino sul proprio cellulare l’applicazione di tracciamento gratuita Aarogya Setu.
All’arrivo nella città di destinazione, tuttavia, i viaggiatori possono essere soggetti a quarantena, stabilità dalle Autorità statali o municipali. Per questa ragione si suggerisce, prima di mettersi in viaggio, di verificare la sussistenza di tali eventuali restrizioni all’arrivo.
Per maggiori informazioni sui voli nazionali, le tariffe in vigore e gli orari disponibili, si invitano i connazionali a consultare le compagnie aeree interessate.
Visti di ingresso
Il 21 ottobre scorso le Autorita’ indiane hanno ripristinato la validita’ di tutte le categorie di visto in corso di validita’, ad eccezione dei visti turistici e medici nonche’ di quelli rilasciati in formato elettronico (e-Visa).
Per elementi dettagliati e aggiornati in merito a quanto sopra si consiglia di far riferimento al sito internet dell’Ufficio immigrazione indiano (Bureau of Immigration: https://boi.gov.in) e di prendere contatto diretto con l’Ambasciata indiana a Roma o il Consolato Generale indiano a Milano.
Quanti abbiano titolo all’ingresso in India devono essere anche in possesso di un certificato di negatività al CoViD19 rilasciato a seguito di test tampone naso-faringeo eseguito nei 3 giorni precedenti l’arrivo nel Paese.
Almeno 72 ore prima dell’arrivo, i passeggeri dovranno compilare un’auto-dichiarazione sul portale www.newdelhiairport.in (sezione Air Suvidha in alto a destra nella homepage). Nel registrarsi, dovranno impegnarsi a sottoporsi a 7 giorni di quarantena istituzionale obbligatoria da trascorrere nelle strutture indicate dalle Autorità locali, le cui spese sono a carico del cittadino straniero, seguiti da 7 giorni di isolamento fiduciario domestico.
I passeggeri possono fare istanza di esenzione dalla quarantena e dall’isolamento fiduciario domestico mediante presentazione di un certificato di negatività al Covid-19 a seguito di test RT-PCR (tampone) che andrà eseguito entro le  72 ore precedenti il viaggio. Il certificato andrà caricato sul citato portale. Qualora le autorità indiane concedano l’esenzione, i passeggeri saranno tenuti ad osservare 14 giorni di auto-monitoraggio sanitario.
I connazionali che si trovino in India con un visto non più valido, o che abbiano superato il tempo massimo di permanenza consecutiva permessa, sono autorizzati dalle Autorità indiane a restare nel Paese per un massimo di 30 giorni successivi alla formale ripresa dei voli internazionali commerciali di linea. Fino ad allora è dunque consentito rimanere sul territorio nazionale indiano, senza incorrere in sanzioni o dovere pagare multe. Si potrà chiedere l’emissione di un exit permit, presentando la domanda sul sito web di FRRO.
 
Bangladesh
Con specifiche restrizioni in ingresso
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A seguito dell'ondata di manifestazioni islamiste di protesta antifrancesi che si sono succedute nei giorni scorsi in Bangladesh e in vista di possibili altre dimostrazioni, preannunciate da gruppi islamisti, si invitano i connazionali ad adottare la massima cautela negli spostamenti, evitando i luoghi affollati, principalmente a Dhaka e a Chattogram (Chittagong) e si raccomanda di seguire le indicazioni delle autorità locali.
In caso di emergenza contattare l'Ambasciata al cellulare di reperibilità 008801730374000.
Corea del Sud
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Si raccomanda di esercitare cautela e di seguire le indicazioni delle autorità locali negli spostamenti in territorio sudcoreano, in ragione della persistenza, sebbene su scala ridotta, del COVID-19 in Corea del Sud. Per maggiori informazioni, consultare la sezione Situazione Sanitaria di questa scheda.
Le autorità sudcoreane hanno disposto, a partire dal 1 aprile, la quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo nel Paese.
Di conseguenza, tutti i passeggeri in arrivo, a prescindere dalla cittadinanza e dalla regione di provenienza, saranno soggetti ad isolamento obbligatorio di 14 giorni. Coloro che non hanno una residenza in Corea dovranno auto-isolarsi nelle strutture indicate dalle autorità di immigrazione per 14 giorni al costo totale di ca 2.000.000 Won coreani (pari a 1.400 Euro al tasso di cambio odierno), da pagare all’ingresso nel Paese. Sono previste eccezioni alla quarantena per visti diplomatici e nel caso di viaggi d’affari e per motivi accademici o umanitari previo ottenimento di un apposito certificato da parte dell’Ambasciata coreana, unica autorità  competente al rilascio del visto d’ingresso.
Al momento, non sono soggetti alla quarantena coloro che rimangono esclusivamente nell’area transiti dell’aeroporto internazionale di Incheon ma, una volta abbandonata tale area, anche soltanto per prelevare il proprio bagaglio, tutti i passeggeri saranno sottoposti alla quarantena. All'aeroporto internazionale di Incheon saranno effettuati controlli della temperatura dei passeggeri per tutti i voli in partenza a partire da lunedì 9 marzo. Le compagnie aeree Alitalia, Korean Air e Asiana hanno sospeso i voli diretti tra Italia e Corea del Sud. Si raccomanda di verificare direttamente con la compagnia aerea di riferimento l’operatività del proprio volo.
E’ sospesa la validità dei visti rilasciati prima del 5 aprile 2020. Tutti coloro che devono entrare in Corea del Sud dovranno essere dotati di apposito visto d’ingresso. Dal 13 aprile è necessario il visto anche per soggiorni di durata inferiore ai 90 giorni.
Tra le misure adottate per contrastare la diffusione di COVID-19, le autorità coreane hanno disposto che, dal 1 giugno, i possessori di visti di lungo periodo dovranno ottenere un permesso di re-ingresso per poter rientrare nella Repubblica di Corea.
Per maggiori informazioni, si raccomanda di consultare la sezione Informazioni Generali (per informazioni sul visto d’ingresso da richiedere tassativamente all’Ambasciata sudcoreana a Roma o al Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano), la sezione Sicurezza Sanitaria e la sezione Mobilità di questa Scheda e il sito dell’Ambasciata d’Italia a Seoul www.ambseoul.esteri.it.
Cambogia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Le Autorità cambogiane hanno confermato che non è più vietato, per i cittadini italiani, fare ingresso nel Paese.
Si può entrare in Cambogia se muniti di visto come da normativa precedente alla pandemia. Il visto deve essere richiesto esclusivamente presso le Ambasciate del Regno di Cambogia. Nel caso dell’Italia, è competente l’Ambasciata cambogiana a Parigi. Non è invece più possibile richiedere il visto in frontiera o fare domanda di visto online.
Secondo quanto comunicato dalle Autorità cambogiane, è tuttavia obbligatorio essere in possesso di un certificato medico che attesti la negatività al COVID19, rilasciato non più di 72 ore prima del viaggio ed avere sottoscritto la seguente polizza sanitaria https://www.forteinsurance.com/covid-19-insurance/
All’arrivo in Cambogia, le Autorità di frontiera accompagneranno la persona interessata in apposite strutture governative dove verrà somministrato un test COVID. Gli interessati dovranno rimanere nella struttura designata per 14 giorni di quarantena. Al tredicesimo giorno le Autorità sanitarie locali sottoporranno ciascun passeggero ad un nuovo test. Le Autorità cambogiane hanno riferito che, all’arrivo in aeroporto, bisogna depositare una cauzione di 2.000 USD, che verrebbe usata, fra l’altro, per coprire le spese della quarantena; l’eventuale residuo verrebbe restituito entro tre giorni dalla fine della quarantena.
Per quanto riguarda i collegamenti aerei con l’Italia, a seguito della sospensione dei voli diretti, al momento è possibile rientrare facendo scalo a Seoul (Corea del Sud), da dove si può proseguire tramite altri scali. Per maggiori informazioni, consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Seoul. Alcune compagnie aeree (EVA Air, China Airlines e Singapore Airlines) collegano attualmente la Cambogia con l’Europa tramite Taipei e Singapore, ma si invita a controllare direttamente con la compagnia la possibilità e le condizioni del transito aeroportuale, dal momento che questi collegamenti sono ancora piuttosto irregolari.
 
Georgia
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
I cittadini italiani e i titolari di un permesso di soggiorno permanente provenienti dall’Italia che, al momento dei controlli alla frontiera, presenteranno un esame PCR con esito negativo effettuato nell’arco delle 72 ore precedenti l’arrivo in Georgia, potranno fare ingresso nel Paese, a condizione di sottoporsi ad autoisolamento per un periodo pari ad 8 giorni.
In caso di mancata presentazione del test PCR negativo, sarà necessario sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 8 giorni a spese del viaggiatore, presso una struttura indicata dalle autorità georgiane. Al termine del periodo suddetto, ai viaggiatori sarà effettuato (sempre a proprie spese) un test PCR, che in presenza di esito negativo comporterà, nel corso 9º giorno dall’ingresso del Paese, la possibilità di allontanarsi dalla struttura ove si svolge la quarantena.
Vigono le medesime prescrizioni anche in relazione ai cittadini e titolari di un permesso di soggiorno permanente dei seguenti Paesi: Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Grecia, Svezia, Croazia, Cipro, Slovenia, Islanda.
Tali regole non si applicano agli studenti internazionali, i quali saranno in ogni caso tenuti a presentare un documento che confermi un esame PCR negativo effettuato nell’arco delle 72 ore precedenti l’arrivo in Georgia, e saranno inoltre sottoposti ad una quarantena obbligatoria di 12 giorni, a proprie spese. Ulteriori Informazioni circa le condizioni di ingresso degli studenti stranieri in Georgia sono disponibili qui.
Fanno eccezione al regime ordinario di isolamento / quarantena dopo l’ingresso in Georgia le seguenti categorie: 1) membri di delegazioni ufficiali di Paesi stranieri e Organizzazioni Internazionali in visita ufficiale; 2) cittadini e titolari di permesso di soggiorno permanente di Germania, Francia, Lettonia, Lituania ed Estonia, laddove provengano con volo diretto da tali Paesi. In tale ultimo caso, i viaggiatori dovranno comunque presentare un certificato di esame PCR condotto nell’arco delle 72 ore precedenti all’ingresso in Georgia, oltre a compilare un apposito modulo di viaggio.
Per i viaggiatori provenienti da Paesi diversi da quelli elencati, permane il divieto di ingresso.
 
Cina
Con specifiche restrizioni in ingresso
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È temporaneamente sospeso l’ingresso in Cina per i cittadini residenti in Italia in possesso dei visti e permessi di soggiorno cinesi rilasciati fino al 3 novembre, come indicato al link dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. Tale sospensione non si applica ai titolari dei visti diplomatici, di servizio, di cortesia, di tipologia “C” e dei visti rilasciati dal 3 novembre 2020 in poi. I cittadini stranieri che devono recarsi in Cina per motivi di estrema necessità e urgenza possono richiedere i visti all’Ambasciata e Consolati Generali della Cina in Italia (Milano e Firenze).
Le autorità della Repubblica Popolare Cinese hanno stabilito che a partire dal 28 agosto 2020 i cittadini non cinesi che si recano in Cina – oltre al visto - devono presentare al momento dell’imbarco il risultato negativo di tampone per Covid-19.
Dal 4 novembre al risultato del test del tampone si dovrà aggiungere anche quello del test sierologico. Tali test dovranno essere svolti non più di 48 ore prima del volo. Entrambi i risultati dei test dovranno essere accompagnati dalla dichiarazione di salute vidimata dalle Autorità consolari cinesi, ottenibile attraverso una apposita app da scaricare sul proprio apparecchio mobile ed eseguendo le procedure indicate dall’Ambasciata cinese in Italia al seguente link - http://it.china-embassy.org/ita/lstz/t1831564.htm.
Dal 30 novembre le Autorità consolari cinesi rilasceranno il codice sanitario solo ai passeggeri in partenza dall'Italia con un volo diretto verso la Cina e non rilasceranno tale codice a coloro che transiteranno attraverso un Paese terzo. Le stesse Autorità hanno invitato ad utilizzare voli diretti .
Per maggiori informazioni, visitare il sito dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia.  
Le Autorità hanno introdotto l’obbligo di osservare 14 giorni di quarantena presso la propria dimora o presso punti di isolamento (alberghi o strutture dedicate) per tutti coloro che sono in arrivo dall’estero. Si raccomanda di visitare i siti web della rete consolare per informazioni specifiche sui regimi di quarantena nelle singole località. I siti web della rete consolare italiana in Cina sono indicati nella sezione Informazioni Generali di questa Scheda.
E’ stata rimossa la sospensione dei voli diretti tra Italia e Cina. Italia e Cina sono ora collegate direttamente da un solo volo a settimana, servito dalla compagnia aerea NEOS SpA. Sono al momento molto limitate le frequenze dei voli di collegamento della Cina con l’estero.
Macao
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Dal 25 marzo è proibito l'ingresso a Macao ai cittadini stranieri non residenti (residenti permanenti).
Dal 4 settembre ai residenti permanenti di Macao, Hong Kong, Taiwan e Cina Continentale sono applicate le seguenti condizioni:
L’ingresso è vietato se nei 14 giorni precedenti l’arrivo a Macao hanno visitato un Paese straniero.L’ingresso è consentito se nei 14 giorni precedenti sono stati a Hong Kong e presentano un certificato di negatività al test Covid19 (acido nucleico) rilasciato nelle 24 ore precedenti l’ingresso a Macao   resta comunque obbligatoria la quarantena di 14 giorni in un centro designato dalle autorità locali;Se sono stati a Taiwan e presentano un certificato di negatività al test Covid 19 (acido ribonucleico) rilasciato nei 7 giorni precedenti l’ingresso a Macao, sempre con quarantena obbligatoria di  14 giorni in un centro designato dalle autorità locali;Se sono stati in Cina Continentale e presentano un certificato di negatività al test Covid19 (acido nucleico) rilasciato nei 7 giorni precedenti l’ingresso a Macao.Restano sospesi i servizi di collegamento via mare tra Macao e l’aeroporto internazionale di Hong Kong, che risulta accessibile da Macao solo attraverso il ponte Hong Kong – Zhuhai – Macao.
La linea aerea di Macao “Air Macao” ha riattivato le rotte aeree su Taiwan e Seoul.
Per ulteriori informazioni consultare questo sito.
Maldive
Con specifiche restrizioni in ingresso
Più info
Il Governo delle Maldive ha riaperto le frontiere del Paese a partire dal 15 luglio, ma, a partire dal 25 agosto, a causa dell’aumento dei casi nella zona, ha annunciato - fino a nuovo avviso – alcune restrizione nella regione di “Greater Malè  (nelle isole di Male’, Hulhulmale’ e Villingili), dove il movimento dei veicoli sarà interdetto fra le 20:00 e le 5:00 e sarà applicato il coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00.
Poiché tali disposizioni potrebbero variare con scarso o nessun preavviso, si suggerisce sempre di monitorare la situazione sul sito Viaggiare Sicuri e sui siti istituzionali delle Maldive.
Le procedure per l’ingresso dei cittadini stranieri (per motivi di turismo) restano le stesse in vigore precedentemente alla chiusura delle frontiere per la diffusione del COVID-19 (visto ingresso obbligatorio). 
Le Autorità Maldiviane hanno annunciato, tuttavia, che, a partire dal 10 settembre, sarà necessario presentare anche un PCR test (tampone COVID) dall’esito negativo per poter fare ingresso nel Paese.
Per maggiori dettagli è consultabile la Guida per la Ripartenza del Turismo nelle Maldive, pubblicata dal Ministero del Turismo di Male’ e disponibile sul sito web dell’Ambasciata d’Italia in Colombo.
Permane il divieto di ingresso e attracco e sbarco per le navi da crociera, yachts e barche safari.
Si ricorda che il DPCM 3 novembre 2020 non consente spostamenti per turismo verso i Paesi inclusi nell’elenco E dello stesso DPCM, che comprende anche le Maldive, e che, per i rientri dalle Maldive, al momento, continua ad essere prevista la quarantena fiduciaria di 14 giorni presso la propria abitazione.
 
Kazakistan
Con specifiche restrizioni in ingresso
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A causa del progressivo peggioramento della situazione epidemiologica registratosi nel Paese nelle ultime settimane, le Autorità locali hanno ripristinato alcune misure di quarantena in diverse città, quali ad esempio il divieto di assembramenti e di riunioni, la chiusura nei fine settimana dei centri commerciali, limitazioni alla capacità e agli orari di apertura di ristoranti, bar, teatri e cinema ed il divieto di circolazione notturna se non per motivi di urgenza e necessità.
1. E' sospesa fino al 1 maggio 2021 la norma che consentiva ai cittadini di 57 Paesi, compresa l’Italia, di poter entrare e soggiornare in Kazakhstan fino a un massimo di 30 giorni senza obbligo di visto. Per il periodo in questione, è dunque previsto l’obbligo di visto per l'ingresso a qualsiasi titolo nel Paese.
2. Le frontiere  kazake continuano a rimanere di fatto chiuse per i cittadini italiani, ad eccezione di alcune  specifiche categorie titolari di passaporto diplomatico in servizio nel Paese (e relativi familiari conviventi); titolari di permessi di residenza; familiari di primo grado di cittadini kazaki residenti nel Paese; membri di equipaggi aerei, ferroviari e autotrasportatori in servizio; membri di delegazioni  governative ufficiali   o  rappresentanti di imprese  in possesso di  espressa autorizzazione rilasciata dalla  commissione interministeriale ad hoc  istituita dal Governo kazako.
3. Tutti i viaggiatori provenienti dall'estero sono tenuti ad esibire un certificato che attesti la negatività al Covid-19 a seguito di Test (molecolare) PCR effettuato a mezzo di tampone naso-faringeo nelle 72 ore precedenti all'ARRIVO in Kazakhstan. L'esibizione del certificato e' peraltro   richiesta al momento dell'imbarco nell'aeroporto di partenza.
4. Le autorità kazake hanno inoltre introdotto una norma che prevede, per i cittadini stranieri titolari di permesso di residenza in quanto familiari di cittadini kazaki, la possibilità di fare un solo ingresso nel Paese ogni 90 giorni (e non più ogni 30 giorni come in precedenza). Per maggiori dettagli, si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Nur-Sultan. 
Kirghizistan
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Il governo kirghiso ha adottato un provvedimento che ripristina, a partire dal 28 agosto 2020, la possibilità per i cittadini 31 paesi, tra cui l’Italia, di fare ingresso in Kirghizistan e di soggiornarvi fino ad un massimo di 60 giorni senza necessità di visto di ingresso.
L'ingresso nel paese è subordinato alla presentazione all’arrivo del certificato di negatività al test per coronavirus (tampone) eseguito non oltre 72 ore prima del viaggio.
Soggiorni di più lunga durata sono previsti per i cittadini italiani muniti di permesso di lavoro o di residenza, per i familiari conviventi di cittadini kirghisi residenti nel paese e per gli studenti regolarmente iscritti presso università kirghise.
Risultano riattivati alcuni collegamenti aerei internazionali con la Turchia e la Russia.
Giappone
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Come noto, è stata sospesa la validità dei visti emessi da Consolato e Ambasciata giapponese in Italia (ovvero l’etichetta incollata nel passaporto che serve per il primo ingresso in Giappone) dalle 23.59 del 20 marzo. Pertanto, chi ha ottenuto il Japan Visa da Consolato/Ambasciata giapponesi entro il 20 marzo e non è ancora entrato in Giappone, dal 21 marzo non potrà più utilizzarlo a tal fine e dovrà richiedere un nuovo visto. Sempre dal 20 marzo sono, altresì, sospese tutte le esenzioni di visto, quindi per qualsiasi viaggio in Giappone, a qualunque titolo, occorre richiedere il visto presso le Rappresentanze giapponesi in Italia. Si ricorda che dal 27 marzo è in vigore un divieto temporaneo di ingresso per coloro che, prima dell’arrivo in Giappone, siano stati in uno dei Paesi elencati di cui al seguente link: https://www.mofa.go.jp/ca/fna/page4e_001053.html
Tutti i cittadini stranieri titolari di una Residence Card in corso di validità potranno fare rientro in Giappone. Quale requisito per rientrare in Giappone è obbligatoriamente richiesto un certificato di tampone PCR negativo effettuato entro le 72 ore dalla partenza del volo;
Si segnala che tale certificato deve essere compilato e firmato sul modulo richiesto dalle autorità giapponesi. Se il richiedente non riesce a trovare un'istituzione medica che accetti tale formato, è ammesso un documento in un formato opzionale ma con tutte le informazioni richieste in inglese, in quanto l'omissione di una qualsiasi delle informazioni elencate può comportare il rifiuto dell'autorizzazione all'ingresso in Giappone.
Si raccomanda di leggere con attenzione la Circolare del Ministero della Giustizia di riferimento (http://www.moj.go.jp/content/001327551.pdf) seguendo in particolare tutte le indicazioni riportate in merito ai moduli previsti per la certificazione dei test di negatività da COVID-19.
Per maggiori dettagli si rimanda al sito del Ministero degli Affari Esteri del Giappone (https://www.mofa.go.jp/ca/fna/page4e_001074.html) , nonché al sito dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo.
Nota Bene: Al momento dell'arrivo in aeroporto le Autorità giapponesi, oltre a prendere visione del test effettuato all'estero entro le 72 ore dalla partenza del volo, effettueranno sul posto un test salivale. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato del test (3 ore circa). Quanti risulteranno negativi al COVID-19 potranno lasciare l'aeroporto con propri mezzi (resta infatti vigente il divieto di utilizzare mezzi pubblici) e dovranno osservare l'obbligatoria quarantena (auto-isolamento fiduciario) di 14 giorni presso l'indirizzo di residenza/domicilio che dovrà essere notificato al momento dell'arrivo alle richiedenti Autorità giapponesi. Quanti risulteranno positivi dovranno osservare i protocolli sanitari che verranno indicati dalle competenti Autorità giapponesi (protocolli che possono prevedere sistemazioni temporanee ovvero ricoveri, a seconda della gravità della situazione clinica, presso alberghi/strutture sanitarie ad hoc).
A partire dal 1° ottobre 2020, possono richiedere il visto d'ingresso alle autorità diplomatico-consolari giapponesi all'estero quanti abbiano già uno status di residenza riconosciuto ma non abbiano ancora un visto (ad esempio per motivi di studio o lavoro) e quanti intendano effettuare brevi visite d'affari, a condizione l’azienda invitante o altro ente/soggetto garantisca e assicuri che il richiedente rispetti le misure di isolamento fiduciario previste dall'ordinamento locale (14 giorni) e tutti i protocolli sanitari vigenti. Per maggiori dettagli sulle procedure consultare la sezione Situazione sanitaria di questa scheda.
A partire dal 1 novembre i titolari di Residence Card che intendano lasciare il Paese per brevi viaggi d’affari (non oltre i 7 giorni, esclusi eventuali periodi di quarantena all’estero) potranno essere esentati, al rientro in Giappone, dall’obbligo di autoisolamento previsto per gli altri casi (14 giorni). Verrà ad ogni modo effettuato un test salivale all’arrivo in aeroporto. Anche in caso di test negativo resta vigente il divieto di utilizzo di mezzi pubblici e sarà obbligatoria l’installazione di un’apposita “applicazione” tesa a monitorare gli spostamenti per 14 giorni. È inoltre condizione necessaria la esibizione di una “letter of pledge”, firmata dall’azienda/ente dove l’interessato/a lavorano che conferma le esigenze lavorative del viaggio all’estero nonché gli impegni a rispettare le disposizioni previste dalle autorità sanitarie giapponesi.
I visti per turismo continuano ad essere sospesi sino a diversa determinazione da parte delle competenti autorità del Giappone.
Situazione voli: In esito alle sempre più stringenti misure restrittive relative all'ingresso di cittadini stranieri nel Paese, la maggior parte dei voli tra il Giappone e altri Paesi, in particolare Europei, sono stati sospesi o cancellati. I voli diretti da/per l’Italia operati da Alitalia sono sospesi fino a nuova comunicazione. Si prega di contattare le singole compagnie o agenzie di viaggio per avere dettagli su eventuali cancellazioni.
L'Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO) ha un numero diretto (+8150 38162787) h24 che fornisce informazioni turistiche e consigli relativi al coronavirus.
Per le ulteriori misure adottate dalle autorità locali, si raccomanda di consultare la sezione Situazione Sanitaria- Malattie Presenti di questa scheda.
Uzbekistan
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Le autorità uzbeke hanno proseguito il progressivo allentamento delle misure restrittive introdotte a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19. Sono state ripristinate le comunicazioni aeree e ferroviarie tra le diverse Regioni del Paese ed il trasporto pubblico, inclusa la metropolitana di Tashkent chiusa dalla scorsa primavera. Dal 20 agosto sono stati riaperti i centri commerciali, i ristoranti, le palestre e le piscine e dal 5 settembre i teatri, i cinema ed altri luoghi dedicati alla ricreazione. Una parziale ripresa dell’insegnamento scolastico e universitario in presenza è stata avviata intorno alla metà di settembre. Rimangono in vigore solo le norme generali di distanziamento sociale e tutto è sostanzialmente permesso, fatti salvi i divieti relativi agli assembramenti.
Il numero di nuovi contagi giornalieri da COVID-19 rimane tuttavia significativo e queste Autorità hanno dichiarato di essere pronte a nuove chiusure se l’attuale miglioramento della situazione epidemica non dovesse proseguire.
Dalla seconda settimana di settembre sono ripresi i collegamenti aerei internazionali di linea, ancora limitati ad un ridotto numero di voli settimanali ed a poche destinazioni quali ad esempio Istanbul, Francoforte, Dubai, Seul, mentre proseguono altri voli speciali a beneficio soprattutto dei cittadini uzbeki che desiderano rientrare in patria. 
Dal 1 settembre è stato introdotto per i cittadini di quasi tutti i Paesi (tra cui l’Italia e gli altri Paesi UE) l’obbligo del test COVID 19 negativo entro 72 ore dall’ingresso in Uzbekistan. Rimane anche valido l’obbligo di 14 giorni di quarantena dopo l’arrivo nel Paese.
Le autorità uzbeke hanno disposto per i cittadini stranieri che si trovano in Uzbekistan il prolungamento automatico della validità dei visti che, a seguito di successive proroghe, è attualmente estesa fino all’adozione dei provvedimenti che sanciranno la fine della pandemia. Il medesimo regime si applica anche per tutti i cittadini stranieri che si trovano legalmente senza visto in Uzbekistan. In entrambi i casi non verranno applicate sanzioni.
Per eventuali ulteriori informazioni sulle misure adottate, consultare la sezione sanitaria di questa scheda nonché il sito dell’Ambasciata d’Italia a Tashkent. (https://ambtashkent.esteri.it/ambasciata_tashkent/it/).
Taiwan
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Quale misura di contrasto della pandemia di Covid-19, le autorità di Taiwan mantengono il divieto di ingresso per motivi turistici per tutti i cittadini stranieri, già disposto a partire dal 19 marzo u.s.. Sono esenti dal provvedimento quanti dispongano di un permesso di soggiorno (Alien Resident Certificates) o di documenti che dimostrino la presenza a Taiwan per servizio diplomatico o in relazione all’esecuzione di contratti d’affari. E’ comunque previsto un obbligo di quarantena domiciliare di 14 gg. vigente anche per i taiwanesi che rientrano dall’estero e dalla RPC (incluse Hong Kong e Macao).
L’ingresso a Taiwan è subordinato all’emissione di uno speciale permesso di ingresso rilasciato dagli Uffici di Rappresentanza di Taipei all’estero. Al momento dell’ingresso a Taiwan è richiesta la produzione di un certificato in lingua inglese attestante l’esito negativo di un test COVID-19 eseguito entro 72 ore dalla partenza. I collegamenti aerei tra Taiwan e la Repubblica Popolare Cinese sono numericamente limitati; il transito è consentito per un massimo di otto ore a condizione che esso avvenga con la medesima compagnia aerea.
Si rinvia per dettagli alla consultazione del sito del Ministero degli Esteri e del sito del Centro per il controllo delle malattie di Taiwan.
Per maggiori informazioni e consigli pratici in merito al nuovo coronavirus, si rimanda al Focus Coronavirus sulla homepage di questo sito.
Timor Est
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Al fine di evitare la diffusione del COVID-19 a Timor Est, le Autorità timoresi hanno disposto il divieto all'ingresso nel Paese nei confronti dei viaggiatori che abbiano soggiornato o transitato nelle ultime quattro settimane in Italia, Cina, Corea del Sud o Iran.
I voli commerciali sono sospesi ad eccezione di un collegamento saltuario tra Dili e Darwin della compagnia Air North, quasi esclusivamente con aerei cargo. E’ stata disposta, con rigidi controlli, anche la chiusura della frontiera terrestre con la parte indonesiana fino a nuovo avviso.
L’ingresso di stranieri è subordinato ad approvazione da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione timorese, e tutti coloro che fanno ingresso nel Paese devono obbligatoriamente sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni presso la propria residenza ovvero presso luogo stabilito dal governo.
Lo stato di emergenza, dichiarato il 31 marzo, è stato ripetutamente prorogato, da ultimo fino al 3 dicembre prossimo.
In tutto il Paese è stata disposta l'interruzione del trasporto pubblico, la chiusura delle scuole, la riduzione dell'orario di lavoro nei Ministeri e negli uffici pubblici con l'adozione del lavoro da casa. Rimane inoltre obbligatorio il mantenimento di una distanza interpersonale di almeno un metro e mezzo e l’uso di mascherine facciali nei luoghi pubblici, ovvero in luoghi privati utilizzati collettivamente, e l’obbligo di igienizzare le mani all’ingresso di esercizi commerciali, strutture industriali ed edifici pubblici. Non sono previste limitazioni alla circolazione né la chiusura degli esercizi commerciali, cui si può accedere osservando le misure sopra esposte. Le forze dell'ordine sono incaricate di far rispettare le misure e di impedire raduni e concentrazioni di persone nei luoghi pubblici superiori a cinque persone. Celebrazioni e cerimonie sono sospese.
Bhutan
Completamente chiusi
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Le misure disposte dalle Autorità del Bhutan, al fine di contenere la diffusione del COVID-19, sono ora limitate ad alcune zone di contenimento e prevedono una quarantena di 7 giorni in caso di specifici spostamenti interni. Sono comunque sconsigliati gli spostamenti che non siano strettamente necessari.
Il Bhutan ha firmato un accordo con l’India per ristabilire il collegamento aereo tra i due Paesi. L’intesa prevede l'attuazione di voli, a cadenza settimanale, da e per il Bhutan. Gli stranieri che intendano recarsi in Bhutan devono sottoporsi al test con tampone entro 72 ore dalla data di partenza e rimanere in quarantena istituzionale per 21 giorni successivamente all'ingresso in Bhutan.


 
Brunei Darussalam
Completamente chiusi
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Le Autorità sanitarie locali hanno introdotto misure restrittive sia per l’ingresso che per l’uscita dal Paese. Non è consentito l'ingresso e il transito nel Paese ai visitatori a breve termine. E' possibile chiedere un Entry-Travel-Pass per motivi di lavoro, studio, trattamenti medici, ricongiungimenti familiari, o circostanze eccezionali. La domanda deve essere presentata da uno sponsor locale tramite questo form . 72 ore prima della partenza i viaggiatori sono tenuti ad effettuare un tampone SARS-COV-2 RT-PCR (in caso di impossibilita’ ad effettuare il test e’ possibile chiedere un’esenzione al Ministero della Salute: [email protected]).  All’arrivo in Brunei i viaggiatori stranieri autorizzati sono tenuti a sostenere sia i costi del tampone, pari a 350 dollari del Brunei, che quelli dell'autoisolamento in una struttura designata, per un periodo dai 2 ai 14 giorni, in base alla valutazione sul rischio del paese di provenienza fatta dalle autorità locali. Ulteriori informazioni sulla documentazione da presentare sono disponibili qui (nuovo link: http://www.pmo.gov.bn/SiteCollectionDocuments/covid19/Entry-Travel-Pass-Application-Guidelines.pdf)
A partire dal 16 marzo si applica a tutti i cittadini e ai residenti il divieto di uscita dal Paese, con deroga per i seguenti casi: necessità di sottoporsi a urgenti cure mediche, partecipazione ad audizioni giudiziarie e continuazione degli studi all’estero. Le richieste per l’uscita dal Paese sono soggette all’approvazione dell’ufficio del Primo Ministro e devono essere presentate tramite questo form. Ulteriori informazioni sulla documentazione da presentare sono disponibili qui. In caso di difficoltà nell’utilizzo della procedura indicata, si prega di segnalarlo all’Ambasciata d’Italia a Singapore (contatti nella sezione Informazioni Generali di questa scheda). Per ulteriori informazioni si consiglia di consultare il sito del Ministero della salute Brunei http://www.moh.gov.bn/SitePages/COVID-19.aspx, quello dell’Ufficio del Primo Ministro http://www.pmo.gov.bn/travelportal/Home.aspx e quello dell’Agenzia per il Turismo https://www.bruneitourism.com/covid19-travellers-advisory/
 
Indonesia
Completamente chiusi
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Il costante aumento dei casi di contagio da COVID-19 ha indotto le autorità indonesiane a prendere in considerazione un nuovo inasprimento delle misure di distanziamento sociale su larga scala (PSBB), dopo l’allentamento disposto dal Governatore di Jakarta a metá ottobre.
Per informazioni sulle misure interne adottate dalle autorità locali, si rimanda alla sezione Situazione sanitaria di questa scheda.
Dal 19 ottobre sono in vigore nuove disposizioni in materia di ingressi e soggiorni in Indonesia.
Resta confermata la sospensione di ogni esenzione dai visti d’ingresso e dei “visa on arrival”.
Gli ingressi in Indonesia sono consentiti solo a categorie di stranieri limitate (agenti diplomatici, possessori di permessi di soggiorno temporanei e permanenti non ancora scaduti, personale straniero impiegato in progetti strategici e aiuti sanitari, equipaggi di navi e aerei). Sono stati inoltre introdotti i visti per visitatori e i visti per soggiorni temporanei, che possono essere rilasciate per specifiche finalità, purchè la richiesta sia presentata da uno sponsor che garantisca la copertura delle spese di soggiorno, e a condizione che si disponga di un’assicurazione sanitaria ovvero si sottoscriva l’impegno a sostenere ogni spesa medica. Le richieste vanno effettuate in modalità elettronica, seguendo le indicazioni presenti sul sito del Direttorato Generale per l’Immigrazione all’indirizzo https://visa-online.imigrasi.go.id/index.xhtml .
In ogni caso l’ingresso in Indonesia è tassativamente subordinato all’esibizione di un certificato medico in lingua inglese che attesti l’effettuazione da non più di 7 giorni di un test PRC Covid-19 (cosiddetto tampone) con esito negativo e all’osservazione di auto-quarantena di 14 giorni presso le proprie residenze, o in alternativa presso strutture designate dalle Autorità sanitarie, nonché all’impegno ad sottostare alle disposizioni di ordine sanitario e di distanziamento sociale e ai relativi controlli da parte delle autorità. Potranno inoltre essere effettuati controlli sanitari all'arrivo, che possono includere anche test sierologici e altri approfondimenti clinici.
I cittadini stranieri che si trovano ancora regolarmente in Indonesia, cui era stato rilasciato un permesso di soggiorno di emergenza, quali i beneficiari di "visa on arrival", di visti per visitatori e di APEC business Travel Card, possono richiederne l'estensione, ottenendo un permesso di soggiorno per visitatori o di un permesso di soggiorno temporaneo. Le estensioni hanno comunque validità di massimo 30 giorni.
Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito istituzionale della Direzione Generale per l'Immigrazione all'indirizzo https://www.imigrasi.go.id/ nella sezione “Covid-19”.
Si segnala inoltre che i collegamenti aerei da e verso l’Europa rimangono limitati e irregolari.
Per informazioni sulle misure interne adottate dalle autorità locali, si rimanda alla sezione Situazione sanitaria di questa scheda.
Singapore
Completamente chiusi
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Per tutti i viaggiatori a breve termine permane il divieto d’ingresso a Singapore. Le uniche eccezioni riguardano: coloro che si recano a Singapore per motivi di lavoro provenienti da Cina continentale (esclusivamente da Chongqing, Guangdong, Jiangsu, Shanghai, Tianjin, Zhejian ), Brunei, Corea del Sud, Germania e Indonesia e che abbiano previamente ottenuto il SafeTravel Pass; coloro che abbiano trascorso i 14 giorni precedenti all’arrivo in Australia, Nuova Zelanda, Brunei, Vietnam, Cina continentale e che siano in possesso dell’Air Travel Pass. Dal 22 novembre è sospeso il Safe Travel Pass con Malesia e Giappone. L’Air Travel Pass con Hong Kong, con inizio previsto il 22 novembre, è rinviato a data da destinarsi. In caso di particolari situazioni e a determinate condizioni è possibile richiedere autorizzazione di ingresso a Singapore per un breve periodo attraverso apposito formulario online.
I possessori di visti di lungo periodo e i loro familiari a carico che intendono entrare a Singapore devono ottenere l'approvazione del locale Ministry of Manpower (MOM) prima di poter iniziare il viaggio, facendo richiesta tramite questo form e, dal 18 novembre se provenienti da paesi diversi da quelli sopraindicati, inclusa l’Italia, devono essere in possesso di un tampone molecolare PCR negativo effettuato nelle 72 ore prima della partenza. Con il miglioramento della situazione sanitaria a livello globale, Singapore sta entrando in “fase 3” e il Ministry of Manpower sta gradualmente incrementando il numero di approvazioni. Restano tuttavia ancora margini di incertezza e il rischio di restare bloccati fuori dal paese o di non poter rientrare nella data prevista è ancora presente. Tutti i viaggiatori autorizzati in rientro a Singapore, compresi i cittadini e i residenti permanenti, prima della partenza sono tenuti a presentare una dichiarazione sul proprio stato di salute utilizzando questo form, e sono obbligati a trascorrere un periodo di autoisolamento (Stay Home Notice) di 14 giorni.  Per i cittadini singaporiani, i residenti permanenti e per i possessori di visti di lungo periodo, compresi i familiari a carico, che abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni a Macao, Hong Kong e Taiwan l’auto-isolamento è ridotto a 7 giorni ed è possibile rimanere nella propria abitazione. Per Brunei, Nuova Zelanda, Vietnam, Australia e Cina continentale l’auto-isolamento è eliminato. In entrambi i casi è necessario sottoporsi a tampone all’arrivo in aeroporto, dove è necessario fermarsi fino al risultato del test.
Tutti i viaggiatori (inclusi cittadini singaporiani e residenti permanenti) che abbiano trascorso gli ultimi 14 giorni prima dell’arrivo a Singapore in Sri Lanka, Thailandia, Corea del Sud e Fiji possono trascorrere i 14 giorni di isolamento alternativamente presso le strutture designate o presso la propria abitazione (anche con i propri conviventi, purché quest’ultimi eseguano l’isolamento per la stessa ragione) e devono essere in possesso di un tampone molecolare PCR negativo effettuato nelle 72 ore prima della partenza (dal tampone sono esentati i cittadini singaporiani e i residenti permanenti).
I cittadini singaporiani, i residenti permanenti e i possessori di visti di lungo periodo, compresi i familiari a carico, che abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni in Paesi diversi da quelli sopraindicati e che abbiano lasciato Singapore dopo il 27 marzo (data in cui sono entrate in vigore a Singapore le restrizioni per i viaggi all’estero non essenziali) sono tenuti ad osservare l’isolamento nella struttura alberghiera designata a proprie spese (circa 2000 dollari di Singapore). All’inizio e al termine dell’isolamento tutti i viaggiatori di età superiore ai 12 anni sono sottoposti a test obbligatorio per la rilevazione del COVID-19 con spese a proprio carico (circa 200 dollari di Singapore). Durante questo periodo, che non può essere ridotto per nessun motivo, non sarà permesso lasciare la propria abitazione o stanza. Il mancato rispetto di tale termine comporta una multa fino a 10000 $, una pena detentiva fino a sei mesi e la revoca del permesso di soggiorno.
Dal 2 giugno i transiti sono consentiti a quelle compagnie aeree che abbiano ottenuto una preventiva autorizzazione dalla Civil Aviation Authority di Singapore (CAAS) e in automatico a tutti voli operati da Singapore Airlines, AirAsia, Scoot, SilkAir in partenza dagli aeroporti dalle città indicate in questa lista .
E’ sospeso fino a nuovo ordine lo scalo delle navi da crociera. A partire dal 1 settembre i cambi di equipaggio sono consentiti nelle circostanze indicate qui. Alla luce dei ridotti collegamenti aerei con l’Italia e con l’Europa, si raccomanda, prima di mettersi in viaggio, di effettuare adeguate verifiche presso il proprio vettore o la propria agenzia di viaggi e di chiedere loro assistenza per un’eventuale modifica dell’itinerario. Per maggiori informazioni sulle misure adottate dalle autorità di Singapore, consultare il sito web del locale Ministero della Salute www.moh.gov.sg, e dell’Autorità Marittima e Portuale www.mpa.gov.sg
Malesia
Completamente chiusi
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A seguito della diffusione del COVID-19, le Autorità federali malesi hanno previsto una serie di misure di contenimento ricomprese nel Recovery Movement Control Order (R-MCO) in vigore fino al 31 dicembre 2020. Tali misure prevedono il rispetto del distanziamento sociale, del controllo della temperatura e dell’uso delle mascherine e il downloading di una app di tracciamento denominata “MySejahtera’.
Le frontiere malesi restano chiuse almeno fino al 31 dicembre 2020. Fanno eccezione gli stranieri, compresi gli italiani, con permessi di soggiorno di lunga durata, oppure con permessi per brevi missioni di lavoro, la cui uscita/rientro nel Paese deve essere previamente autorizzata dal Dipartimento d’Immigrazione ed e’ sottoposta a complesse procedure, verificabili nel sito di “Expatriate Services Division” al link https://esd.imi.gov.my/portal/. I detentori di permesso Malaysia My Second Home (MM2H) per poter rientrare in Malesia devono inoltre registrarsi con il Dipartimento d’Immigrazione al link http://bit.ly/mm2h-visa.
Tutti coloro che entrano in Malesia verranno sottoposti, a proprie spese, a un test PCR Covid-19 all’arrivo (il cosidetto tampone). Tutti coloro che entrano in Malesia devono inoltre aver previamente scaricato l’app MySejahtera e svolgere all’arrivo 14 giorni, sempre a proprie spese, in cosiddetti centri di quarantena, che ricomprendono hotel. Le autorità malesi provvederanno a scegliere l’adeguata stazione di quarantena (hotel) e ad accompagnarvi le persone soggette. I cittadini stranieri in ingresso devono corrispondere all’arrivo ai funzionari del Ministero della Salute malese una cifra di 4.700 RM (circa 960 euro), inclusiva di un costo fisso per l’operativita’ dei  centri di quarantena di 2.600 RM (circa 532 euro).
Fino al 6 dicembre 2020 vigono restrizioni ai movimenti all’interno di tutti gli Stati della Federazione malese ad eccezione di Pahang, Perlis e Kelantan, con chiusura delle scuole  e sospensione di attività sportive, ricreative, sociali, culturali a causa di casi diffusi di Covid-19. Per i dettagli consultare la sezione sanitaria di questa scheda.
I non residenti nello Stato di Sarawak nel Borneo (malesi e stranieri) devono fare apposita richiesta d’ingresso allo State Disaster Management Committee (vedi link https://sarawakdisastermc.com/) e sottoporsi a quarantena di 14 giorni in appositi centri di quarantena.
Per i detentori di short term social visit pass scaduto (cosiddetto visto turistico) tuttora presenti in Malesia, non è stato ufficializzato da queste autorità se possano rimanere fino alla fine del Recovery Movement Control Order (R-MCO), cioè il 31 dicembre 2020, cui andrebbero aggiunti 14 giorni lavorativi di grazia, oppure debbano lasciare il Paese al più presto. Si suggerisce quindi di verificare direttamente la propria posizione con il competente ufficio del Dipartimento Immigrazione malese.
Si raccomanda inoltre di verificare costantemente l’operatività del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento.
Il transito è permesso senza uscire dall’area aeroportuale dedicata, vale a dire che non è consentito il transito tra due aeroporti (ed esempio tra KLIA2 a KLIA1).
 
Vietnam
Completamente chiusi
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In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, il Governo vietnamita ha disposto che dal 22 marzo è temporaneamente sospeso l’ingresso in Vietnam di tutti gli stranieri, ad eccezione di diplomatici, delegazioni ufficiali, investitori, esperti tecnici, lavoratori altamente qualificati e dirigenti d’impresa, che rimangono comunque sottoposti all’obbligo di quarantena per i 14 giorni successivi al loro ingresso nel Paese. Chiunque abbia titolo ad entrare in Vietnam, deve sottoporsi, nell’arco di tempo compreso tra 1 e 3 giorni prima dell’ingresso nel Paese, ad un test del tipo “Real Time-PCR” presso le strutture abilitate, il cui elenco è disponibile qui, e deve essere in possesso di un’assicurazione sanitaria internazionale che copra anche il caso di contagio da Covid-19. Gli interessati sono pregati di prendere contatto con l’Ambasciata italiana ad Hanoi o il Consolato Generale ad Ho Chi Minh City.
Le norme di salute pubblica e mitigazione dei rischi di contagio da Covid-19 (SARS-Cov-2) cui attenersi sul territorio del Vietnam sono le seguenti:
1. Obbligo di uso della mascherina in luoghi pubblici;
2. Obbligo di segnalare gli spostamenti dall’estero e all’interno del Vietnam tramite la compilazione dell’autocertificazione sanitaria disponibile anche in italiano sul sito https://tokhaiyte.vn/ o, in inglese, attraverso la applicazione NCOVI scaricabile su smartphone. La compilazione genera un codice QR che deve essere mostrato a richiesta;
3. Raccomandazione di osservare norme di comportamento idonee a mitigare i rischi di contagio (distanza interpersonale, frequente lavaggio delle mani, evitare luoghi affollati, ottemperare alla verifica della temperatura corporea all’ingresso di edifici e/o esercizi commerciali, ecc.);
4. Raccomandazione di installazione e uso dell’applicazione Bluezone (https://bluezone.gov.vn/), scaricabile su smartphone, per verificare gli eventuali contatti ravvicinati con persone risultate positive al Covid-19.
 
Laos
Completamente chiusi
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In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, le autorità locali hanno attuato una serie di misure di contenimento, tra cui: screening sanitari all’arrivo (aeroporti, porti, frontiere terrestri); chiusura delle frontiere terrestri Thailandia e Vietnam dal 22 marzo 2020. Il posto di frontiera del Ponte dell'Amicizia a Nongkaï è stato chiuso il 23 marzo 2020. Questa misura riguarda solo il passaggio delle persone, le merci possono continuare a transitare. E’ sospeso il rilascio dei visti all'arrivo (incluso il visto elettronico) per tutti i paesi fino a data da destinarsi. E’ sospeso il rilascio di visti turistici da parte delle ambasciate laotiane dal 20 marzo 2020. Il rilascio di visti commerciali è ancora possibile, i candidati devono compilare un questionario sanitario disponibile sul sito web del ministero degli esteri laotiano: http://www.mofa.gov.la/index.php/statements/notices/3525-visa-restrictions-from-20-march-2020-20-april-2020 In ogni caso, per entrare in Laos e’ richiesto un tampone negativo effettuato non oltre 72 ore prima del viaggio.
All’arrivo verra’ effettuato un nuovo test. In caso di risultato positivo, si viene messi in isolamento in un apposito reparto all’interno di un ospedale specializzato.  In caso di test negativo, si deve comunque trascorrere un periodo di quarantena di 14 giorni in una struttura designata dalle Autorita’ laotiane. Le persone già presenti in Laos con sintomi compatibili con Covid-19 (febbre, tosse, difficoltà respiratorie) sono incoraggiate a chiamare i seguenti numeri di telefono prima di andare in ospedale: 166 (solo in Laotiano) o 020 54 06 67 77 (laotiano, inglese, cinese). Per approfondimenti su COVID-19, consulta il Focus nella sezione Salute in Viaggio di questo sito web.
Sri Lanka
Completamente chiusi
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E’ stato disposto, dal 6 aprile e fino a nuovo avviso, il divieto di ingresso in Sri Lanka per tutti i passeggeri a prescindere dalla nazionalità e dalla provenienza. Fanno eccezione gli atterraggi di emergenza, i cargo e i voli umanitari, gli atterraggi tecnici e l’arrivo di voli “ferry” (senza passeggeri) per rimpatriare stranieri, ma in tutti questi casi gli arrivi dovranno essere preventivamente autorizzati dal locale Ministero degli Esteri. È invece consentito uscire dal Paese.
Si segnala che, al momento, risultano operative varie compagnie aeree, ma le informazioni relative ai collegamenti aerei possono variare con scarso o nessun preavviso. Si raccomanda pertanto di verificare sempre, direttamente, con la compagnia aerea sia l’operatività del volo sia eventuali condizioni di imbarco relative alla prevenzione del Covid-19.
Dal 14 marzo, fino a nuova indicazione, tutti i visti concessi in precedenza per coloro che non si trovassero attualmente nel Paese sono sospesi, come pure i visti concessi all’arrivo in aeroporto (ETA -Electronic Travel Authorization).
E’ fatto divieto di sbarco a tutti i passeggeri delle navi da crociera, indipendentemente dalla loro nazionalità o provenienza fino a nuova indicazione.
A seguito di un sostanziale incremento del numero dei contagi sono stati disposti diversi lockdown nelle zone più colpite (Distretti di Colombo e di Gampaha), che potrebbero estendersi ad altre parti del Paese con breve preavviso in caso di ulteriore diffusione dei numeri.
Azerbaigian
Completamente chiusi
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Al fine di contenere la diffusione del COVID-19, le autorità locali hanno prorogato la sospensione di alcuni i collegamenti aerei, marittimi e terrestri internazionali da/per l'Azerbaigian e la chiusura dei confini terrestri. Hanno decretato inoltre la sospensione del portale ASAN VISA per il rilascio del visto elettronico. I cittadini stranieri che intendano visitare l’Azerbaigian sono pertanto tenuti a richiedere un visto alle rappresentanze diplomatico-consolari dell’Azerbaigian.
Per i viaggiatori che giungono in Azerbaigian, ivi compresi coloro che sono muniti di permesso di soggiorno, le autorità locali dispongono una quarantena obbligatoria da 7 a 14 giorni, da trascorrere in strutture designate. Prima di imbarcarsi su un volo diretto in Azerbaigian, è necessario acquisire un certificato che comprovi l’effettuazione di un tampone PCR, con esito negativo, nelle 48 precedenti il volo. Anche ai passeggeri muniti di tale certificato potrebbe tuttavia essere indicato l'obbligo di mantenersi in isolamento domiciliare per i 14 giorni successivi all'arrivo sul territorio azerbaigiano.
A partire dal 28 settembre, è applicato il coprifuoco dalle 21.00 alle 6.00 nelle seguenti località: Baku, Ganja, Sumqayıt, Yevlax, Mingechevir, Naftalan, Abşeron, Cəbrayıl, Füzuli, Beyləqan, Ağdam, Tərtər, Göygöl, Daşkəsən, Gədəbəy, Tovuz, Şəmkir, Qazax e Ağstafa.
E' stato prorogato il regime di quarantena precedentemente disposto. Per le ulteriori misure in vigore si rimanda alla sezione Situazione sanitaria di questa scheda e al sito dell’Ambasciata d’Italia a Baku.
Filippine
Completamente chiusi
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A seguito della diffusione del Covid-19, le Autorità locali hanno adottato alcuni provvedimenti che, tuttavia, a causa della situazione estremamente fluida, possono subire cambiamenti anche con scarso o nessun preavviso. Nel settore trasporti, permangono restrizioni sulla viabilità dei mezzi pubblici. I collegamenti aerei e portuali interni sono stati parzialmente ristabiliti, ad eccezione delle aree temporaneamente sottoposte a lockdown, classificate Enhanced Community Quarantine (ECQ) o Modified Enhanced Community Quarantine (MECQ). Le aree di volta in volta sottoposte a lockdown possono variare anche rapidamente, pertanto si raccomanda di verificare con le autorità locali se la zona di interesse è soggetta a questa restrizione. Sulla capitale Manila è in vigore un coprifuoco notturno.
Gli spostamenti interni all’arcipelago sono sottoposti a una serie di requisiti documentali (travel pass, health pass, ecc.) differenziati sulla base delle disposizioni locali dei municipi di arrivo e di partenza. Dall'aeroporto di Manila sono attive diverse tratte commerciali per l’Europa, ma la maggior parte delle compagnie aeree chiede test (PCR) negativi al COVID-19 per consentire l’imbarco. Si raccomanda di consultare le Schede dei Paesi di transito per informazioni più dettagliate.
Per quanto riguarda gli ingressi nelle Filippine di cittadini stranieri e italiani, è autorizzato l'accesso ai funzionari governativi e internazionali (e loro familiari), agli equipaggi degli aeromobili e ai coniugi e figli di cittadini filippini. Inoltre, è consentito il rientro nelle Filippine di stranieri titolari di alcune determinate categorie di visto (per verificare che il proprio visto ricada tra le categorie ammesse si consiglia vivamente di rivolgersi all'Ambasciata filippina a Roma o al Consolato Generale filippino a Milano). Ai passeggeri che non rientrano in tali categorie verrà negato l’ingresso. In ogni caso, al momento dell'arrivo, tutti i passeggeri dovranno sottoporsi ad un test per accertare la mancata infezione da coronavirus e attendere i risultati in una struttura di quarantena prenotata in anticipo a scelta tra quelle approvate dalle autorità filippine. In caso di esito negativo del test, la porzione rimanente della quarantena obbligatoria da 14 giorni può essere trascorsa presso il proprio domicilio.
Ai connazionali che si trovano nelle Filippine si ricorda la necessità di regolarizzare la propria posizione migratoria prima di procedere all'imbarco per voli in uscita dal Paese.
Hong Kong
Completamente chiusi
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Fino al 31 dicembre resta in vigore il provvedimento che, già dal 25 marzo, vieta l’ingresso a tutti i viaggiatori non residenti in arrivo dall'estero all'aeroporto internazionale di Hong Kong.
I residenti a Hong Kong in rientro dall’Italia o dall’estero al loro arrivo in aeroporto verranno sottoposti al test COVID-19. Una volta effettuato il test è necessario attendere gli esiti presso le strutture designate dal Governo. È necessario tenere in considerazione diverse ore di attesa e, qualora il volo atterrasse nel pomeriggio/sera, anche il pernottamento presso strutture designate.
A partire dal 13 novembre non è più consentita la quarantena al proprio domicilio: chiunque rientri dall’estero deve svolgere la quarantena monitorata elettronicamente presso strutture alberghiere e a proprie spese.
All’arrivo ad Hong Kong è pertanto necessario presentare la prenotazione alberghiera effettuata per la durata di 14 giorni. Si segnala che non tutte le strutture alberghiere ammettono ospiti sottoposti a quarantena.
È possibile effettuare la quarantena in una delle strutture alberghiere presenti in questa lista.
I residenti in rientro da Paesi considerati ad alto rischio (la cui lista è in continuo aggiornamento) o che vi siano stati nei 14 giorni precedenti l’arrivo a Hong Kong, devono in aggiunta presentare all’imbarco per Hong Kong un certificato negativo (acido nucleico), in lingua inglese o cinese, emesso da laboratori riconosciuti dalle autorità nazionali del paese in cui viene effettuato il test. Il campione deve essere prelevato entro le 72 ore dall’imbarco. Si segnala che qualora il passeggero faccia transito in un Paese ad alto rischio cambiando aeromobile durante lo scalo all’arrivo a Hong Kong verrà considerato a tutti gli effetti come in arrivo da un paese ad alto rischio.
Qualora il test all’arrivo all’aeroporto internazionale di Hong Kong risulti positivo, le autorità locali organizzano il ricovero del passeggero presso le strutture ospedaliere adibite.
I passeggeri che risultano negativi ma sono contatti stretti di passeggeri positivi vengono trasferiti invece presso i centri di quarantena governativi.
I visitatori in arrivo dalla Cina continentale, Macao e Taiwan possono invece effettuare la quarantena monitorata elettronicamente al proprio domicilio.
SERVIZI DI TRANSITO AEROPORTUALE: Fatto salvo il divieto di ingresso a Hong Kong da parte dei viaggiatori non residenti, a partire dal 1 giugno 2020 i servizi di transito aeroportuale presso l’aeroporto internazionale di Hong Kong sono ripresi in maniera limitata e graduale.
Fino ad ulteriori comunicazioni, sono consentiti solamente transiti di passeggeri che abbiano effettuato presso l’aeroporto di partenza il check-in anche per il volo in transito a Hong Kong e per la destinazione finale.
Ai passeggeri in transito non è consentita l’uscita dalla “transit area” dell’aeroporto. Il transito al momento non è consentito per voli diretti verso la Cina continentale. I transiti dei voli provenienti dalla Cina continentale sono consentiti fino a nuove indicazioni.
Prima di partire si consiglia di monitorare gli avvisi aeroportuali al seguente link: https://www.hongkongairport.com.
Tagikistan
Completamente chiusi
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Al fine di prevenire la diffusione del COVID-19, le Autorità del Tagikistan mantengono in vigore un limitato numero di collegamenti aerei internazionali.  Sono stati recentemente ripristinati regolari voli di linea con gli Emirati Arabi e la Turchia mentre i collegamenti con la Russia avvengono tramite voli charter.
Permangono forti restrizioni temporanee all'ingresso di tutti i cittadini stranieri attraverso tutti i posti di controllo in Tagikistan e i viaggiatori che entrano in Tagikistan sono sottoposti ad una quarantena di 14 giorni. Tali misure possono peraltro essere sottoposte a modifiche.
I valichi di frontiera tra il Tagikistan e l'Uzbekistan, il Kirghizistan, la Cina e l'Afghanistan sono chiusi ai viaggiatori. Un piccolo numero di valichi di frontiera con l'Uzbekistan e il Kirghizistan sono aperti solo per le merci.
Il Ministero degli Affari Esteri ha riferito che la validità dei visti e la registrazione dei cittadini stranieri temporaneamente in Tagikistan sarà prorogata fino a quando la situazione epidemiologica non si stabilizzerà.
Per maggiori informazioni si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.
Thailandia
Completamente chiusi
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Nell’ambito delle manifestazioni di protesta che sono in corso già da alcune settimane sia nella capitale Bangkok che in altre località del Paese, si stanno verificando scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.
Si raccomanda pertanto ai connazionali di esercitare la massima prudenza nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto, di evitare assembramenti di persone e di seguire eventuali specifiche indicazioni delle Autorità locali.
Turkmenistan
Completamente chiusi
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Per contenere il rischio di contagio del COVID-19, le Autorità turkmene hanno adottato misure precauzionali tra cui la sospensione del rilascio del visto di ingresso ai cittadini dei Paesi in cui sono stati accertati casi conclamati di infezione, inclusa l'Italia. Fino al 31dicembre 2020 sono sospesi tutti i voli internazionali da/per il Turkmenistan e chiuse le frontiere terrestri. E’ chiuso al traffico passeggeri anche il porto internazionale di Turkmenbashi.
Attualmente, l'ingresso in Turkmenistan è vietato ad eccezione dei cittadini turkmeni e dei diplomatici accreditati, degli stranieri registrati in modo permanente e di alcuni dipendenti di società e organizzazioni internazionali.
Per chi arriva in Turkmenistan è previsto un periodo di quarantena di tre settimane da trascorrere a spese degli interessati presso strutture sanitarie situate nelle immediate vicinanze dei pochi punti di ingresso nel Paese. Tali misure non riguardano i diplomatici accreditati in Turkmenistan e i loro familiari, il cui periodo di quarantena e’ fissato in 14 giorni da trascorrere presso il proprio domicilio.
Sono in vigore limitazioni al traffico su strada interno al Paese. La polizia locale ha costituito punti di controllo attorno ai principali centri abitati e gli automobilisti potrebbero essere soggetti a controlli della temperatura. E’ obbligatorio l’utilizzo delle mascherine protettive in tutto il Paese.
Corea del Nord
Completamente chiusi
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Il DPCM 3 novembre 2020 disciplina gli spostamenti da/per l’estero fino al 3 dicembre 2020, riprendendo e in parte modificando quanto previsto dalla normativa precedente. Anche questo Decreto individua alcuni elenchi di Paesi, per i quali sono previste differenti limitazioni:
A - San Marino e Città del Vaticano
B - PAESI UE (tranne i Paesi negli elenchi C e D), SCHENGEN, Andorra, Principato di Monaco
C - Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito
D- Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay:
E - Resto del mondo
F - Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Colombia
Per maggiori informazioni sulle limitazioni previste per ciascun elenco, consultare l’Approfondimento disponibile su ViaggiareSicuri. E’ disponibile anche un questionario, basato sulla normativa vigente in Italia. Il questionario ha carattere informativo, non ha valore legale e il risultato ottenuto non garantisce l’ingresso in Italia o nel Paese di destinazione: cliccare qui per visualizzarlo. 
Per i Paesi da/per i quali l’Italia non pone limitazioni, si raccomanda di consultare sempre la Scheda Paese su ViaggiareSicuri: le autorità locali potrebbero ancora mantenere restrizioni all’ingresso per i viaggiatori (anche provenienti dall’Italia)
Il DPCM 3 novembre 2020 pone limitazioni alla circolazione da/per alcune Regioni, individuate con Ordinanza del Ministro della Salute. Inoltre, singole Regioni potrebbero adottare ulteriori misure nei confronti di chi proviene da determinati Stati e territori esteri. Si raccomanda di verificare direttamente con le Regioni di destinazione.
 
Pakistan
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Si registra nel Paese un nuovo intensificarsi dell'emergenza sanitaria causata dal COVID-19. Benche' sia operativo il traffico aereo, restano frequenti interruzioni e cancellazioni, anche con breve preavviso, in base all'evolversi della situazione sanitaria.
Per i viaggiatori internazionali provenienti dalla maggior parte dei Paesi del mondo (inclusa l'Italia) e' obbligatorio produrre un certificato di test COVID negativo effettuato entro le 96 ore precedenti l'ingresso in Pakistan per entrare nel Paese. Le liste dei paesi considerati a rischio sono riviste con cadenza bisettimanale. E' inoltre fortemente raccomandato dalle autorita' locali scaricare l'App "PassTrack" per facilitare i controlli in aeroporto. 
In caso di sintomi compatibili con COVID-19 i viaggiatori  saranno sottoposti a test da parte delle Autorita' locali, entro 48 ore, con obbligo di quarantena fiduciaria in caso di risultato positivo al virus.   
Sul territorio pakistano resta l'obbligo di indossare la mascherina in luoghi pubblici,  e sono in corso rotazioni nei locali pubblici e negli uffici governativi per limitare i contagi. 
Si raccomanda tuttora, ai connazionali che comunque decidessero di recarsi in Pakistan, l'adozione di misure ispirate alla massima prudenza, e di tenere in considerazione, considerata la pandemia in corso, la diffusa inadeguatezza delle locali strutture sanitarie rispetto agli standard europei. 
Armenia
Con specifiche restrizioni in ingresso
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A seguito del cessate il fuoco del 10 novembre tra Armenia e Azerbaigian, proseguono a Jerevan e nei principali centri del Paese manifestazioni di protesta, per ora pacifiche, ma a rischio di degenerare in violenze.
Si raccomanda ai connazionali presenti a qualunque titolo nel Paese di prestare la massima cautela, limitare gli spostamenti non necessari, tenersi informati tramite i media locali sull’evoluzione della situazione e di seguire le indicazioni delle autorità locali. Si ribadisce inoltre la raccomandazione di posticipare tutti i viaggi non necessari in Armenia e lo sconsiglio più assoluto rispetto a viaggi nelle zone del Nagorno Karabakh e Nakhchivan. In caso di emergenza, l'Ambasciata d'Italia a Jerevan è raggiungibile al numero +37491415244, no SMS, oppure via e-mail: [email protected] 
Medio oriente
16 Countries
Bahrein
Con specifiche restrizioni in ingresso
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A partire dal 4 settembre è nuovamente possibile il rilascio di visti all'arrivo.
L'ingresso è limitato ai cittadini e residenti del Bahrain, ai cittadini del CCG (Consiglio Cooperazione del Golfo) che non hanno bisogno di un visto, ai diplomatici, al personale militare, ai passeggeri idonei a ottenere un visto all'arrivo, ai passeggeri con un eVisa valido, all'equipaggio della compagnia aerea o ai titolari di passaporti ufficiali, di servizio o delle Nazioni Unite.
I visti all'arrivo sono reintrodotti per i cittadini di nazionalità che ne hanno diritto. Per determinare l'idoneità e per ottenere un eVisa prima della partenza, si raccomanda di visitare il sito https://evisa.gov.bh./
Tutti i passeggeri devono essere sottoposti a un test PCR (a proprie spese) all'arrivo e devono rimanere in autoisolamento fino alla comunicazione del risultato del test PCR. Ogni passeggero che soggiorna in Bahrain per dieci (10) giorni o più deve ripetere il test PCR il decimo giorno successivo al loro arrivo nel Regno.
I viaggiatori in arrivo saranno sottoposti a tampone a proprie spese e saranno tenuti al pagamento anche del secondo test da ripetere dopo 10 giorni dall’arrivo (al costo totale di 60 bhd) ed ad un regime di autoisolamento per il tempo necessario alla comunicazione del risultato (normalmente uno, due giorni). L’autoisolamento verrà revocato, dopo la comunicazione ufficiale agli stessi per tutti i passeggeri che risulteranno negativi al test. Inoltre, tutti i passeggeri in arrivo sono tenuti a scaricare e attivare l'applicazione "BeAware Bahrain" ed a firmare una dichiarazione in cui si obbligano a seguire le norme di autoisolamento del Ministero della Salute fino a quando, il test COVID-19 effettuato all'arrivo in Bahrain, non sarà confermato negativo.
I cittadini ed i residenti, così come i viaggiatori che soggiornano per una durata superiore a 10 giorni, dovranno ripetere il test il 10 ° giorno dall’arrivo.
Per i dettagli sulle restrizioni all’ingresso/transito e sulle norme relative all’imbarco aereo, nonché sulle misure restrittive introdotte nel paese, si rimanda alla sezione sanitaria della presente scheda, al sito dell’Ambasciata d’Italia a Manama, nonché al sito Evisa del Governo del Bahrein e al sito eGovernement.
Alcune compagnie aeree hanno ripristinato i voli verso l'Europa con possibilità di collegamenti con l'Italia. Poiché tuttavia potrebbero verificarsi cancellazioni di voli anche nell’imminenza della partenza, è consigliabile verificarne operatività e orari poco prima del viaggio rivolgendosi alla compagnia aerea o alla propria agenzia di fiducia.
Il passaggio via terra Bahrein-Arabia Saudita risulta al momento ristretto al solo traffico commerciale ed a quello dei cittadini sauditi che rientrano dal Bahrain.
Iraq
Con specifiche restrizioni in ingresso
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Nel ricordare che sono sconsigliati viaggi a qualsiasi titolo in Iraq, si informa che il Governo iracheno, in coordinamento con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, monitora costantemente l’evoluzione della pandemia nel Paese e potrebbe valutare di reintrodurre misure di contenimento (ad esempio, coprifuoco), qualora la situazione epidemiologica dovesse peggiorare.   Le misure potrebbero differire leggermente nei vari governatorati, si raccomanda pertanto di informarsi con attenzione presso le Autorità competenti di residenza. Potrebbero verificarsi, inoltre, restrizioni nei movimenti tra i vari governatorati.
Dopo una prima fase di chiusura, le frontiere sono state parzialmente riaperte ed è venuto meno il divieto di ingresso per i cittadini italiani. Tuttavia, non è consentito entrare in Iraq con visto turistico o religioso, mentre adeguato visto deve essere rilasciato dalle Ambasciate irachene nei Paesi di residenza. I visti affari possono sono autorizzati, ma solo dietro invito della controparte irachena, e sempre rilasciati dalle Rappresentanze Consolari irachene o attraverso procedure speciali del Ministero dell’Interno.
L’ingresso nel territorio iracheno è consentito esclusivamente previa presentazione di un test PCR (tampone) negativo (in lingua inglese) effettuato almeno72 h prima dell’imbarco. Le stesse condizioni si applicano per i membri di missioni diplomatiche e di missioni ufficiali.
Non esistono voli diretti tra Italia e Iraq. Dal 23 luglio gli aeroporti internazionali sono stati riaperti e le principali compagnie aeree stanno progressivamente ristabilendo i collegamenti aerei. Possono comunque registrarsi cancellazioni o modifiche dei voli già acquistati. Il Governo iracheno aggiorna periodicamente le misure di contrasto al COVID-19 per i passeggeri che utilizzano i vettori aerei. A partire dal 15 agosto u.s., le compagnie aeree richiedono a tutti i passeggeri, in entrata e uscita dall’Iraq e s