Reykjavik è la capitale più settentrionale del mondo e offre un mix unico di natura selvaggia, architettura moderna e cultura vibrante. Tra le attrazioni principali ci sono la chiesa Hallgrímskirkja, il museo Harpa, il quartiere colorato di Grandi, le piscine geotermali e il porto vecchio. La città si visita comodamente a piedi in 2-3 giorni.
Ma preparati: Reykjavik non è una capitale come le altre. Qui il vento soffia come se avesse un appuntamento urgente dall’altra parte dell’oceano, le case sembrano uscite da una tavolozza di acquerelli e potresti trovare più pecore che semafori. È quel tipo di posto dove alle 3 del pomeriggio d’inverno è già buio pesto, ma in estate il sole non se ne va nemmeno se glielo chiedi per favore. Insomma, benvenuti nell’Islanda vera, quella che parte dalla sua capitale bizzarra e affascinante.
Quando andare a Reykjavik
Il periodo migliore per visitare Reykjavik è tra giugno e agosto, con temperature tra 10-15°C e fino a 21 ore di luce. Per l’aurora boreale, preferisci settembre-marzo, con temperature tra -2 e 4°C. La primavera (aprile-maggio) offre un buon compromesso con meno turisti e prezzi più bassi.
Diciamocelo: l’Islanda non è mai caldissima. L’estate islandese è quella cosa per cui ti porti il maglione “per sicurezza” e poi lo indossi tutti i giorni. Ma almeno c’è luce a pacchi e puoi gironzolare fino a mezzanotte come se fossi un vampiro confuso. L’inverno, invece, è per chi ama il buio, il freddo e l’idea di vedere l’aurora boreale mentre i denti battono come castagnette. Ogni stagione ha il suo perché, ma scegli in base a quanto ami congelare.
Hallgrímskirkja: la chiesa simbolo della città

La Hallgrímskirkja è la chiesa luterana più alta d’Islanda (74,5 metri) e il simbolo di Reykjavik. La sua architettura si ispira alle colonne di basalto islandesi. Il campanile offre una vista panoramica a 360° sulla città e costa circa 1.000 ISK (circa 7€). Davanti alla chiesa si trova la statua di Leif Erikson.
È praticamente impossibile perderla: svetta su tutto come un razzo Art Déco pronto al decollo. La verità è che somiglia più a un organo a canne gigante che a una chiesa tradizionale, e questo la rende fichissima. Sali in cima (c’è l’ascensore, tranquilli) e goditi la vista: case colorate, oceano grigio, montagne innevate. È il selfie più islandese che farai, garantito. E se c’è vento, aggràppati forte: lassù soffia come in una centrifuga.
Il quartiere di Grandi e il porto vecchio
Il quartiere di Grandi è l’ex zona portuale di Reykjavik, oggi trasformata in hub creativo con gallerie, ristoranti e negozi vintage. Qui si trovano il Museo Marittimo, il Marshall House (arte contemporanea) e ottimi locali per provare la cucina islandese. È perfetto per una passeggiata rilassata lontano dal centro.
Grandi è quel posto dove Reykjavik si è fatta hipster senza diventarlo troppo. Magazzini riconvertiti, murales ovunque, odore di pesce fresco e birra artigianale. È il quartiere dove ti senti subito più cool, anche se stai solo cercando un bagno pubblico. Fermati da Valdis per un gelato (sì, anche a 5°C, fidati) o esplora il Museo della Balena se vuoi capire quanto fossero grandi questi bestioni. Ah, e il tramonto sul porto è poesia pura. Portati la giacca a vento, però.
Le piscine geotermali: un must islandese
Le piscine geotermali sono parte integrante della cultura islandese. A Reykjavik le più popolari sono Sundhöllin (la più antica, 1937), Laugardalslaug (con scivoli e vasche all’aperto) e Vesturbæjarlaug (più tranquilla). L’ingresso costa circa 1.000 ISK (7€). Le acque termali naturali raggiungono i 38-40°C.
Gli islandesi vanno in piscina come noi andiamo al bar: per socializzare, rilassarsi, spettegolare. E lo fanno anche con -5°C fuori, perché l’acqua è caldissima e il contrasto ti fa sentire invincibile. La regola numero uno? Doccia nuda obbligatoria prima di entrare. Sì, nuda. Senza costume. Con gli sconosciuti. Benvenuti in Islanda. Superato l’imbarazzo iniziale, ti godrai vasche fumanti sotto il cielo grigio (o stellato, o pieno di aurora) e capirai perché gli islandesi sono così zen.
Harpa: il centro congressi più instagrammabile del Nord

Harpa è il centro congressi e sala concerti di Reykjavik, inaugurato nel 2011. La sua facciata in vetro colorato, progettata dall’artista Olafur Eliasson, riflette luce e colori diversi durante la giornata. L’ingresso è gratuito e ospita regolarmente concerti, eventi e mostre. È uno dei luoghi più fotografati della città.
Se c’è il sole (evento raro ma possibile), Harpa diventa un caleidoscopio luminoso che sembra uscito da un videogioco futuristico. Se è nuvoloso, fa comunque la sua figura. L’interno è tutto legno chiaro, design nordico minimal e scale che sembrano set cinematografici. Anche se non hai un concerto da vedere, entra lo stesso: è gratis, è caldo e ci sono pure bagni puliti. Bonus: dal café all’ultimo piano si gode una bella vista sul porto.
I musei da non perdere
| Museo | Tema | Prezzo | Particolarità |
|---|---|---|---|
| Museo Nazionale | Storia islandese | ~2.000 ISK | Dalla colonizzazione vichinga a oggi |
| Perlan | Natura e ghiacciai | ~5.900 ISK | Tunnel di ghiaccio artificiale + planetario |
| Museo Fallologico | Organi genitali maschili | ~2.000 ISK | L’unico al mondo nel suo genere |
| Saga Museum | Vichinghi e saghe | ~2.500 ISK | Figure di cera molto realistiche |
Il Perlan merita una menzione speciale: è quella cupola di vetro su una collina che vedi da lontano. Dentro c’è un tunnel di ghiaccio vero (ricostruito) dove puoi camminare tra pareti gelate senza andare su un ghiacciaio vero. Comodo, no? E poi c’è il Museo Fallologico, che è esattamente quello che pensi: una collezione di peni di mammiferi. Sì, anche quello umano. È bizzarro, educativo e stranamente affascinante. Solo in Islanda.
Laugavegur: lo shopping e la vita notturna
Laugavegur è la via principale di Reykjavik per shopping, ristoranti e vita notturna. Qui si trovano negozi di lana islandese, design nordico, abbigliamento outdoor e souvenir. I prezzi sono alti: un maglione di lana può costare 15.000-25.000 ISK (100-170€). La strada è pedonale e sempre animata.
È la via dove tutti finiscono, prima o poi. Di giorno è piena di turisti che entrano nei negozi di puffin di peluche (no, non si mangiano solo), di sera si riempie di islandesi che bevono come se il mondo finisse domani. I locali sono minuscoli, affollatissimi e costosi: una birra può costare 1.200-1.500 ISK (8-10€). Ma l’atmosfera è unica, soprattutto nel weekend. Gli islandesi escono tardi (tipo dopo mezzanotte) e vanno avanti fino all’alba. Tu magari non ce la farai, ma almeno provaci.
Escursioni nei dintorni di Reykjavik
Reykjavik è il punto di partenza per escursioni iconiche come il Golden Circle (Thingvellir, Geysir, Gullfoss), la Laguna Blu (spa geotermica, prezzo da 8.000 ISK), la penisola di Reykjanes e i tour per l’aurora boreale. La maggior parte delle escursioni dura una giornata intera e parte dalla capitale.
La Laguna Blu è turistica, affollata e cara, ma resta un’esperienza da fare almeno una volta. Immergersi in acqua lattiginosa e fumante mentre fuori fa freddo è una sensazione quasi mistica (o forse è solo il contrasto termico). Se vuoi qualcosa di più autentico, prova le piscine pubbliche locali o le terme naturali meno battute. Il Golden Circle, invece, è il classico tour mordi e fuggi che ti fa vedere tre meraviglie naturali in un giorno: un parco nazionale tettonico, un geyser che erutta ogni 10 minuti e una cascata gigantesca. Non originalissimo, ma efficace.
Consigli pratici per visitare Reykjavik
Reykjavik è compatta e si visita a piedi. Il trasporto pubblico esiste ma non è indispensabile. I ristoranti sono cari: un pasto medio costa 3.500-5.000 ISK (25-35€). Il clima è imprevedibile: porta sempre giacca impermeabile e strati. L’acqua del rubinetto è ottima e gratuita ovunque.
Regola d’oro: vestiti a cipolla. La mattina fa freddo, poi esce il sole, poi piove, poi tira vento, poi nevica, poi esci di nuovo il sole. In un’ora. L’Islanda è così. Porta sempre una giacca antivento impermeabile, anche se parti con 15°C e cielo sereno. E scarpe comode e impermeabili: le strade sono spesso bagnate e scivolose. Per risparmiare, fai la spesa nei supermercati (Bónus è il più economico) e preparati qualche panino. Oppure prova gli hot dog del chiosco Bæjarins Beztu Pylsur, un’istituzione locale a prezzi umani.
Dove mangiare: dal fish and chips al ristorante stellato

A Reykjavik si mangia bene ma si spende tanto. Per street food prova Bæjarins Beztu (hot dog, ~500 ISK) o Icelandic Street Food (zuppa tradizionale, ~1.800 ISK). Per pesce fresco: Sægreifinn (spiedini di pesce). Per alta cucina: Dill (stella Michelin) o Grillmarkaðurinn (carne di agnello locale).
Se vuoi assaggiare piatti tipici senza svenarti, punta sulle zuppe: l’agnello in brodo o la zuppa di pesce sono confortanti, sostanziose e relativamente economiche. Evita lo squalo fermentato (hákarl) a meno che tu non voglia provare l’ebbrezza di mangiare qualcosa che sa di ammoniaca e rimorso. L’agnello islandese è ottimo, il pesce freschissimo, e lo skyr (yogurt denso) è ovunque e buonissimo. Ah, e la liquirizia: gli islandesi ne vanno matti, anche nel gelato. Tu sei avvisato.
Link utili per organizzare il viaggio
Se Reykjavik ti ha conquistato e vuoi esplorare altre destinazioni nordiche altrettanto affascinanti, dai un’occhiata ai viaggi in Islanda o scopri altre capitali scandinave che WeRoad organizza in piccoli gruppi. Perché viaggiare in buona compagnia rende tutto più divertente, anche il freddo polare.
Reykjavik è una città che sorprende: piccola ma piena di vita, fredda ma accogliente, cara ma indimenticabile. Tra piscine fumanti, architetture futuristiche e tramonti infiniti, è il punto di partenza perfetto per scoprire l’Islanda. E se il vento ti scompiglia i capelli ogni cinque minuti, pazienza: fa parte del gioco.